venerdì 16 ottobre 2009

LA PERFIDA ALBIONE..

In un intervista alla BBC il 22 Settembre scorso il Governatore della Banca d’Inghilterra King ha confessato che il 6 Ottobre 2008 il sistema bancario inglese era ad un passo dal fallimento “Two of our major banks which had had difficulty in obtaining funding could raise money only for one week then only for one day, and then on that Monday and Tuesday it was not possible even for those two banks really to be confident they could get to the end of the day..”. Era accaduto che I grossi investitori, sentendo puzza di bruciato, si ereno precipitati a ritirare i propri depositi mentre il parco buoi rischiava di veder ardere in un falò i propri risparmi.
La Gran Bretagna si è indebitata pesantemente per sostenere il sistema bancario emettendo titoli di stato (in parte acquistati dalla Banca Centrale tramite il Quantitative-Easing) incrementando esponenzialmente un debito pubblico che ormai veleggia verso il 100%. La cosa peggiore che tale debito si coniuga con un debito privato enorme e con un crollo immobiliare. La produzione industriale è ritornata ai valori del 1992 e per quest’anno è prevista una disoccupazione prossima al 10%. Il trend è in peggioramento se è vero che, come rivelano i dati sintetici pubblicati dall’OECD Economic Outlook, vi sarà un deficit fiscale del 14%.

Gordon Brown ha annunciato che nei prossimi due anni la Gran Bretagna ha intenzione di vendere (o meglio svendere) beni pubblici per un totale di 16 miliardi di sterline proseguendo la folle politica di deindustrializzazione che iniziò dagli anni 80. Verranno immessi sul mercato la società di scommesse Tote, il 33 per cento dell’Urenco (consorzio europeo per l’uranio), ma soprattutto verrà venduta la partecipazione nel capitale della società del tunnel sotto alla Manica.
La Sterlina è, come il dollaro, in un trend decrescente duraturo e ci si chiede quanto possa perdurare l’acquisto da parte di investitori stranieri del debito pubblico di uno stato la cui credibilità sta repentinamente diminuendo anche per il perdurare del Quantitative Easing. In altre parole, come ci si può fidare di uno stato che fa stampare moneta alla propria Banca Centrale per acquistare il proprio debito pubblico?
La Gran Bretagna, da vecchia potenza coloniale, ha vissuto per decenni al di sopra delle proprie possibilità e si trova oggi ad affrontare una crisi tremenda frutto di un’economia orientata essenzialmente alle speculazioni finanziaria. In questo senso sta assumendo il ruolo da cane di guardia contro ogni tentativo di regolamentazione dei mercati finanziari. In questo senso si comprendono le forti parole dell’ormai ex ministro delle finanze tedesco Peer Steinbruck in occasione dell’ultimo G-20 che in una intervista a Spiegel ha accusato il Regno Unito di «fare di tutto per sabotare le proposte di più severe regolamentazioni finanziarie» affermando inoltre «Stanno tramando oscuri poteri in Gran Bretagna…c’è una lobby a Londra che vuol difendere il suo vantaggio competitivo con le unghie e coi denti. Del resto, i britannici traggono il 15% del loro prodotto interno lordo dalla finanza speculativa, la Germania il 6%».
Infatti in questi ultimi mesi il calo del PIL, malgrado gravissimo, nella sua intensità si è ridotto per la svalutazione della Sterlina e per la folle salita del mercato borsistico Ma se la bolla si sgonfia, insieme ai mercati, anche le isole britanniche rischiano di essere trascinati verso il fondo.

3 commenti:

  1. Sono d'accordo con la sua analisi. Ma come spiega la ripresa della Sterlina in questi ultimi due giorni?
    Complimenti per il blog..

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  2. ..sinceramente non ne ho idea. E' indubbio che vi sono grosse fluttuazioni. Il trend rimane decrescente

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  3. Ci sono begli articoli sulla finnza anglo-olandese sul sito www.movisol.org. Li legga.

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