lunedì 21 dicembre 2009

LA CINA HA DETTO BASTA

A prescindere dal considerare la moneta debito in sé o energia monetaria che si può prendere in prestito dal futuro (come credo io), tutti ormai concordiamo che il debito accumulato ha superato la soglia del non ritorno. L’aver accoppiato i bilanci pubblici con il sistema finanziario ha semplicemente ritardato la resa dei conti aggravandone la drammaticità nel momento in cui bisognerà onorare (o meglio non onorare) i debiti accumulati.
L’emissione dei nuovi debiti da parte degli stati nel 2009 (fonte Phoenix Project) è complessivamente stata di 5300 Miliardi di Dollari, l’80% dei quali concentrati nei tre paesi di cui più volte abbiamo parlato (USA,UK, Giappone). Non credo che nel 2010 la situazione potrà migliorare.

Paesi che uniscono al debito pubblico un enorme debito privato (soprattutto USA e UK) come rivela un report di Credit Suisse:

Finora la Cina ha messo una toppa alle falle che progressivamente si sono determinate (basti pensare la recente promessa d’acquisto del debito greco) ma ora si è stancata, soprattutto non vuole più comprare debito USA. Zhu Min, che non è un pinco pallino qualsiasi, ma deputy governor of the People's Bank of China ha ditto "The United States cannot force foreign governments to increase their holdings of Treasuries…Double the holdings? It is definitely impossible…The US current account deficit is falling as residents' savings increase, so its trade turnover is falling, which means the US is supplying fewer dollars to the rest of the world…The world does not have so much money to buy more US Treasuries." In parole povere, d’ora in poi scordatevi che aumentiamo la nostra esposizione nella vostra spazzatura (pardon, titoli di stato).
Tutti sanno, in un simile contesto, che continuare ad assegnare da parte di Moody’s la AAA (massimo rating) per il debito sovrano di USA ed UK ha la medesima credibilità dell’esistenza di Babbo Natale.
Pertanto chi pensa di poter valutare la solvibilità dei paesi più grandi in virtù dell’andameno dei CDS è un illuso. Un anno fa, il 31-12-2008, i CDS (costo annuo per assicurare un debito di 10000 Dollari) relativi ad USA, UK e Giappone erano rispettivamente 67,107 e 44. Oggi i CDS sono divenuti rispettivamente 34,80,66. Insomma, rispetto ad un anno fa, il debito sovrano USA è più sicuro (a prescindere dai 3000 Miliardi di Dollari di nuova emissione)
E’ eufemistico dire che l’andamento dei CDS è edulcorato ed è ormai divenuto indipendente dalla valutazione del rischio reale. Ormai i CDS in qualche modo rappresentano una speranza. In fondo è assolutamente comprensibile..passi per Grecia e Dubai, ma chi mai potrebbe assicurarsi contro il fallimento di USA, UK e Giappone? Un simile atto avrebbe il medesimo significato di puntare sulla propria morte (tra l’altro non avendo alcun erede).

15 commenti:

  1. Piccola notazione sul valore predittivo dei CDS: mi chiedo chi resterebbe in vita per pagare la scommessa in caso di fallimento di USA/UK/Giappone? Se anche il default fosse certo, il CDS varrebbe comunque pochino.

    Oppure forse c'è un'altra spiegazione: magari questi grandi debitori hanno da parte della moneta non convenzionale (leggi bombe) con cui ripagare qualsiasi creditore troppo insolente?

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  2. Esattamente quello che intendevo dire...

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  3. La cosa sicuramente più anomala e quasi divertente è che la Cina, con reddito pro capite poco sopra la sopravvivenza, abbia risparmiato e dato quattrini in questi anni all'America... in modo che la popolazione più ricca del pianeta potessi spenderli. Già mi vedo la faccia americana umilmente affranta, ma con un sottofondo di beata irresponsabilità, simile a quella di alcuni nostri clienti che, appoggiando le mani ai fianchi, candidamente commentano "cosa ci vuoi fare... non li ho" alla richiesta di un saldo fattura.

    Consiglio il documentario che sta passando su History Channel "L'ascesa del Denaro". Molto ben fatto ed interessante. Fra l'altro il tono del narratore Niall Ferguson non è certo tenero e positivista... soprattutto nell'ultima puntata in cui si parla del rapporto fra Cina e America.

    Saluti

    Jack

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  4. Salve sig. Leon,
    volevo chiedere se secondo lei il mercato finanziario ha la forza di andare avanti in questo rally per tuto il 2010 oppure a breve dovremmo aspettarci una forte discesa?
    Lo so che nessuno a la sfera di cristallo, ma volevo solamente una sua indicazione..

    Grazie mille

    Marco

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  5. Caro Marco,
    sinceramente non lo so...magari fino a Giugno, poi il gap tra economia reale e (non-)economia finanziaria inizierà a divenire (malgrado tutti i trucchetti) insostenibile. Consideri poi che da Agosto i mercati sono in fase di stallo..non vi è alcun rally in fieri.

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  6. Grazie sig Leon,
    scusi ma forse non ho letto bene....cosa significa non vi è alcun rally in fieri?
    Poi pensa che ci sarà una forte inflazione sul mercato spostandosi, quest'ultima dall'economia finanaziaria a quella reale?

    Grazie per la risposta imminente

    Un Saluto

    Marco

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  7. Da Agosto i mercati non è che siano saliti molto...per quanto riguarda l'inflazione ho scritto molti post..l'ultimo pubblicato anche da wallstreetitalia http://economiaincrisi.blogspot.com/2009/12/nuovo-contributo-su-wallstreetitalia.html..per ora siamo in inflazione degli asset, non si è spostata nell'economia reale..in futuro non lo so..
    Leon Zingales

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  8. Buonasera Dott. Zingales.
    Posso dire di cominciare a seguirla meglio. Dalla teoria alla pratica insomma. Mi lasci scrivere una mia impressione: quando lei accantona un attimo le teorie fisiche applicate e analizza - da fisico - la situazione lei è dvvero una forza.
    Grazie.

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  9. In effetti la questione con la Cina ha avuto un percorso costellato di diversi live motive, a dir assurdi.
    Si è iniziata la musica con la pretesa della rivalutazione dello yuan in via unilaterale in quanto deprimeva l’economia USA, quando i parametri di oscillazione della moneta cinese erano assai rigidi rispetto al dollaro usa. Il fatto (se fosse accaduto) avrebbe richiesto una serie di negoziazioni bilaterali che comunque avrebbero penalizzato una nazione, per altro membro della WTO, rispetto all’altra in virtù del solo cross valutario.
    D’altra parte gli USA avrebbero dovuto tenere a mente quale fu a suo tempo il comportamento cinese durante la crisi asiatica del 97-98 per non toccare tale tasto delicato.
    La seconda tornata musicale fu da parte cinese quando pretese di avere accesso DSP del FMI.
    Concetto ripetuto su più sedi e con diversi partner a sostegno dell’idea.
    Averlo così insistentemente ripetuto in sedi di summit autorevoli, ha gelato di fatto la richiesta di rivalutazione della sua moneta formulata dagli USA.
    Ma gli USA hanno continuato sulla doppia strada di svalutazione monetaria e rivalutazione del debito sovrano mentre le emissioni dei T-Bond sono diventate mese dopo mese sempre più pesanti.
    Sicuramente dai gestori dei fondi la strategia aveva diversi punti a suo favore in quanto si partiva dall’assunto che il debito sovrano, a parità di qualsiasi altro debito societario, presentava minori gradi di rischio. Certo non ci si attendeva che quote di debito dovessero essere riversate sul mercato da parte dei maggiori detentori (Cina _ Giappone) ed acquistati dalla stessa FED.
    Vediamo come procederà questa storia.

    P.S. Ringrazio il Padrone di casa per lo spazio che ci offre.
    Preciso che quello che Lei chiama energia in prestito, il sistema ha detto che per ora ha un bisogno urgente e prevede di uscire dall'urgenza verso il 2045-47.
    Infatti i suoi attuali impegni sono prorogati sino a quella data.
    Saluto cordialmente Eonia.

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  10. Nel valutare l'andamento di mercato, occore tenere conto anche dello strumento di misura utilizzato.

    Se si fa una valutazione dell'SP500, si potrebbe misurare l'andamento del mercato in termini di euro, o di prezzo del petrolio, o di prezzo dell'oro, o di prezzo del Dax.

    Infatti, occorre ricordare che il prezzo non è uno strumento di misura assoluto, ma è il rapporto che si stabilisce tra due beni.
    Uno strumento di misura funzionale dovrebbe tenere conto delle variazioni di valore dei due beni.

    La cosa è ancora più vera nel caso in cui si consideri la moneta come bene, la moneta come merce.
    In tal caso, la moneta, oggetto unico, è misura di se stessa.

    Alla fine, occorre anche misurare l'andamento di un indice in termini di moneta-merce.
    Cioè misurare l'andamento di un indice mettendo a denominatore l'andamento della massa monetaria.

    Così il quadro diventa più chiaro.

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  11. "...per ora siamo in inflazione degli asset, non si è spostata nell'economia reale...
    ...in futuro non so"

    Parole sacrosante!
    E la cosa peggiore è che NESSUNO ci può fare nulla.
    Nessuno può impedire ad un possessore di titoli di stato Usa (magari cinese) di fare shopping in mezzo mondo di beni reali (hanno già cominciato).

    Tanto più in un momento in cui l'economia reale ha disperato bisogno di liquidità.
    E questo shopping non farà che determinare inflazione.

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  12. ..grazie a me?..no grazie a tutti voi..e grazie ad Eonia per i bei contributi.
    con affetto
    Giovanni, se leggi, per favore mandami in formato doc la tua seconda parte sulla natura della moneta che domani la pubblico.
    Leon Zingales

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  13. Per Leon:

    sto vedendo che l'oro sta' calando, che cosa mi puo' dire su questo prodotto, da qui a 5 mesi? scendera' ulteriormente o i debiti pazzeschi inviterenno a sostenere i prezzi di qualcosa di concreto?

    CC

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  14. Tutto fluttua..l'oro è volato in questi ultimi mesi, un pò di respiro era necessario..per quanto riguarda il futuro i debiti sono in aumento..qualora crollasse il sistema monetario l'unica soluzione sarebbe un ritorno alla Bretton Woods..l'oro rappresenterebbe l'unico punto di approdo sicuro per un nuovo sistema valutario, un punto di approdo quasi mitico.

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  15. Veramente oggi lo S&P500 chiude ai massimi da agosto e dell'anno, cmq si parla di qualche manciata di punti(da agosto). Il piccolo rally di Natale c'è stato. Quando riapriranno i battenti a gennaio chi lo sa...

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