lunedì 19 ottobre 2009

10000 DI QUESTI GIORNI..

Finalmente ci siamo arrivati. Dopo una rapida salita, l’indice del Dow Jones ha raggiunto le 5 cifre, salendo quasi del 60% rispetto ai minimi toccati a marzo. A questo punto, secondo i sostenitori di un Bull Market, la finanza di Wall Street ha messo definitivamente a tacere i pessimisti. L’economia finanziaria è volata in avanti (per quanto tempo non si sa), ma l’economia reale di Main Street continua ad arrancare.
La CNBC ha intervistato Nicu Harajchi Strategist dell’Asset Management il quale ha detto:” current global recession will turn into a full-blown depression.. cross border capital injections of $5 trillion this year that have only served to boost financial services firms, and particularly those on Wall Street..not seeing Main Street making any money”..in altre parole si stanno spendendo soldi per un lavoro di costosissima copertura delle magagne dei servizi finanziari, la gente comune sta peggiorando la propria situazione. Ed, aggiungo io, gli spazi di manovra degli stati si riducono, per l’enorme incremento dei deficit pubblici.
Si sta registrando una pericolosa dicotomia tra i valori finanziari ed i corrispondenti valori reali. Chiunque si fosse prodigato a leggere oltre la patina degli annunci delle buone trimestrali delle maggiori aziende USA, si sarebbe reso subito conto che l’utile è determinato non dall’ aumento di introiti, bensi’ da diminuzione di costi, in massima parte riconducibili al licenziamento dei lavoratori. Il circolo divergente tra l’economia reale e quella finanziaria è presto detto: i prezzi azionari salgono perché le trimestrali sono positive, ma esse lo sono perché le aziende licenziano. Sembra quasi che i grossi investitori stiano dando un ulteriore spinta al folle incremento dei mercati con una trimestrale abbellita. La cosmetica non mette in dovuto risalto che i valori positivi delle trimestrali si sono ottenuti con un calo dell’occupazione, ossia con un mezzo che deprimerà i consumi interni. Ho i miei dubbi che tali consumi riprenderanno con una disoccupazione in continua ascesa. Ma la cosa peggiore è che la bolla azionaria è stata determinata con un indebitamento degli stati che hanno garantito i rifiuti tossici e di conseguenza saranno sempre di più obbligati a tagliare i servizi essenziali creando ulteriore calo dell’occupazione anche nel settore pubblico (approfondirò questo concetto in un prossimo post).
Ricordiamo che gli introiti degli stati dipendono dall’economia reale. I piani di rientro rispetto all’enorme deficit degli USA sono agganciati alla previsione di una rapida crescita del PIL nei prossimi anni. Ma come si pretende di far risollevare l’economia produttiva allorquando si continua a carpire risorse da essa dirottandole verso il parassita che la dissangua, ossia il sistema finanziario? Ho l’impressione che entro poco tempo gli USA si troveranno un deficit in confronto al quale la Fossa delle Marianne sarà una buca da golf.

2 commenti:

  1. sono perfettamente d'accordo. Sono folli, il crollo sarà totale e completo

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  2. Ho la sicurezza che la bolla scoppierà presto, ma molto presto trascinandosi l'intera economia mondiale

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