venerdì 23 ottobre 2009

SE LA BOMBA ESPLODE…

A differenza di quanto potrebbe far pensare il titolo, non desidero commentare i venti di guerra ISRAELE-IRAN, ma discutere sull’esplosione di una bomba forse più pericolosa (e solo apparentemente scollegata alla prima, alla luce di quanto sostenuto in un post nel quale cercavo di evidenziare il collegamento tra crisi economia e mutamento del quadro geopolitico attuale), ossia la bomba dei CDS e dei Derivati.
I CDS (acronimo di Credit Default Swap) rappresentano essenzialmente una assicurazione contro il fallimento di una azienda o di uno Stato. Il compratore si assicura contro il default pagando una somma al venditore (sovente banche ed assicurazioni). Per questo il CDS è spesso utilizzato come polizza assicurativa o copertura per il sottoscrittore di un'obbligazione. Chiaramente più il mercato dei CDS teme l’insolvenza di un emittente, più il CDS di riferimento aumenterà di prezzo.
I CDS potenzialmente sono una bomba atomica (o mostro dell’apocalisse fate voi) per il sistema finanziario mondiale. In caso di fallimento colossi finanziari o assicurativi, i CDS devono rimborsare cifre così alte che richiederebbero una liquidità immensa (pensate che gran parte della crisi attuale è strettamente connesso al fallimento della Lehman Brothers). Tra l’altro è simpatico il giochetto delle grandi banche. Esse si assicurano contro sé stesse. Ma se falliscono, chi paga i premi delle assicurazioni? Naturalmente noi, mediante l’intervento dello Stato tramite ricapitalizzione pubblica.
Quando sostengo che la speculazione finanziaria sta estorcendo risorse all’economia reale tramite ricatto (con la scusa..se falliamo salta tutto) intendo dire proprio questo: gli Stati, anzicchè riorganizzare l’intero sistema finanziario, stanno cercando di colmare le falle dei fallimenti con capitali pubblici, incrementando esponenzialmente i propri deficit. Ma, tutti coloro che hanno una conoscenza di aritmetica di quinta elementare (forse anche meno), sanno che la partita è persa in partenza. La seguente tabella rappresenta la situazione negli USA.



Vi sono 203.000 miliardi di Dollari di esposizioni in Derivati (non solo CDS, ma anche altri) , rispetto ad un patrimonio delle banche di 8.000 miliardi di Dollari. Tanto per dare qualche numero, i derivati in circolo corrispondono a più di 15 volte il PIL americano. In altre parole, abbiamo un buco che potenzialmente può inghiottire tutto: procedere a riempirlo ogni qual volta vi è una frana sotterranea è un inutile dissanguamento delle finanze pubbliche. Urge una completa riorganizzazione fallimentare del sistema, con la chiara dichiarazione che non tutto può essere ripagato. Sarà tutt’altro che indolore, ma più si rimanda più male farà…e purtroppo non vi sono alternative.
Mentre la situazione precipita, sembra che i CDS relativi agli Stati stiano migliorando, almeno rispetto all’inizio dell’anno. Vi presento una tabella dei CDS riguardanti i principali Stati.

In realtà il discorso è leggermente più complesso. Il costo dei CDS è da vedersi in ambito relativo, di conseguenza non è che la situazione stia migliorando, bensi’ tutto sta peggiorando. Insomma non è che le montagne alte (in questa metafora il picco rappresenta un indice di rischio) stiano scendendo, ma al contrario anche le colline stanno diventando montagne. A conferma di questo basti ricordare l’avviso della Moody’s di ritirare la AAA al Governo degli Stati Uniti (e se lo dicono persino loro… vi lascio immaginare la mia stima per tali agenzie di rating, le quali avevano lasciato la tripla A alla Lehman Brothers fino alla mattina stessa del fallimento).
In quest’ottica i valori migliori sui CDS assurgono al significato non di assicurazione contro il rischio, ma di rassicurazione dal rischio..una dichiarazione che tutto sta migliorando (ovviamente tutti sanno che è falso).
In altre parole parlare di assicurazione contro il fallimento degli States è una pura speculazione finanziaria, pagare 8 Dollari l’anno per assicurarsi contro 10000 Dollari investiti in TBills (Titoli di Stato) è pura filosofia. Se fallissero gli USA ed il suo sitema finanziario chi paga i CDS corrispondenti? Certamente non mi prodigherei io a fare una colletta. Si alzerebbe uno Tsunami finanziario che si propagherebbe ovunque lasciando solo macerie…ed a prescindere dal mio desiderio, non avrei più soldi per nessuna colletta.

5 commenti:

  1. Complimenti bel post...chiaro e lineare

    S.T.

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  2. Bravo..concordo per la riorganizzazione fallimentare..vedi www.movisol.org..la propone pure il grande La Rouche

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  3. La ringrazio per aver visitato il mio sito! Ho dato una breve occhiata al suo blog e sicuramente sono io che dovrò imparare da Lei e non il contrario. Ovviamente le fonti si somigliano ma d'altronde essendo ufficiali e pubbliche penso sia normale che più blog le usino. Penso che comunque sia bene ricordarne i riferimenti e/o la "biblio-sito grafia".

    Volevo proporli uno scambio di link per promuovere i nostri siti. (può trovare la mia e-mail nella parte about del mio blog)

    Le faccio un "in bocca al lupo" a Lei e al suo blog!

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  4. Blog interessante, tecnico ma comprensibile. Si dovrebbe trovare il modo di riunire tutti i blog in un portale. Io l'ho conosciuto tramite post di commento ad un articolo du CDC. Raga un pò di "sano" marketing non guasta mai.

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