mercoledì 7 ottobre 2009

IL RITORNO DELLE LOCUSTE…. (PRIMA PARTE)

La crisi sta rilanciando il ruolo del FMI.
Sono illuminanti le parole ascoltate all’ABC News la scorsa settimana:”A year ago nobody wanted to know the International Monetary Fund. Now it's the organiser for the international stimulus package which has been sold as a stimulus package for poor countries.". In parole povere nessuno più calcolava il Fondo Monetario Internazionale (FMI), mentre oggi tutti lo cercano.
Tutto questo è strettamente associato al concetto di trovare una via d’uscita alla crisi del Dollaro come moneta principe degli scambi mondiali. Gli Stati Uniti sono stati la locomotiva del mondo negli ultimi 50 anni, ma il motore si è spento e forse definitivamente.
Passare dal dominio del Dollaro a quello di una eventuale moneta internazionale emessa dal FMI per l’economia mondiale avrebbe lo stesso effetto di fuggire da un mare infestato dagli squali per gettarsi in un fiume popolato da piranha (gli squali ogni tanto perdonano, i piranha mai). Pensare che il FMI possa rappresentare l’ancora di salvezza per la crisi attuale significa affidarsi ad uno sciame di locuste per proteggere una piantagione assalite da parassiti dannosi. Le locuste giungono, ma quando terminano il lavoro non rimane più nulla. Quando il FMI presta denaro ad una nazione in difficoltà, le condizioni imposte sono tali per cui il paese medesimo piomba in una depressione socio-economica da cui impiega anni per rialzarsi…In confronto Attila era un gentiluomo di buon cuore.
L’anno scorso la Lettonia ha chiesto aiuto e la condizione da usuraio è stata: vi presto i soldi ma dovete tagliare le spese sociali ed aumentare le tasse. La Lettonia, come un condannato con il cappio al collo, è stata obbligata a tagliare gli stipendi dei dipendenti pubblici del 20%, diminuire le pensioni, tagliare drasticamente i servizi sanitari. Ciò non ha ancora creato rivoluzioni poiché trattasi di popolo abituato a soffrire ed a stringere i denti (non dimentichiamo che per 70 anni vi è stata la dominazione sovietica), ma le conseguenze di questo sono state: PIL in calo del 20%, fatturato del commercio a -30%, prezzi i immobiliari -50%, disoccupazione in rapido aumento e povertà in rapida crescita. Inoltre l’obbligo di un cambio fisso contro euro ha praticamente strangolato le esportazioni ed aumentato in maniera esponenziale le sofferenze bancarie.
Eppure un paese ha avuto il coraggio di opporsi all’usuraio per antonomasia :l’Islanda.
Fino al 2008, con tassi d'interesse arrivati al 10,75% offerti dalla banca centrale, l'isola nordica ha attratto i capitali degli hedge funds impegnati in carry trade su dollari, euro e yen ma anche sul differenziale di rendimento dei bonds. In tal modo nel 2008 le banche islandesi avevano accumulato un debito estero pari a 10 volte il Prodotto Interno Lordo, debito decuplicato allorchè, in virtù della nota crisi valutaria, la corona islandese crollò dell’85% nei confronti delll’euro. Olanda e Gran Bretagna (tra i maggiori paesi creditori) chiusero il rubinetto e, per fronteggiare la grave crisi, l’Islanda fu obbligata a chiedere denaro a destra ed a manca. Il FMI prestò 2.1 Miliardi di Dollari obbligando di fatto l’ex isola felice a nazionalizzare le banche ed a farsi garante come stato della restituzione del debito delle banche (ovviamente con le usuali imposizioni di distruzione di spesa sociale ed innalzamento delle tasse). Fin qui nulla di nuovo, ma recentemente una notizia ha fatto scalpore (ovviamente tra gli addetti ai lavori): il parlamento islandese ha votato una risoluzione che decreta che vi è un limite nel rimborso del debito, ossia il 6% dell’aumento del PIL. Inoltre, se non vi sara' crescita, l'Islanda non paghera' niente.
La domanda è: ma chi ha dato la forza all’Islanda di osare dove finora nessuno aveva avuto il coraggio? Evidentemente l’Islanda si sentiva con le spalle coperte… una possibile risposta alla seconda puntata.

5 commenti:

  1. Il FMI ha come obiettivo quello di affamare i popoli. E' un'organizzazione guidata da massoni

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  2. Chi c'e' dietro l'Islanda? Mi dia una risposta non mi lasci con la curiosità

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  3. Dietro c'e' la Cina

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  4. Dietro ci sono gli Stati Uniti..

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  5. Guardi che anche la Russia ha prestato i soldi.

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