Ai vertici delle banche centrali giungono i sacerdoti dei dogmi dell’economia neoclassica (escluso Antonio Fazio, cui dedicherò un prossimo post). Essi, con le loro scelte, determinano le politiche macroeconomiche degli stati e dinque non è accettabile che si lavino le mani (da moderni Ponzio Pilato) definendo imprevedibili le conseguenze dei propri atti. Il punto di partenza degli errori che hanno determinato l’attuale situazione è l’idea che il mercato sia efficiente (ossia la teoria EMH).
I sacerdoti hanno i loro discepoli e dunque, dai testi universitari ai blasonati Master in Finance, si insegnano e si applicano teorie di investing banking e di gestione del rischio che sono acriticamente basate sulla validità di questa ipotesi che si poggia su quattro pilastri:
I sacerdoti hanno i loro discepoli e dunque, dai testi universitari ai blasonati Master in Finance, si insegnano e si applicano teorie di investing banking e di gestione del rischio che sono acriticamente basate sulla validità di questa ipotesi che si poggia su quattro pilastri:
Gli investitori sono totalmente razionali
Aristotele affermava che ciascun uomo è razionale, ma non si può pretendere che la razionalità possa essere sic et simpliciter formalizzata attraverso funzioni di utilità che siano continue e differenziabili. Questa rappresenta una semplificazione triviale e sicuramente poco scientifica. Il concetto di razionalità è relativo e di conseguenza l’utilità assume un significato soggettivo ed associato alla conoscenza individuale. L’investitore che affidava i propri risparmi ad un cosiddetto esperto di fiducia in banca che gli consigliava l’acquisto di obbligazioni Parmalat aveva un comportamento razionale ma assolutamente privo di utilità .
Gli investitori sono uguali
Questo punto è già stato commentato nel post precedente in cui abbiamo discusso della asimmetria delle informazioni a disposizione tra le “mani forti” ed il “parco buoi”.
Questo punto è già stato commentato nel post precedente in cui abbiamo discusso della asimmetria delle informazioni a disposizione tra le “mani forti” ed il “parco buoi”.
La curva dei prezzi è una curva continua (….e magari pure differenziabile)
Gli agenti che si muovono nel mercato non sono particelle che obbediscono al moto browniano, ma individui che sono soggetti a panico ed euforia. Il comportamento individuale, e di conseguenza globale, è soggetto a salti; le curve dei prezzi devono considerarsi discontinue, introducendo un linguaggio basato sugli operatori tipico della meccanica quantistica[1].
Gli agenti che si muovono nel mercato non sono particelle che obbediscono al moto browniano, ma individui che sono soggetti a panico ed euforia. Il comportamento individuale, e di conseguenza globale, è soggetto a salti; le curve dei prezzi devono considerarsi discontinue, introducendo un linguaggio basato sugli operatori tipico della meccanica quantistica[1].
I prezzi si muovono in maniera completamente causale
Il pensare che i prezzi azionari siano completamente indipendenti e che le cause delle variazioni siano casuali implica, in virtù del teorema del limite centrale, che la distribuzione delle variazioni dei prezzi sia una distribuzione di Gauss (o normale). Ciò è in contrasto con ogni evidenza empirica. A titolo d’esempio[2], nella parte inferiore della figura successiva viene riportata la distribuzione degli incrementi dei prezzi del Dax tedesco degli ultimi 18 anni (si evidenzia chiaramente la differenza con la corrispondente distribuzione di Gauss presente nella parte superiore della figura).
Il pensare che i prezzi azionari siano completamente indipendenti e che le cause delle variazioni siano casuali implica, in virtù del teorema del limite centrale, che la distribuzione delle variazioni dei prezzi sia una distribuzione di Gauss (o normale). Ciò è in contrasto con ogni evidenza empirica. A titolo d’esempio[2], nella parte inferiore della figura successiva viene riportata la distribuzione degli incrementi dei prezzi del Dax tedesco degli ultimi 18 anni (si evidenzia chiaramente la differenza con la corrispondente distribuzione di Gauss presente nella parte superiore della figura).

La curva di Gauss renderebbe inoltre praticamente impossibili crisi sistemiche che invece si ripetono fregandosene della teoria EMH. La correlazione statistica, i patterns di regolarità, i cicli che si ripetono nell’evoluzione dei prezzi non corrispondono ad un semplice incidente di percorso, ma rappresentano un significato intrinseco alla realtà. La vita è complessa e meravigliosa, non normale.
[1] Francesco Rizzo: Valore e Valutazioni Franco Angeli (2007)
[2] Leon Zingales and Carmela Vitanza:An Upper Limit in financial data forecasting:a Shannon entropy criterium Terzo Millennio N.1 (2009)


studio economia..ottima sintesi. Bravo.
RispondiEliminaSe le mando la mia e-mail può spedirmi il suo articolo?
Luigi
Gentile professore,penso che nel grafico riportato la distribuzione è normale standard. In questo caso dovrebbe precisarlo.
RispondiEliminaAntonio
..si la distribuzione è proprio normale standard..mi scusi se non l'ho precisato
RispondiEliminadistinti saluti
Leon Zingales
Complimenti Leon,
RispondiEliminaveramente un bel post
Francesco
Gentile Professore,
RispondiEliminase ho capito bene i modelli economici sono
completamente sbagliati...quali sono quelli giusti?
Giovanni T.
Caro Dottore,
RispondiEliminagli esseri umani non possono essere trattati come particelle, non corrispondono a leggi deterministiche. Bisogna combattere la mentalità positivista che trasforma l'uomo in materia trascurando l'importanza della spiritualità.
Ferdinando
Grazie, lo immaginavo
RispondiEliminaAntonio
bel post, ma che significa usare la meccanica quantistica in economia?
RispondiEliminaLa non validità della EMH dipende dall illiquidità degli strumenti finanziari.
RispondiElimina