mercoledì 4 novembre 2009

MISSIONE COMPIUTA..MA E’ PEGGIO DI PRIMA

La Storia non ha mai chiarito se i corsari fossero alle dirette dipendenze della corona britannica, è certo però che vi era una sintonia d’interesse (economico per i corsari, politico per il governo britannico). Riferendomi al precedente post che ha suscitato, come mi risulta anche da conversazioni private, particolare interesse, non so se la FED abbia direttamente utilizzato gli speculatori per attaccare il ventre molle dell’Euro. Gli speculatori non si muovono per la gloria o per amor patrio (è chiaro che ogni atto ha come fine un guadagno); semplicemente il loro agire è avvenuto come conseguenza di un tacito consenso da parte della FED. Credo che vi sia stato un segnale (basta poco per indirizzare chi è mosso dalla fame di soldi e dall’avidità) per indirizzare lo sciame di cavallette verso la piantagione giusta, è bastato un semaforo verde per consentire l’assalto.
La validità di una teoria si misura dalla correttezza delle previsioni. In tal caso ciò che avevo affermato è effettivamente avvenuto, il Dollaro ha guadagnato posizioni come si può vedere dalla seguente figura:


Ma non penso affatto che questo sia il segnale di una brusca inversione di trend. Bernanke non può permettersi un Dollaro forte per evitare repentine ricoperture sul carry-trade avvenuto sulla moneta americana, carry-trade che ha inondato di liquidità il sistema consentendo una repentina ripresa dei mercati azionari ma creando nel contempo la bolla per antonomasia, la bolla dei debiti pubblici. A conferma di ciò, da ieri sera l’Euro ha iniziato a risalire superando nuovamente 1.48.
Quando ho preso in prestito il principio d’indeterminazione dalla Fisica, intendevo far comprendere l’incertezza intrinseca dentro la quale è immerso il sistema economico nell’ambito della crisi sistemica attuale. Bisogna analizzare il sistema economico in un approccio olistico: se si focalizza l’attenzione su una sola parte di esso (sia essa quella finanziaria oppure quella monetaria) non si riesce a comprendere l’evoluzione della crisi. Chi parla di exit-strategy come se stessimo attraversando una normale crisi di crescita non ha capito assolutamente nulla, è schiavo dei modelli lineari e deterministici su cui si basa l’economia classica e che hanno determinato la crisi attuale. Il sistema è ormai intrinsecamente non lineare, caotico ed accoppiato. Le banche centrali pensano di essere di fronte ad una crisi nel sistema, non comprendono come in realtà siamo dentro una crisi del sistema. Si stanno basando su modelli validi all’equilibrio considerando le attuali fluttuazioni come semplici accidenti (eventi rari compatibili con le code della distribuzione gaussiana del modello standard EMH discusso in un precedente post). Si tenta di stabilizzare la crisi con interventi che, per quanto eterodossi si immagina abbiano effetti inquadrabili nell’ambito dell’economia neoclassica. Ma purtroppo questa volta è diverso, le conseguenze di ogni intervento non obbediscono a leggi lineari, non provocano piccole perturbazioni a cui il sistema presto o tardi risponderà rientrando in uno stato d’equilibrio, bensi’ finiranno con l’amplificare le oscillazioni già evidenti accelerando la crisi del sistema. I segnali sono molti ed il recente massimo raggiunto dall’oro è uno dei tanti.
L’effetto della crisi, in virtù dell’aver scialacquato risorse pubbliche per pagare i debiti delle banche e dell’aver quindi cercato di neutralizzare l’incendio dei rifiuti tossici tramite l’acqua tolta all’economia reale, è stato infatti quello di aver creato un accoppiamento tra sistema monetario e sistema finanziario (in linguaggio matematico è come se noi avessimo tolto un grado di libertà al sistema e quindi un parametro di controllo del comportamento globale) depauperando nel contempo l’economia reale. Tale accoppiamento non ha creato un aumento di inerzia del sistema globale che si sperava potesse diminuire l’ampiezza delle oscillazioni, bensi’ ha creato una risonanza in modo tale che le oscillazioni del sistema finanziario hanno coinvolto anche il sistema monetario. O si riesce a disaccoppiare nuovamente il sistema valutario da quello finanziario (amputando il cancro dell sistema finanziario malato a costo di immense sofferenze e salvando il sistema finanziario strettamente legato all’economia reale), oppure il punto di rottura dell’intero sistema sarà raggiunto quanto prima.

5 commenti:

  1. Caro Professore, ho conosciuto il suo blog tramite un commento su http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=6437
    che individuava in lei un giovane studioso paragonandola a Ron Paul. Leggendo il suo post non posso che riconoscere la sua intelligenza e competenza.
    Complimenti veramente

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  2. Professore buona sera, il suo punto di vista è sicuramente valido ed interessante. IO sono Dream Theater del blog IntermarketAndMore.
    Se vorrà venire a condividere i suoi pareri nel mio spazio, sarà il benvenuto...
    Parlando di carry trade...
    http://intermarketandmore.investireoggi.it/aspettando-il-giorno-del-giudizio-7747.html

    A presto!

    DT

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  3. Complimenti, anche per l'articolo scritto su www.wallstreetitalia.com su Bernanke. Il suo blog è tecnico, ma anche divulgativo

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  4. Ciao. Leggendo di sistemi non lineari lontani dall'equilibrio mi è venuto in mente di Prigogine presso il quale ho lavorato per un anno un " pò " di tempo fa. Sono ricercatore, lauretao in Chimica e successivamente in Matematica, presso il Dipartimento di Chimica dell'Università della Basilicata. Mi piace da qualche tempo seguire i mercati finanziari. Ho " scoperto " oggi il tuo blog. Ti lascio la mia mail: patrizio.grimaldi@unibas.it

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