mercoledì 11 novembre 2009

LA TEORIA DEGLI EPICICLI

Nel Terzo Secolo A.C, Aristotele credeva che il mondo celeste avesse una natura incorruttibile e di conseguenza le traiettorie dei corpi celesti dovevano essere circolari. Tale teoria filosofica assurse al ruolo di dogma con il modello tolemaico geocentrico, malgrado già ai tempi di Tolomeo gli astronomi avessero osservato movimenti di alcuni pianeti, come Venere e Mercurio, che contraddicevano il modello teorico poiché le distanze dei pianeti dalla terra mutavano durante l’anno. Per non contestare il dogma, gli astronomi furono costretti a introdurre la teoria degli epicicli. In virtù di tale teoria si spiegavano le anomalie del moto dei pianeti perché si immaginava che essi fossero fissati su una sfera minore - detta epiciclo - che ruotava intorno ad un centro posto sulla superficie della sfera principale. Tale teoria (base di versioni più sofisticate man mano che si accumulavano i dati sperimentali in antitesi) presentava un’indubbia eleganza formale ma era errata.
Insomma non è la quantità di matematica presente in un modello che lo rende convincente, ma semplicemente la sua capacità almeno di dar conto dei risultati empirici. L’incontro tra matematica ed economia è sempre stato alquanto curioso: gli economisti hanno preso in prestito modelli senza capirli, viceversa i matematici ne hanno forniti di sempre più complicati per coprirsi da un’aura di esotericità senza capire a cosa potessero servire.
Come conseguenza di questo incontro senza scambio d’informazioni, l’economia è sempre più scivolata verso un approccio riduzionistico pensando di poter descrivere il tutto attraverso le parti trascurando la complessità irriducibile intrinseca associata al tutto. Non si può comprendere la bellezza della Basilica di San Pietro semplicemente approfondendo le analisi sulla sostanza delle singole parti che la compongono. L’approccio riduzionistico ha determinato un’economia dell’equilibrio trascurando le fluttuazioni temporali e le correlazioni dinamiche associate ai sistemi finanziari reali, correlazioni che si evincono chiaramente dai dati empirici.
Poiché attualmente la mia occupazione principale è fare attività di ricerca presso l’Università relativamente alle serie storiche dei sistemi finanziari (il blog è un passatempo in cui evito di tediarvi con formule matematiche), mi trovo sovente a leggere articoli scientifici che reputo quasi comici nell’impresa ardua (se non impossibile) di accordare l’evidenza empirica con i modelli fallaci. Nulla quaestio qualora i modelli errati circolassero soltanto in ambito accademico. Il vero dramma è che essi rappresentano la base teorica del funzionamento di tutta l’elegante quanto inefficace matematica finanziaria su cui si poggiano l’investment banking, il mercato dei derivati e quello delle opzioni. I crolli avvengono allorché la realtà si ribella alla teoria e, quando essi avvengono, non sono mai indolori per l’economia reale. In altre parole è come se noi mandassimo uno shuttle nello spazio ipotizzando che i fluidi reali si comportino seguendo l’equazione di stato dei gas perfetti..inutile prendercela con il destino cinico e baro allorché la navicella esplode.
Prima di passare dal sistema geocentrico a quello eliocentrico si dovette aspettare il Sedicesimo Secolo con Copernico. Speriamo che, in virtù della attuale crisi sistemica, i dogmi errati dell’economia classica dell’equilibrio possano essere abbandonati in un tempo più limitato consentendo un vero mutamento della cornice epistemologica di riferimento.

7 commenti:

  1. Sono perfettamente d'accordo che è necessario un mutamento di paradigma abbandonando l'economia neo-classica.

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  2. Passo sempre con piacere da queste parti, la piacevolezza non è solo nei contenuti tecnico-finanziari (che rimangono di una eccellenza assoluta) ma anche per la forma con cui l'ottimo relatore li presenta (detto da un ing a un fisico è un complimento direi quasi fattoriale). Peccato solo i miei scorsi interventi si sian persi nel web, ma ritenterò

    Chapeau per il momento!

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  3. Mi aggrego pure io ai complimenti dell'Ing. Corrado. I suoi post sono veramente notevoli e soprattutto originali. E' intelligente l'accoppiamento tra sstema valutario e finanziario. La seguo sempre.

    Giovanni

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  4. Mi unisco ai complimenti

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  5. Caro Leon, ottimo! Sottoscrivo quanto hai scritto ... desidero solo aggiungere che pochi forse sanno che la teoria degli epicicli fornisce risultati molto piu' accurati, a saperla usare di quella di Newton! E non e' affatto strano poiche' e' una sorta di fit delle traiettorie celesti: se c'e' un problema con l'accordo sperimentale si aggiungono epicicli e si migliora ... il punto e' che non si sa come migliorarla mentre questo e' possibile con l'approcio Newtoniano, peraltro basato su principi di simmetria ben stabiliti ... da un certo punto di vista si potrebbe argomentare che tutte le teorie sono dei truismi, costruite per essere "vere" cioe' in accordo con l'esperienza ... e forse e' vero ... il punto fondamentale e' che quello basate su principi di invarianza riescono a "fittare" molti piu' fenomeni e, la storia della fisica insegna, a predirne di nuovi.
    Alessandro

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  6. Caro Leon,
    mi associo da amico ai complimenti che ricevi da tutti. Questo articolo in particolare è riuscito a capirlo anche un fisico che, come me, è a digiuno di competenze economiche. Ti segnalo sulla rassegna stampa dell'Università di Messina di oggi 16-11 un articolo di Sette sulla econofisica. Sarebbe interessante un tuo commento.
    A presto,
    Ernesto

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  7. I cigni neri, saranno ancora più incalzanti visto lo scenario italiano ad esempio il Veneto in ginocchio, non è una crisi è una "fase di emergrnza epocale", chi perde il lavoro incomincia a prostituirsi... un disastro sociale ci aspetta. Il signoraggio bancario che sta distruggendo l'Italia, paghiamo certe tasse non per un servizio, ma per restituire gli interessi a Banca Italia.
    Dobbiamo ripristinare la Sovranità monetaria allo Stato e non delegare una banca privata (Banca Italia). Con l'abolizione del signoraggio bancario ci sarebbero risorse per tutti... E' una guerra invisibile, il debito pubblico non esiste un invenzione dei politici e banche...
    Grazie, distinti saluti Maurizio Settembre

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