lunedì 12 ottobre 2009

NON C’E’ BENZINA A SUFFICIENZA….

Il dramma degli attuali modelli economici è di ragionare in termini di equilibrio misconoscendo il ruolo del Secondo Principio della Termodinamica e della creazione di entropia associati a qualsiasi processo di scambio d’energia.
In prossimità dell’equilibrio il sistema presenta fluttuazioni compatibili con lo stato d’equilibrio, fluttuazioni che perturbano il sistema ma non lo allontanano dallo stato stazionario. Allorchè vi è un cambiamento di fase le fluttuazioni aumentano ed il sistema in modo olistico danza verso un nuovo ordine formando le cosiddette auto-organizzazioni dissipative.
Cosi’ come la moneta rappresenta l’energia dei sistemi economici, i volumi degli scambi nei mercati sono una chiara evidenza della quantità di energia in gioco. La scarsità dei volumi implica la diminuzione dell’inerzia del sistema e la facilità di creazione di fluttuazioni che sempre di più aumenteranno nei mercati finanziari perché siamo nel vivo di una crisi sistemica.
William Hester ha effettuato una interessante analisi storica delle dinamiche del mercato americano evidenziando come l’attuale incremento del mercato azionario è assolutamente anemico in quanto associato a scarsi volumi.
Non solo il valore medio dei volumi dell’anno 2009 è in decremento, ma il trend discendente è particolarmente evidente da Marzo, ossia da quando è iniziata la folle salita.
Inoltre il volume degli scambi è concentrato su pochi titoli. E’ emblematico il caso americano dove gli scambi si concentrano cinque società praticamente controllate dallo stato: Bank of America, Citigroup, AIG, Fannie Mae e Freddie Mac.
Infine il limitato volume non è associato ad attività di reali investitori, bensi’ è creato da programmi di trading ad alta frequenza che fungono essenzialmente da moltiplicatore fasullo degli scambi effettivamente in atto (insomma come i carri armati che Mussolini mostrava ad Hitler per impressionarlo, sembravano molti ma in realtà erano sempre gli stessi che giravano attorno al palco).
Le banche centrali pensano di essere di fronte ad una crisi nel sistema, non comprendono come in realtà siamo dentro una crisi del sistema. Si stanno basando su modelli validi all’equilibrio considerando le attuali fluttuazioni come semplici accidenti (eventi rari compatibili con le code della distribuzione gaussiana del modello standard EMH discusso in un precedente post). Si tenta di stabilizzare la crisi con interventi che, per quanto eterodossi eterodossi (vd. Quantitative Easing, ossia il processo di creazione di moneta da parte delle banche centrali cui dedicherò un prossimo post), si immagina abbiano effetti inquadrabili nell’ambito dell’economia neoclassica. Ma purtroppo questa volta è diverso, le conseguenze di ogni intervento non obbediscono a leggi lineari, non provocano piccole perturbazioni a cui il sistema presto o tardi risponderà rientrando in uno stato d’equilibrio, bensi’ finiranno con l’amplificare le oscillazioni già evidenti accelerando la crisi del sistema. Nel sistema finanziario le fluttuazioni aumenteranno sempre di più, nei mercati azionari cosi’ come in quelli obbligazionari. Siamo dentro una transizione di fase, urge un mutamento della cornice epistemologica stessa di riferimento dei sistemi finanziari…..non possiamo rifiutarci di accettare che sotto zero l’acqua si trasforma in ghiaccio, la bottiglia si vetro si frantumerebbe dentro il freezer a prescindere dai nostri desideri e non rimarrebbe altro che raccogliere i cocci, simbolo della nostra presunzione a non riconoscere la meravigliosa complessità della realtà.

3 commenti:

  1. Complimenti bel post. A differenza di molti altri, riesce a dare input interessantissimi

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  2. Caro Leon,
    i tuoi articoli sono sempre fonte di ispirazione.
    Con affetto

    Enrico

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  3. Insomma .. non è che mi sia piaciuto tanto. Penso che la metafora delle fluttuazioni di energia di un sistema all'equilibrio sia stata stiracchiata in modo un pò eccessivo. Ma siccome vogliamo bene al nostro autore per questa volta glissiamo .. ;-)

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