giovedì 8 ottobre 2009

IL RITORNO DELLE LOCUSTE..(SECONDA PARTE)

Come forse qualcuno ha intuito, una possibile interpretazione della coraggiosa ribellione dell’Islanda alle pretese del FMI è che dietro vi siano gli Stati Uniti. Fino ad ora il FMI è sempre stato una sorta di longa manus degli interessi statunitensi, ma ora potrebbe divenire un pericoloso concorrente in quanto artefice di una sorta di moneta internazionale (o comunque garante di un paniere di monete) per sostituire il Dollaro. Gli Stati Uniti hanno una tremenda paura che il Dollaro cessi di essere la moneta principe degli scambi internazionali e soprattutto la moneta con la quale quotare le materie prime.
Cina, India e Brasile hanno da tempo iniziato ad evitare i Dollari nelle loro rispettive transazioni.
Il Presidente della Banca Mondiale Robert Zoellick ha recentemente dichiarato:"One of the legacies of this crisis may be a recognition of changed economic power relations"..insomma la geopolitica è in rapida evoluzione.
L’Independent ha pubblicato il 6 Ottobre un resoconto su trattative segrete da parte degli Stati Arabi con Cina, Russia e Francia al fine di sostituire il Dollaro adottando un paniere di valute tra cui lo yen giapponese, lo yuan cinese, l’euro, l’oro e una nuova moneta unica prevista per i Paesi aderenti al Consiglio per la cooperazione del Golfo, tra cui Arabia Saudita, Abu Dhabi, Kuwait e Qatar. Non a caso l’oro (cui dedicherò un post quanto prima) per ora vola (seppur con grandi fluttuazioni è raddoppiato negli ultimi 3 anni..fluttuazioni sempre presenti e caratterizzanti la crisi sistemica dell’economia attuale). Naturalmente la Cina deve evitare di perdere tutti i propri soldi che ha investito nei titoli di Stato USA e quindi la trasformazione sarà graduale e sarà completata soltanto nel 2018.
Un cambiamento cosi’ epocale, aggiungo io, potrebbe avvenire soltanto sotto l’egida del FMI.
Un banchiere cinese di primo piano avrebbe dichiarato: “These plans will change the face of international financial transactions..America and Britain must be very worried. You will know how worried by the thunder of denials this news will generate."..gli Stati Uniti ed il proprio tradizionale satellite, la Gran Bretagna, sono veramente preoccupati.
Gli Stati Uniti non possono accettare passivamente la fine del proprio dominio; mettere in discussioni esso significherebbe rinunciare alla propria stessa sopravvivenza come superpotenza e forse come nazione. Gli Stati Uniti faranno le proprie contromosse.
Jim Rickards, direttore scientifico dell’Omnis sostiene:” If we face a war or other global catastrophe, we no longer have the privilege of printing money. We will have to borrow the global reserve currency like everyone else, putting us at the mercy of the global lenders”..in parole povere, se il Dollaro cessasse di essere la moneta per antonomasia, gli Stati Uniti sarebbero un paese qualsiasi e diventerebbe sempre più drammatico finanziare l’enorme debito pubblico.
Se, come ho scritto in un precedente Post, isolare Israele è estremamente pericoloso, mettere alle corde gli Stati uniti lo è sicuramente molto di più. Alla fine del mese scorso l’Iran ha annunciato che ha intenzione di vendere il proprio petrolio in Euro e non in Dollari. L’ultimo paese che ha minacciato la creazione di una borsa petrolifera con prezzi in Euro è stato l’Iraq di Saddam Hussein..sappiamo tutti come è finita.

1 commento:

  1. Gli Stati Uniti sono alla frutta...
    Complimenti, bell'articolo

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