lunedì 23 novembre 2009

Nuovo Contributo su WallStreetItalia

E' appena uscito un nuovo articolo da me pubblicato sul noto sito di informazione finanziaria http://www.wallstreetitalia.com/ . Il link è http://www.wallstreetitalia.com/articolo.aspx?art_id=819989.

Due eventi possono accadere ed anche susseguirsi, pur se apparentemente opposti: una lunga deflazione o una elevata inflazione. Tali accadimenti possono sembrare antitetici, ma in realtà, per chi è consapevole della caoticità intrinseca nei processi economici, rappresentano due facce della medesima medaglia. Come un’onda anomala è preceduta e seguita da un poderoso ritiro delle acque, cosi’ stagflazione e deflazione sono eventi che nella storia si sono sovente alternati.
Il Giappone, negli anni 90, fu caratterizzato un eccesso di capacità produttiva contemporaneamente ad un crollo dei consumi. Il tasso ufficiale di sconto fu diminuito fino a quando raggiunse lo 0,5 % nel settembre del 1995 e successivamente, dopo 3 anni di valore costante, nel settembre del 1998 fu ulteriormente diminuito fino a raggiungere la soglia dello 0,25 %. Ma i bassi tassi non riuscirono a far resuscitare il mercato ( già Keynes aveva compreso durante la Depressione del 1929 che in caso di deflazione la politica monetaria è praticamente inutile). Il Debito Pubblico Giapponese volò in pochi anni fino a raggiungere quasi il 200% e tutto per puntellare il sistema di banche in tremende difficoltà. Gli americani, in scala molto più grande e con l’aggravio di una disoccupazione a due cifre, stanno ripetendo gli stessi errori giapponesi, primo fra i quali continuare la distruzione delle risorse pubbliche onde fornire energia monetaria al sistema finanziario.
Bisogna sfatare il mito che il Quantitative Easing (ossia creazione di moneta da parte delle Banche Centrali con conseguente allargamento della base monetaria) debba determinare obbligatoriamente inflazione. Recenti dati (fonte il noto sito www.mathinvestdecisions.com) rivelano che attualmente la base monetaria degli Stati Uniti è del 50% superiore rispetto alla media estrapolata (attualmente è vicino a 2000 miliardi di dollari) mentre la M2, ossia la moneta totale è del 2% inferiore rispetto alla media estrapolata del trend. Inoltre dagli ultimi dati disponibili anche ha una inflazione anno su anno negativa tanto nell’Eurozona (-0.1% ad Ottobre) che in Usa (-1.3% a Settembre) e Giappone (-2.2% a Settembre).
In parole povere non c’e’ alcuna traccia di inflazione perché l’aumento della base monetaria è servito soltanto a cercare di tamponare le falle del sistema bancario, è stato il tappo che per ora è riuscito ad evitare il crollo del sistema finanziario. Infatti il denaro stampato non entra in circolo e quindi non determina inflazione, sta semplicemente servendo a neutralizzare i rifiuti tossici che sono in possesso del sistema finanziario.
Allo stato attuale (naturalmente non mi sento di escludere che in un prossimo futuro verremo investiti dallo tsunami della stagflazione) è probabile una deflazione, piuttosto che un’elevata inflazione come è anche rivelato dal mercato dei Treasury Bonds che misura un’inflazione media degli USA molto bassa anche per i prossimi anni (si deduce indirettamente dal rendimento dei inflation-linked Bonds, ossia dei Bonds collegati all’inflazione).
Ed allora, con inflazione prevista a livelli molto bassi (se non addirittura negativi), perché l’oro aumenta? Dopo l’abbandono da parte dell’Amministrazione Nixon nell’Agosto del 1971 della convertibilità tra oro e Dollaro ed il conseguente distacco tra l’economia reale e finanziaria (si creò un Dollaro monetarista strettamente associato alla speculazione finanziaria), l’oro ha assunto tradizionalmente il ruolo di assicurazione contro l’inflazione. Ma nell’attuale crisi, tale spiegazione non può essere accettata. Credo che l’attuale repentino aumento dell’oro assuma il significato di un’assicurazione contro il fallimento dell’intero sistema finanziario, rappresenti un altro modo per andare short sul Dollaro, ossia per scommettere sull’inevitabilità di una progressiva svalutazione della moneta americana. Non è l’oro che sta aumentando di valore, ma è l’intero sistema valutario che si sta indebolendo trascinato nel baratro dal Dollaro e dai debiti pubblici in esponenziale aumento.



2 commenti:

  1. Complimenti per il bel articolo. Leggo sempre con piacere i suoi commenti. Mi unisco alla richiesta che lei possa chiarirci alcuni concetti di fisica.

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  2. mi aggrego alle congratulazioni. All'inizio credevo che l'autore fosse Luigi zingales, ma mi sembrava troppo sensato il discorso per chi è uno dei sacerdoti moderni. Giovani promettenti come lei possono rapprersentare una speranza per una economia diversa. la seguo sempre con attenzione.

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