venerdì 9 ottobre 2009

NON E’ TUTTO ORO QUELLO CHE LUCCICA

Il nuovo record dell’oro mi ha spinto ad anticipare il post che pensavo di scrivere successivamente.
Dopo l’abbandono da parte dell’Amministrazione Nixon nel 1971 della convertibilità tra oro e Dollaro ed il conseguente distacco tra l’economia reale e finanziaria (si creò un Dollaro monetarista basato sulla speculazione finanziaria ed associato alla diminuzione degli investimenti nell'agricoltura e nell'industria), l’oro ha assunto tradizionalmente il ruolo di assicurazione contro l’inflazione.
Nell’attuale crisi sistemica questa spiegazione non può più essere accettata. Come ho scritto in un post precedente ci avviamo verso un periodo di deflazione e non di iperinflazione come è anche rivelato dal fatto il mercato dei Treasury Bonds attualmente misura un’inflazione media degli USA dell’1,9% per i prossimi venti anni (come si deduce indirettamente dal rendimento dei inflation-linked Bonds, ossia dei Bonds collegati all’inflazione).
Ed allora, con inflazione prevista a livelli molto bassi, perché l’oro aumenta come evidenziato dalla figura?

Credo che l’attuale repentino aumento dell’oro assuma il significato di un’assicurazione contro il fallimento dell’intero sistema finanziario, rappresenta un altro modo per andare short sul Dollaro, ossia per scommettere sull’inevitabilità di una progressiva svalutazione della moneta americana.
L’equilibrio valutario è un equilibrio dinamico che sta raggiungendo il suo punto di rottura e progressivamente sarà sempre più difficile finanziare il galoppante deficit americano come dimostra il fatto che gli investitori esteri hanno abbassato radicalmente i loro investimenti nei Titoli di Stato americani: dai 159 miliardi di dollari acquistati nel primo trimestre si è giunto a 101 miliardi nel secondo.
Jim Rickards, direttore scientifico dell’Omnis ha affermato:” Central banks hate gold because it limits their ability to print money. If gold were to suddenly go to $1,500 an ounce, it would mean the dollar was collapsing. The Fed would raise interest rates to attract dollars back into the country”..ossia l’innalzamento del valore dell’oro, in quanto indice di sfiducia nei confronti del Dollaro, finirà con l’obbligare la Fed ad alzare i tassi per cercare di continuare a finanziare il deficit americano attraendo capitali esteri; ma, aggiungo io, un innalzamento dei tassi rappresenterebbe la fine delle seppur esili speranze di una ripresa dell’economia.
In questo contesto sembrano non completamente strampalate le previsioni del un noto broker Christopher Wood il quale ha fornito un prezzo target per l’oro di 3500 Dollari per oncia, ossia triplo rispetto a quello attuale.

4 commenti:

  1. Allora mi consiglia di investire sull'oro tramite un ETF?

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  2. Gli USA hanno vissuto a livelli troppo alti. Ora sono cavoli amari. I Cinesi li tengono per le pa..e. Altro che premio nobel, Obama non ha voluto neanche incontrare il Dalai Lama.

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  3. Il Governatore della FED non ha affatto escluso che si innalzeranno i tassi..
    complimenti un bel Post

    Giovanni

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  4. Mi dispiace, io continuo a rimanere convinto che un'iperinflazione alla Weimar ci sommergerà..

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