mercoledì 28 ottobre 2009

ELEMENTARE WATSON...

In questi ultimi giorni si è registrata una repentina ripresa del dollaro che, prima proiettato verso quota 1.51 è rapidamente sceso in prossimità sotto 1.48, come rivela il seguente grafico:

Abbiamo già evidenziato come le fluttuazioni in generale siano associate alla presenza di una transizione di fase, di una crisi sistemica che stiamo attraversando. In questo particolare caso la causa è un intervento diretto della FED che sta cercando in tutti i modi di far procedere le aste dei titoli di stato. E’ ormai da mesi presenti una correlazione diretta tra dollari (utilizzati come valuta di caary trade) e mercati finanziari. Non a caso l’intervento della FED per far salire il Dollaro ha contemporaneamente determinato un evidente calo dei mercati finanziari mondiali. La FED sta facendo una politica del bilancino: da un lato ha la necessità di continuare a far salire le borse onde diminuire la crisi di capitalizzazione delle maggiori banche, dall’altro non può far indebolire troppo il Dollaro per evitare la fuga degli investitori esteri dai TBills e continuare a finanziare il crescente deficit. Vi è un patto non scritto con le maggiori banche “too big to fail”: lo Stato fornisce liquidità sottocosto al settore bancario (aumentando la solidità patrimoniale delle banche ovviamente a spesa del deficit pubblico) e le banche acquistano titoli di stato guadagnando sul margine (ed ovviamente in parte investono nella roulette dei mercati finanziari). Il dramma è che tale processo di flusso interno non basta: vi è la necessità che anche gli investitori esteri comprino i titoli di Stato. L’asta decennale e quella trentennale del 7 Ottobre hanno evidenziato qualche elemento di schricchiolio in quanto, malgrado i rapporti Bid-to-cover ratio si siano mantenuti nei rassicuranti valori rispettivamente di 3.01 e 2.37, relativamente agli investitori esteri (Percentage of indirect bidders) i rapporti sono stati prossimi a 1.5.

Di conseguenza la politica del bilancino è stata volta a frenare la decrescita del Dollaro e ciò ha consentito apparentemente una buona riuscita dell’asta biennale come evidenzia la seguente figura:

Infatti il rapporto Bid-to-cover ratio è stato un elevato 3.63 (superiore alla media di 2.96 dei titoli biennali), mentre per quanto concerne gli investitori esteri il pregevole valore di 2.1.
Ma la vera partita si gioca oggi: siamo in trepidante attesa per quanto concerne le aste a lunga scadenza, i cui risultati verrano rese note oggi. Non è detto che funzioni. Il bilancino funziona solo in presenza di piccole salite: allorchè la salita è troppo ripida si rischia di bruciare la frizione. Ho i miei dubbi che per molto tempo la FED possa riuscire ad affrontare una doppia crisi: finanziaria e valutaria.

2 commenti:

  1. Complimenti Professore,
    i suoi commenti sono chiari e prezionsi.
    Grazie di tutto.

    Antonio G.

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  2. Ma è Lei che ha scritto l'articolo su www.wallstreetitalia.it?

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