martedì 6 ottobre 2009

ESSERE O NON ESSERE?

Due accadimenti possono accadere ed anche susseguirsi, anche se apparentemente opposti: una lunga deflazione o una elevata inflazione. Tali eventi possono sembrare antitetici, ma in realtà, per chi è consapevole della caoticità intrinseca nell’economia, rappresentano due facce della medesima medaglia. Come un’onda anomala è preceduta e seguita da un poderoso ritiro delle acque, cosi’ una stagflazione ed una deflazione tipica del Giappone anni 90 sono eventi che nella storia si sono sempre alternati come rivela chiaramente la figura.

Ma allo stato attuale, cosa è più probabile?
Il Giappone, negli anni 90, fu caratterizzato un eccesso di capacità produttiva contemporaneamente ad un crollo dei consumi. Il tasso ufficiale di sconto fu tagliato a varie riprese fino a quando raggiunse il minimo storico dello 0,5 % nel settembre del 1995. Rimase invariato fino al settembre del 1998 quando fu tagliato allo 0,25 %. Ma i bassi tassi non riuscirono a far resuscitare il mercato ( già Keynes comprese durante la Depresione del 1929 che in caso di deflazione la politica monetaria è praticamente inutile). Il Debito Pubblico Giapponese volò in pochi anni fino a raggiungere quasi il 150% e tutto per puntellare il sistema di banche fatiscente. Non vi sembra di star rivedendo il film di ciò che sta accadendo? Soltanto che oggi tutto è in scala immensamente più grande ed è unita ad un repentino calo dei livelli di occupazione. Gli americani stanno ripetendo gli stessi errori giapponesi, primo fra i quali far continuare a vivere banche che sono morte. Allo stato attuale è estremamente probabile una deflazione, piuttosto che un’elevata inflazione. Statisticamente inoltre, come rivela la seguente figura, ogni depressione è caratterizzata da una contemporanea deflazione (o comunque una bassissima inflazione)


Il 22 Settembre in un intervista Joseph Stiglits, premio Nobel dell’economia ha detto:” Deflation is definitely a threat right now
David Rosenberg, chief economist a Toronto sostiene: “We are certainly in a deflationary state..Of that, there's no doubt. I think people still have no clue as to just how weak the economy is. The U.S. economy faces a decade of stagnation? That's a perfectly plausible scenario..”. Procedendo i giorni, il coro delle voci autorevoli aumenta.
In fondo, per essere d’accordo con loro, basta guardare I dati di Settembre relativi all’inflazione anno su anno:
Eurolandia -0.3%
Usa -1.5%
Canada -0.8%
Giappone -2.3%
Cina -1.2%
Per quanto riguarda la contrazione del credito negli USA, è stato un vero tracollo:
-5.3% for consumer loans
-9.4% for real estate credit
-20.4% for business loans
Inoltre, per la prima volta, dalla fine degli anni 40 gli americani stanno perdendo reddito:

In altre parole il denaro stampato per ora non entra in circolo; l’onda di liquidità iniettata facendo indebitare gli stati per ora serve a colmare (e solo in piccola parte) i giganteschi buchi di bilancio di un’economia virtuale che sta letteralmente dissanguando l’economia reale.

4 commenti:

  1. Le sue analisi sono di parte. Perchè non fornisce pure il dato sulla salita dell'indice non manifatturiero degli USA?

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  2. Gran bel post..complimenti per la chiarezza.

    Antonio

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  3. Bravo, sono d'accordo


    Giovanni

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  4. Gentile dottore,
    io credevo che ci stessimo avvicinando verso una iperinflazione. Ma mi ha convinto. Veramente interessante la critica alla linarità dei processi economici.
    Con affetto

    Domenico

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