lunedì 16 novembre 2009

IL GAS DENTRO IL PALLONCINO

Forse sarò fissato con le aste (per ora nella mia attività di ricerca mi sto occupando di aste Walrasiane) ma, in virtù della mia teoria concernente lo stretto accoppiamento tra sistema valutario e sistema finanziario, desidero spendere qualche parola sul risultato dell’asta a 30 Anni dei TBills da 16 Miliardi di Dollari (quindi non particolarmente copiosa) che si è tenuta la settimana scorsa, precisamente il 12 Novembre. Desidero sintetizzare solo due degli indicatori, quelli che reputo più importanti: l’Indirect Bid-To-Cover (che misura la quantità di appetito degli investitori esteri) e lo Yelds mediano (ossia il rendimento dei Titoli di Stato). Tali indicatori dell’asta a 30 Anni sono stati bruttini ma non terribili, ossia Yields 4.388% (in crescita) e Indirect Bid-To-Cover: 1.24.
Tutti i dati sono contenuti nella seguente figura:

Credo che tutti siano ormai consapevoli che pensare di ottenere a scadenza naturale (ossia fra 30 anni) la riscossione del credito da parte del governo USA sia come pensare di lasciare un pacchetto di caramelle per una settimana a mio figlio pensando di ritrovarlo intatto. Di conseguenza reputo probabile che le aste non siano andate troppo male perché Bernanke abbia garantito la liquidità del mercato obbligazionario secondario (ossia riguardante titoli già collocati) impegnando le ingenti (ma non infinite) risorse della FED. Ma gli investitori stranieri non sono stupidi: si tengono vicino all’ingresso della stalla (nella metafora del parco buoi). Appena sentiranno odore di fumo cercheranno di fuggire per evitare di rimanere intrappolati dal fuoco.
Credo che Bernanke sia consapevole di avere solo queste tre alternative:
1) Cercare di mantenere l’equilibrio dinamico tra sistema valutario e sistema finanziario permettendo solo piccole oscillazioni di entrambi. Il non piccolo inconveniente è che il mantenimento di tale equilibrio implica il perfetto accordarsi di tutte le innumerevoli variabili endogene ed esogene presenti.
2) Immolare il Dollaro sull’altare della bolla per eccellenza. In tal caso vedremmo una continua svalutazione del Dollaro che in un estasi di carry-trade continuerebbe a far volare i mercati azionari. Il rimuovere energia monetaria dal sistema valutario verso il sistema azionario (concetto che spiegherò meglio in un prossimo post sull’energia nella Fisica e nella Economia) implicherebbe un collasso del Dollaro e drammatiche conseguenze (per usare un eufemismo) per finanziare le aste prossime venture (soprattutto quelle a lunga scadenza).
3) Consentire una rivalutazione del Dollaro per garantirsi un sicuro rifinanziamento delle aste a spese di un più o meno repentino calo dei mercati azionari (in virtù di una frettolosa ricopertura del carry-trade). Ciò restringerebbe la coperta per nascondere i giganteschi buchi di bilancio ed impedirebbe di continuare il making-up delle istituzioni finanziarie (solo formale per altro) determinando nel contempo un crollo dell’edificio dei derivati.
Reputo che il comportamento più razionale sia quello di seguire la prima strada la quale, pur non scevra di pericoli anche a brevissimo termine, probabilmente dovrebbe garantire un po’ di tempo in attesa della fantomatica exit-strategy. Dal comportamento del Dollaro sembrerebbe che per ora anche Bernanke è convinto di ciò. Infatti, poiché l’asta a 10 anni di 25 miliardi di Dollari del 10 Novembre aveva dato qualche elemento di preoccupazione (rendimento crescente al 3.42% e Indirect Bid-To-Cover 1.50), poco prima dell’asta a 30 anni si è registrato un repentino rafforzamento del Dollaro (con l’ormai matematico conseguente indebolimento delle borse):

Personalmente credo che si stia semplicemente ritardando la resa dei conti. Se accade un evento imprevisto con un qualsivoglia elemento importante del sistema che si porrà di traverso, tutto crollerà repentinamente ed il mantenimento dell’equilibrio avrà la medesima probabilità di avverarsi del trattenere il gas in un palloncino bucato.

4 commenti:

  1. come al solito un articolo veramente notevole. Conplimenti

    Antnio

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  2. Mi associo. Sono un promotore finanziario e la sua intuizione sulla connessione tra borse e monete è affascinante.

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  3. Non posso che esprimere le congratulazioni. Ho conosciuto il suo blog attraverso www.comedonchisciotte.org

    G.P.

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  4. Ottimo. Sembra un post premonitore.
    Allora vediamo come potrebbe essere interpretato il caso DUBAI.
    Un evento imprevisto che si mette di traverso ?
    Ma siamo sicuri che sia così "imprevisto" ?
    Non potrebbe essere pilotato ?
    Una piccola scossa tellurica per ridare un po di fiato al dollaro, ridurre il carry trade e consentire una migliore sottoscrizione del debito USA....Chissà.....

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