mercoledì 18 novembre 2009

LA FRECCIA DEL TEMPO

In questi ultimi tempi mi sono dedicato allo studio dei sistemi economici abbandonando la ricerca in Fisica (non credo che la Fisica in verità abbia perso molto) perché affascinato dalla rimozione del vincolo epistemologico di causalità che è possibile attuare in ambito economico.
In Fisica il futuro non può influenzare il presente, nei modelli matematici che descrivono processi fisici si introduce una funzione gradino che rispetta la naturale direzione del tempo. In Economia il vincolo della freccia del tempo scompare: il futuro influenza il passato poiché è possibile creare un flusso dell’energia monetaria attraverso la creazione del debito.
Mancando la comprensione di questo concetto base, vengono fuori teorie macroeconomiche prive di ogni evidenza sperimentale. La dinamica dei processi economici non può essere compresa pensando che in ogni istante l’energia monetaria deve essere costante. Non è infatti un caso che sovente si osserva un contemporaneo aumento (o analogamente una sincrona diminuzione) del mercato immobiliare, azionario, obbligazionario, delle commodities e dei preziosi.
Mentre in Fisica il principio di conservazione dell’Energia (ovviamente inteso in senso relativistico) deve essere valido in ogni istante, in Economia il principio di conservazione rimane valido soltanto integrando sulla variabile tempo. In altre parole, in un certo istante si può creare energia (prendendola in prestito dal futuro indebitandosi) ma nel contempo in un altro istante la somma dei contributi energetici dei processi economici deve essere negativa come conseguenza della restituzione del debito (in linguaggio matematico si afferma che la somma algebrica deve essere nulla). In un sano sistema economico questa oscillazione tra presenza di sorgenti (creazione di energia prendendo in prestito energia monetaria dal futuro) e pozzi (restituzione del debito) è foriera di sviluppo consentendo un processo di creazione di ricchezza. Il futuro in un dinamico gioco presta energia al passato per poter essere realizzato in modo migliore; il dramma si ha quando il passato, posseduto da un’insana avidità sguazzando in un’orgia di debiti, rifiuta di esplorare il fronte decrescente dell’oscillazione continuando a gonfiare la bolla a spese di ulteriori prestiti dal futuro. Le piccole bolle sono necessarie per la creazione della ricchezza nella danza creatrice della complessità economica; è la grande bolla che scoppiando inaridirà il futuro non restituendogli l’energia presa in prestito.
Coloro che parlano di una sana diversificazione del portafoglio non è che abbiano compreso molto. Chi pensa che non tutte le uova si possano contemporaneamente rompere, non ha capito che l’energia che ha fatto salire le uova prima o poi si deve essere restituita; ciò causerà la caduta del paniere entro il quale le uova sono contenute e quindi tutte le uova si potranno rompere contemporaneamente ed a questo punto non ci sarà diversificazione che tenga.

9 commenti:

  1. Complimenti per la profondità dei contenuti

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  2. Esimio Professore, questo post è il più bello che lei abbia mai proposto. E' bello il concetto di trasferire energia dal futuro al passato con il debito. Bravo!!! Ma quando inizia a darci suggerimenti operativi?

    S.B.

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  3. Caro amico mio, semplicemente eccezionale!
    Emanuele

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  4. Caro Emanuele,
    grazie mille. Da eccezionale Ingegnere e Ricercatore come tu sei, qualsiasi commento, critica, proposta è benvenuta

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  5. Caro Leon,
    ho apprezzato la tua lucida analisi di economia delle frittate, e, in questa luce, sono sempre più convinto che è meglio un uovo oggi...
    Oggi sono in vena di celiare, ma l'argomento è davvero interessante.
    Ciao!
    Ernesto

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  6. Caro Leon, al solito non sono in grado di contribuire alcunche' dal punto di vista dell'economia ... dal punto di vista della fisica ti posso dire che non e' vero che il futuro non possa influenzare il passato ... uno dei primi a mostrare questo aspetto paradossale fu Dirac stesso, utilizzando la media di campo anticipato (proveniente dal passato) e ritardato (proveniente dal passato) per spiegare la radiazione di frenamento in elettrodinamica classica ... poi ci sono le formulazioni di Tetrode, Fokker, Feynman e Wheeler dell'elettrodinamica classica simmetrica nel tempo (con futuro che influenza il passato) ... teorie equivalenti alla solita interpretazione della teoria di Maxwell. In poche parole, il nostro concetto di causalita' macroscopica diviene un mero effetto statistico. Queste idee sono state riprese nella meccanica quantistica: Feynman generalizzo' la formulazione lagrangiana di Dirac con il suo path integral proprio per poter quantizzare l'elettrodinamica simmetrica nel tempo, sviluppata assieme a Wheeler, che non ammette una Hamiltoniana.
    Hoyle e Narlikar, ma anche Davies, hanno ripreso queste teorie in astrofisica. Esponenti piu' recenti sono Cramer, con la sua "Transactional interpretation of quantum mechanics", e Carver Mead con il suo "Collective Electrodynamics", il libriccino che sto ri-ri-leggendo in questo momento :-)

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  7. Caro Alessandro, non concordo affatto.
    Conosco abbastanza bene anche io questi concetti, ma li reputo semplicemente artifici matematici, non concetti fisici. Sono metodi per far quadrare i modelli.
    In economia invece il significato è molto più stringente, comprensibile quasi "ontologico".

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  8. Caro Leon, sono contento che tu sia a conoscenza di questi approcci simmetrici nel tempo ... per me sono quasi il pane quotidiano, poiche' sono uno degli argomenti della mia ricerca. Ho capito che a te non piacciono molto. Beh, non sei il solo ... rimane il fatto che essi esistano e che siano stati portati avanti da persone del calibro di Dirac, Feynman e Wheeler, tra gli altri. Insomma, per parafrasare Einstein, quando li uso mi sento un po' come un "nano sulle spalle dei giganti" e questo mi consola e da fiducia nel mio lavoro ... E' quindi provato che non sia del tutto corretto dire che essi non siano permessi in fisica. Per quanto riguarda, dismetterli come pure artifici matematici, questo e' di nuovo non corretto. Il fatto comprovato e' la causalita' macroscopica. Che la causalita' valga pure microscopicamente ... beh, qui entriamo nella speculazione e nei gusti personali. Anzi, la meccanica quantistica, nella maggior parte delle sue interpretazioni, sembra suggerire diversamente. Non sono in grado di valutare il valore di cio' che dici in economia. Pero' a naso, mi tornava, appunto, con quello che conosco dalla fisica. Era questo il senso del mio intervento: una precisazione sull'esistenza di formalismi cosiddetti acausali microscopicamente in fisica. Possono pure non piacere. Eppur esistono, parafrasando Galileo :-)

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