lunedì 7 dicembre 2009

L’IRA DEL SOL LEVANTE

Quando da piccolo andavo al circo il numero che mi affascinava maggiormente era quello degli equilibristi (e non vi nascondo che continua a piacermi allorché da papà accompagno mio figlio). Probabilmente è per questo che, malgrado la consapevolezza di una politica economica completamente errata con terribili conseguenze, non riesco a provare antipatia per Bernanke. In un certo senso mi fa tenerezza per la necessità di mantenersi in un equilibrio sempre più difficile tra una serie innumerevoli di eventi potenzialmente destabilizzanti.
Come ho indicato nel post precedente le conseguenze più deleterie della politica della FED sono state essenzialmente due: la prima è stata l’accoppiamento tra sistema finanziario e sistema valutario, la seconda la segregazione tra economia reale (in crisi deflattiva) ed il sistema finanziario (in inflazione virtuale).
Desidero soffermarmi sulla prima e sulle sue conseguente dirompenti non solo economiche. La necessità di permettere (se non addirittura di favorire) il carry-trade sulla valuta regina, ossia il Dollaro, onde tenere artificiosamente in alto i mercati finanziari ha determinato la creazione di una tremenda debolezza per gli USA: in sostanza essi sono sotto il continuo ricatto di chi è in possesso dei propri Titoli di Stato (basti vedere l’atteggiamento ossequioso tenuto dal presidente Obama in occasione della recente visita in Cina…siamo arrivati ad un punto in cui, se la Cina decidesse di invadere Taiwan, Obama dovrebbe chiedere scusa di non avere truppe a sufficienza per aiutare i cinesi).
L’altro grande creditore, il Giappone, ha un debito pubblico fuori controllo e non può permettersi di continuare a perdere doppiamente per la continua svalutazione del Dollaro USA: innanzitutto per la svalutazione dei Titoli di Stato in possesso e poi per il crollo di esportazioni amplificato dal rafforzamento dello Yen (che si era abituato ad essere la valuta favorita dal carry-trade nel decennio precedente).
E’ stato sufficiente che sui mercati finanziari arrivassero indiscrezioni sull’intenzione del Giappone di immettere sul mercato alcune decine di miliardi di Dollari di Bills americani (una frazione del totale in possesso) onde comprare propri titoli di stato (per compensare l’aumento enorme del proprio debito pubblico), che repentinamente il Dollaro si è rivalutato di circa il 7% sullo Yen (un’enormità per le oscillazioni delle valute portanti e chiara evidenza di una crisi sistemica nella quale le usuali fluttuazioni vengono amplificate) come evidenzia la seguente figura:


Insomma..il segnale è stato subito ricevuto.
Bernanke non può permettersi di rivalutare il Dollaro poiché farebbe crollare il fragile sistema finanziario in quanto implicherebbe un rapido processo di ricopertura delle posizioni aperte tramite il carry-trade (crollo amplificato dal leveraging presente), ma non può neanche consentire una svalutazione ulteriore del Dollaro poiché i paesi creditori si rifiuterebbero di acquistare Titoli di Stato americani emessi in misura sempre maggiore (in un articolo pubblicato su wallstreetitalia ho paragonato questa situazione al principio d’indeterminazione in Fisica). Non a caso nelle ultime settimane sia il Dollaro che i mercati finanziari hanno oscillato entro intervalli abbastanza ristrette. Finché Bernanke avrà la situazione sotto controllo, non vi potranno essere né ulteriori strappi verso l’alto, ma neanche crolli. Qualora uno dei due precedenti eventi dovesse avvenire sarebbe una chiara evidenza che il banco è in procinto di saltare.
Bernanke deve mantenere un equilibrio che è intrinsecamente instabile, ma da oggi il compito è ulteriormente aggravato dalle non tanto velate minacce giapponesi..da oggi Bernanke è obbligato a far svalutare lo Yen. Le variabili in gioco divengono sempre più numerose ed il vento in quota fa oscillare paurosamente l’equilibrista che non ha alcuna rete di protezione.

P.S. Sto ricevendo molte e-mail all’indirizzo economiaincrisi@gmail.com. Purtroppo non sono riuscito ancora a rispondere a tutte, e per questo vi chiedo venia. Poiché il numero di commenti (e di lettori) è aumentato di molto sono obbligato ad eliminare i commenti liberi. Non mi posso permettere che un qualche commento offensivo(non nei miei confronti finora) rimanga senza che io me ne accorga per giorni (purtroppo il mio tempo di leggere il blog è estremamente limitato). Passeranno sotto la mia moderazione ma mi impegno di pubblicare anche (anzi soprattutto) quelli con aspre critiche.

3 commenti:

  1. Bellissimo articolo. Ormai la seguo con interesse ogni giorno.
    Filippo

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  2. La sua analisi del ricatto cui sono sottoposti gli States è condivisibile. Ma forse sottovaluta la pèotenza militare degli USA

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  3. Come sempre un articolo interessante: è notevole l'oscillazione USD/JPY ma non il 7%! il livello maggiore toccato il 7 dicembre è il 2% superiore al giorno precedente e del 5% rispetto al punto di minima toccato il 27 novembre, in linea con i valori di fine ottobre/inizio novembre.

    Giorgio

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