lunedì 14 dicembre 2009

POPPA O PRUA NON CAMBIA NULLA

Il Blog è nato per motivi puramente di informazione finanziaria tra amici e conoscenti: sono stato spinto a scrivere da due miei colleghi insegnanti che mi chiedevano di comunicare le mie idee ad un pubblico più ampio. Mi erano molto grati poiché avevo loro consigliato di disfarsi delle obbligazioni Lehman Brothers qualche settimana prima dello sfacelo. Naturalmente ero stato ampiamente compensato della previsione corretta: profonda gratitudine, affetto, una bottiglia d’olio di produzione propria e tre caffè al bar.
Sto ricevendo decine di e-mail di risparmiatori che mi chiedono consigli d’investimento per i loro sudati e faticati risparmi. A tutti rispondo nella medesima maniera:
1) Non oso dare alcun consiglio poiché non sono un promotore finanziario: sono un semplice fisico (seppur per ora prestato alla Matematica) che cerca di descrivere con un approccio diverso i problemi esistenti.
2) Non ha probabilmente senso dare alcun consiglio e chi ne da è un ingenuo (o forse in cattiva fede).
Cerchiamo di spiegare l’ultimo punto. Mi auguro che in qualche modo il crollo possa essere evitato (sinceramente non vedo come, ma il problema è sicuramente della mia scarsa fantasia e della mia ignoranza rispetto alla sapienza degli economisti), ma, qualora avvenisse, il crollo sarebbe globale. Il sistema finanziario ha raggiunto un grado di interconnessione totale che qualsiasi crisi locale non potrà che propagarsi rapidamente. In virtù dell’accoppiamento tra sistema valutario e finanziario, nella rete sono ormai pure coinvolti i titoli di Stato. A quel punto nulla cambierebbe se i propri risparmi fossero investiti in titoli di stato italiani o tedeschi, in oro fisico o ETF sulle materie prime, in azioni o obbligazioni societarie.
In una crisi sistemica perde di qualsivoglia senso discutere di diversificazione del portafoglio, postulato privo di ogni evidenza empirica.
Immaginatevi di essere sul Titanic: non avrebbe fatto alcuna differenza essere sulla poppa o sulla prua del transatlantico nel momento dell’urto con l’iceberg.
Dopo la crisi culminata con la sfiorata apocalisse del Settembre 2008 vi erano due possibili alternative: una dolorosa (anzi tremenda) ristrutturazione del sistema finanziario ed un’altra strada, apparentemente meno drammatica, che consisteva nel tappare le falle nella maniera più approssimativa possibile onde tirare avanti come se nulla fosse accaduto. E’ chiaro a tutti quale via è stata intrapresa.
Socializzando i debiti del sistema finanziario aumentando a dismisura i debiti pubblici si è tamponato la crisi ma si è sperperata una immensità di denaro pubblico che avrebbe consentito di rendere meno drammatico il cammino sulla strada di una riorganizzazione fallimentare del sistema finanziario.
Diamo un’occhiata ad alcuni dati emblematici considerando la crescita del rapporto debito/PIL dal 2007 al 2010 (previsioni non particolarmente pessimistiche): gli USA dal 60% al 100%, la Gran Bretagna dal 43% al 105%. (solo in piccola parte l’aumento del rapporto è causato dalla diminuzione del denominatore, ossia dalla decrescita del PIL).
Allorchè il sistema rientrerà in fibrillazione (a prescindere dalla causa scatenante, finanziaria o valutaria), arrivati a questo punto non vedo su quali risorse gli Stati potranno contare onde contrastare il rapido impoverimento generale.

18 commenti:

  1. Una domanda a Leon:
    concordo, ma xche' l'oro in una crisi sistemica dovrebbe perdere valore come i titoli di stato ect.??? un titolo di stato dietro ha un debito di fatto nn rimborsabile, l'oro in se' e' un attivo. Non puo' fungere da riserva di valore in contrapposizione a cio' che scende???
    Due: in caso di crisi tutto scende ma qualcosa salira' pure..... cosi' da compensarsi....
    Tre: che ne pensa dei nuovi dati sul debito pubblico italiano e quali imminenti conseguenze?

    Sto' dicendo sciocchezze??

    Cmq ci sara' pure una via per non farsi fregare del tutto.

    grazie e buona giornata

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  2. Ha scritto: "Mi erano molto grati poiché avevo loro consigliato di disfarsi delle obbligazioni Lehman Brothers qualche settimana prima dello sfacelo". E ancora: "Non ha probabilmente senso dare alcun consiglio e chi ne da è un ingenuo (o forse in cattiva fede)".
    Mi pare di notare una qualche contraddizione, ma non è di questo che volevo affermare. Sarebbe più interessante conoscere in base a quali indicatori Lei, nella settimana dall'8 al 15 settenbre 2008, ha basato la Sua, purtroppo veritiera, previsione.
    Grazie

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  3. Grazie Dott. Zingales delle precisazioni. Spero vorrà perdonarmi se non riesco a sposare sino in fondo le sue conclusioni. Non ho sufficiente cultura finanziaria (ne fisica) per poter proporre uno scenario differente. Riesco per altro a seguirla quasi sino in fondo. Tuttavia... sul Titanic le scialuppe c'erano e furono usate. Non tutti perirono. Ciò che non riesco a comprendere (vogliamo dire che non riesco a darmi pace?) è: lei sta parlando della fine del mondo? mi dica che non è così, i suoi argomenti ono abbastanza forti da non scadere nel catastrofico. Se lei si limta a dire che sta facendo un quadro piuttosto preciso ma non è in grado di tirare le coclusioni allora la capisco e la ringrazio del contributo. Aiuta a crescere.

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  4. Mi pare di capire che ci sia la convinzione di un destino segnato: prima o poi il sistema finanziario affonda. A questo punto mi piacerebbe sentire un opinione riguardo ad una serie di domande che mi vengono spontanee:

    - in quale misura si sarebbe superato il punto di non ritorno, ovvero perchè non si dovrebbe pensare che il sistema dapprima trovi un nuovo equilibrio e progressivamente recuperi la via della crescita interrotta nel 2008?
    - quali potrebbero essere i segnali di un imminenete collasso? in quale fase dell'affondamento saremmo adesso?
    - e poi soprattutto: considerata l'importanza della moneta e della finanza nel facilitare (o forse addirittura rendere possibile) la produzione e lo scambio di beni, che effetto potrebbe avere il collasso finanziario nel mondo "reale"? quanto può resistere la catena logistica in condizioni di cessazione del sistema finanziario?

    Giorgio

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  5. Io credo che tutte le crisi sono state anche opportunità per chi ha saputo fiutarle e muoversi con oculatezza; questa è forse sistemica ma, se non sarà la fine del mondo, dovrebbe valere lo stesso principio;
    forse la terra agricola?

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  6. Al primo anonimo
    Non vale il principio di conservazione dell'energia monetaria ogni istante, ma bisogna considerare l'integrale sulla variabile tempo. Insomma, in passato molte cose sono salite contemporaneamente..ora tutto dovrà scendere (crollo o iperinflazione)

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  7. A Zio Tom
    I consigli in cattiva fede (o ingenui) sono quelli dati nell'attuale contesto..
    Per quanto riguarda la previsione..non è che sia un idovino, molto semplicemente da settimane parecchi siti indipendenti americani avanzavano l'ipotesi di crollo della Lehman Brothers..

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  8. Caro Alefederico,
    è chiaramente purtroppo un mio limite..ma non riesco a vedere alcuna via d'uscita. Ma non vi preoccupate, il problema è la mia scarsa competenza in economia.
    Se qualcuno ha vie d'uscita scriva un post che lo pubblico sul mio blog con grande piacere.

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  9. Esimio Giorgio,
    domande molto intelligenti. Non riesco a sintetizzare in modo esaustivo le risposte.
    ..in alcuni post ho discusso di alcuni possibili segnali premonitori.
    Il sistema è in una fase caotica. Il battito d'ali potrebbe venire da San Marino, dalla Grecia, dall'Irlanda...ma potrebbero svolazzare anche le aquile.

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  10. Egregio Dott. Leon

    credo che la ricchezza piu' importante sia farsi trovare pronti quando arrivera' il momento della verita' e non ci sara' piu' spazio di gioco per nessuno soggetto, banche, stato, alchimie finaziarie ect.
    Credo che la terra, il saperla coltivare, le piccole comunita' che ancora riescono portare avanti una vita il piu' possibile autarchica si troveranno favorite. Marc Faber, credo stia dicendo questo, con la rivalutazione del valore dell'agricoltura. Lei conosce tentativi magari anche di giovani, che cercano di riavvicinarsi al mondo agricolo, sostenendo insieme la sfida???
    L'oro... Credo di aver letto alcuni suoi post che lo davano anche a 3500 dollari... tre volte piu' di oggi. Forse quello che vuol dire e' che anche la pasta costera' 10 volte di piu' e i supermercati saranno chiusi??

    Capisco che questo e' un sito di presentazione di studi e riflessioni economiche, ma mi piacerebbe che potesse presentarci qualche tentativo concreto che qua' e la' sicuramente e' gia' germogliato in persone che non vogliono farsi trovare impreparate alla crisi.

    Grazie

    Carlo primo anonimo

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  11. Caro Leon

    la cosa incredibile di questa situazione macro-economica è che crea delle dissociazioni schizofreniche... almeno dentro di me. Se guardo i numeri del mondo reale c'e' da tremare, sono praticamente irrecuperabili. Poi ti giri e vedi la tua vita quotidiana quasi uguale: da imprenditore ho subito il colpo, ma vedo anche una tenuta del fatturato e quasi un miglioramento nell'ultimo periodo. In fondo, anche se fosse più nera, andrei al lavoro per migliorare, per lottare ed investire con ottimismo e determinazione... altrimenti, anche senza crisi, l'imprenditore non lo farei.

    Poi ti giri nuovamente e appena ragioni sullo stato delle cose noti delle distonie tali da risultare imbarazzanti. Qualsiasi valutazione sulla sostenibilità dei debiti pubblici e della finanza attuale mostra solo un pozzo che ha assorbito e sprecato una quantità di energia tale da non essere più recuperabile. Questo inteccherà la nostra idea di welfare e di crescita sociale dei prossimi decenni... senza contare che mio figlio potrebbe venire un giorno a chiedermi perchè mai la mia generazione si sia arrogata il diritto di indebitare anche loro, costringendoli a pagare il nostro attuale benessere.

    In questa realtà dissociata l'unico pensiero lucido è questo: so bene di chi è la colpa. La colpa è dei fisici (come te Leon) e degli ingegneri (come me). Se hai dei dubbi su questo, guardati qualche documentario degli anni 60 e 70 su quello che la tecnologia avrebbe reso possibile nel 2010. Troverai che in toeoria avremmo dovuto colonizzare la luna e l'orbita terrestre nel costo del primo decennio del 2000. Avremmo dovuto avere un'auto volante nel garage. Avremmo dovuto avere dei robot in grado di aiutarci nel faccende di casa ed automatizzare qualsiasi processo industriale. Avremmo dovuto soprattutto avere energia quasi gratis dalle centrali a fusione nucleare.

    Insomma noi due abbiamo venduto l'idea del progresso infinito a tutti... e tutti ci credevano. La tecnica aveva davvero cambiato quasi tutto in meglio in quegli anni, perchè non avrebbe dovuto continuare per sempre. Sotto il profilo della capacità di calcolo e delle telecomunicazioni abbiamo ottenuto successi incredibile. Ma l'abbiamo fatta troppo facile su tre questioni determinanti: l'energia, i trasporti e l'automazione.

    Da quando il colonnello Drake scavò il primo pozzo a metà del 1800 siamo ancora li ad usare gli idrocarburi per foraggiare ogni cosa. E siamo ancora li ad infilarla nei serbatoi che Benz ideo sempre in quegli anni. L'automazione dei processi industriali ha fatto miracoli, oggi produciamo di tutto con le macchine. Ma una grossa fetta di mercato è piena di processi che solo le persone umane possono affrontare. Se non fosse così non capirei perchè la produzione del mondo si sposta dove la manodopera costa meno, dove puoi mettere 1000 persone a lavorare in una stanza senza alzare la testa. Una parte del mondo è diventata ricca per colpa della nostra dipendenza del petrolio. Un'altra lo è diventata perchè i processi industriali sono si meccanizzati, ma l'uomo conta ancora tanto e fa la differenza.

    (Parte 1/2)

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  12. (Parte 2/2)

    Finito il bonus telecomunicazioni/informatica il mondo occidentale deve chiedersi cosa può far crescere il PIL senza che questo sia un prestito dal futuro, un'esproprio di risorse ambientali od uno sfruttamento di terzi. Mentre ci pensiamo purtroppo facciamo benza e compriamo importando dalla cina.

    Il mondo allora guarda noi ingegneri e fisici dicendo: "ma porco cane, eravate voi a vendere un progresso eterno ed una crescita infinita !".

    Ad esempio se negli anni ottanta il reattore a fusione fosse divenuta una realtà, avremmo oggi la corrente al costo di 0.02 € / Kw mentre è di 0.18 € / Kw. Tutto sarebbe elettrico compreso il riscaldamento di casa e le auto. Non avremmo dato tutti quei soldi ai paesi arabi, perchè le centrali a fusione non hanno il problema della materia prima, solo della tecnologia realizzativa. Non ci sarebbe una questione mediorientale. I processi industriali costerebbero 1/3.

    Siamo stati noi a venderla facile 40 anni fa e a dare per scontato un futuro in crescita perenne. Gli economisti ci hanno creduto e hanno impostato un sistema che stava in piedi solo se cresceva in eterno. Quando l'innovazione tecnologica non ha retto il passo, la crescita poteva solo venire dal debito e dalle bolle speculative... e così è stato.

    Per cui rimbocchiamoci le maniche. Perchè sono convinto che l'unica possibilità di uscire da questa situazione, senza pagarla cara, sia trovare qualcosa che generi ricchezza senza bruciare, sfruttare od usare finanziamenti pubblici (le rinnovabili sono sostenibili ma non abbattono oggi i costi energetici...anzi... per cui l'energia non costa e non costerà meno)

    ... sarà dura !!

    Saluti

    Jack

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  13. PRINCIPIO DI CONSERVAZIONE DI ENERGIA MONETARIA -
    Come già accennato in altro commento, purtroppo non c'è nemmeno sul lungo periodo. E non perché non sia vera la legge fisica, ma perché in questo caso le leggi attuali dell'economia non consentono un paragone corretto.

    Tutto questo perché TUTTA LA MONETA È DEBITO, viene prodotta a debito dalla Bce (per l'euro, ma la Fed col dollaro fa lo stesso).
    Conseguenza: se tutta la moneta è debito, pagare il debito più gli interessi con la stessa moneta È STRUTTURALMENTE IMPOSSIBILE.

    Per esemplificare: al momento t0 una banca centrale crea la moneta da rendere disponibile agli operatori dell'economia (e agli stati) per potersi scambiare beni e servizi. Poniamo che crei moneta pari a 100.
    Stato e aziende prendono tale moneta INDEBITANDOSI e iniziano la loro attività.
    Poniamo che la moneta nel giro di un anno circoli 10 volte. Vuol dire che il Pil annuale sarà pari a 1000.
    Abbiamo una situazione di Pil pari a 1000 e debito pari a 100 (poniamo l'interesse pari al 2%).

    Ora, nessuno degli operatori economici è autorizzato a creare moneta (può farlo solo la banca centrale).
    Dopo un anno, con il pil pari a 1000, la massa monetaria sarà sempre pari a 100.
    Dopo un anno avremo massa monetaria pari a 100, debito pari a 100, interessi pari a 2.

    Siccome i 100 sono necessari alla realtà economica, allora si prende un foglio di carta e si scrive: debito pari a 102.
    Negli anni, andrà calcolato l'interesse sugli interessi.

    Come noto dalla matematica, la curva dell'interesse composto è una curva esponenziale, che ha una crescita maggiore di qualsiasi altra curva di crescita conosciuta in natura. Ciò vuol dire che IL DEFAULT MONDIALE TOTALE È INEVITABILE nel lingo periodo, nelle condizioni attuali.

    Ma state tranquilli, non sono intervenuto qui per terrorizzare. Una soluzione esiste.

    Giovanni
    www.monetacomplementare.it

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  14. VIE D'USCITA

    Riallacciandomi a quanto espresso in precedenza, la soluzione al problema in termini monetari accade SEMPRE quando sul mercato si diffonde una quantità sufficiente di massa monetaria PRIVA DI DEBITO.

    Questo può accadere in un modo molto semplice, per quanto terribile: con un ADEGUATO NUMERO DI FALLIMENTI.
    Infatti, un fallimento avviene perché qualcuno prende a prestito del denaro (100 per esempio), lo spende (almeno in buona parte, 70 per esempio), poi non riesce a "produrre" e quindi non riesce a restituire il prestito.
    Ma la parte di denaro spesa (70, nel nostro esempio) è ormai in circolazione: con il fallimento, quel denaro È LIBERATO DAL DEBITO.

    Con un adeguato numero di fallimenti, quindi, si ritrova circolante una certa quantità di denaro liberato dal debito. Quando questa quantità è sufficiente per per pagare il debito rimasto con i suoi interessi, allora la finanza e l'economia potranno riprendersi e tornare a crescere.

    Questa è la storia già accaduta.
    QUesto è il nuovo '29 che ci aspetta.
    Ma con due importanti variazioni, rispetto al '29.
    1. la dimensione del settore finanziario è enormemente più grande oggi, rispetto al '29
    2. allora la crisi fu Usa, oggi la crisi sarà mondiale.

    L'alternativa è semplice: dato che occorre denaro privo di debito, allora OCCORRE UNA DISTRIBUZIONE GRATUITA DI DENARO.
    Una distribuzione limitata come quantità, e destinata in parti uguali a tutti, in modo da favorire soprattutto le persone più bisognose.

    Per approfondimenti, rimando ad un successivo intervento.

    Giovanni
    www.monetacomplementare.it

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  15. DOMANDE INTELLIGENTI

    - IL PUNTO DI NON RITORNO
    Per il mio giudizio, il punto di non ritorno si è superato tra il 1999 ed il 2001, cioè tra la cancellazione della legge Glass Stegall negli Usa (che impediva alle banche di svolgere attività speculative) e l'introduzione dell'Euro (con la successiva espansione della massa monetaria, cioè del debito, a livelli stratosferici).
    La bolla del 2000 aveva iniziato un crollo delle borse e dell'economia spaventoso. Bisogna riprendere quei numeri per capire il spaventoso crollo delle borse mondiali del 2000-2002. Per dare qualche cifra, il Dax tedesco passò da oltre 8000 punti a poco più di 2200 nel punto più basso, un crollo di oltre il 70%, del tutto paragonabile al crollo del 1929-31.
    Come si è usciti da quella crisi finanziaria?
    Come si è evitato che crollasse tutta l'economia?
    STAMPANDO DENARO!
    Ora, secondo voi, stampando denaro si crea realmente ricchezza?
    No, infatti l'economia mondiale dal 2003 al 2007 è in realtà agonizzante, con Pil gonfiati da masse monetarie crescenti e dalla oggettiva impetuosa crescita cinese.
    Ma nessuna crescita può stare dietro alla crescita dell'interesse composto: se prendete i grafici del debito degli stati sul lungo periodo, sono tutte curve esponenziali.
    Moneta sempre crescente, debito sempre crescente: ora qualcuno inizia a tirare le somme e farsi restituire i debiti, e i risultati sono sotto i nostri occhi.

    - SEGNO DI UN IMMINENTE COLLASSO
    Già passati pure questi.
    Li collocherei tra ottobre 2007 (nazionalizzazione Nothern Rock, ricordate le immagini in tv di inglesi in fila davanti alle filiali per ritirare i propri soldi? Identico al '29, a parte la tv) e ottobre 2008 (fallimento Lehmann).
    Nei giorni del fallimento Lehamnn, il sistema finanziario inglese ha rischiato il blocco totale, con la chiusura di tutte le banche ed il blocco di tutti i bancomat.
    Tutto ciò non è avvenuto per un intervento straordinario congiunto della BOE, della Bce e di chissà chi altri. Una questione di poche ore, e tutto sarebbe saltato.
    Ora domandiamoci, cosa è cambiato da allora? C'è stato qualche cambiamento strutturale?
    Sono due anni che parlano di nuove regole per la finanza: quali sono queste nuove regole?
    È vero o no che le banche hanno ripreso a macinare profitti, anche se l'economia è ancora in piena crisi, con recuperi che sono del tutto irrisori?

    TUTTO È COME PRIMA, ma è passato del tempo.
    Vuol dire che ora c'è meno tempo per fronteggiare i nuovi problemi.
    Fallimento Islanda, fallimento Lituania, fallimento Irlanda, fallimento Dubai, fallimento Grecia, problemi in Spagna.
    Ci sono troppe farfalle in giro.
    Aspettiamoci che prima o poi una di queste provocherà l'effetto farfalla.
    E qualcuno avrà pure la faccia tosta di dire: incredibile!

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  16. Leon il sistema economico e finanziario non è proprio il TITANIC.

    Proviamo a ragionarci insieme:

    al di là di quella che può essere la speculazione finanziaria, e dunque domanda e offerta fittizia, di azioni, bond e quant'altro, il mercato (sia economico sia finanziario) risponde anche ad una domanda/offerta reale. Ci potrà essere un momento (più o meno lungo) in cui tutte le attività, azioni,bond,oro etc.. crollino, ma se così fosse immagino che sia per il verificarsi di una perdita di fiducia (/interesse) nella moneta ed in ogni mezzo di scambio simile ad essa che non risponda ad una esigenza essenziale per la sopravvivenza (oro). E fino a qui posso esser d'accordo con te.

    Però proprio non riesco ad immaginare che qualcuno non voglia scambiare il tuo olio con un Kg di grano o un Kg di arance con insalata, se così fosse, allora vuol dire che l'umanità verrebbe risucchiata in un buco nero e tutto finisce, poichè finisce la vita se non riusciamo a procurarci i beni essenziali per sopravvivere. E questo mi sembra fuori di dubbio.

    Ritornando al Titanic, la storia insegna che l'uomo nei momenti di pericolo abbandona la razionalità per agire d'istinto. Ora secondo te, posto che il TITANIC cmq sarebbe andato a picco, se iniziava ad inabbissarsi cominciando dalla prua, le persone presenti sulla nave cosa avrebbero dato per un posto a poppa pieno di speranze?

    Ricapitolando, da operatore finanziario professionale, le mie considerazioni alle tue ipotesi sono:

    ci potrà essere un momento in cui la maggior parte delle attività finanziarie (azioni, oro, bond, etc..) possono perdere valore, ma difficilmente tutte insieme.

    Se ciò avvenisse, "a rivalutarsi" (e non in termini monetari,perchè la moneta sarebbe solo carta straccia) sarebbero i beni essenziali per la sopravvivenza, e così avremmo il tuo olio contro le mie arance, l'insalata di mario rossi contro il grano di mario verdi.

    Come vedi la diversificazione ci può ancora salvare, anche in casi estremi. Perchè se non vorrai scambiare il tuo olio con me, sarà bene che io abbia piantato ulivi.

    Con Simpatia

    Luca

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  17. Mi ricollego all'intervento di Luca, xche' mi pare realistico. Con questo e' probabile una mia difficolta' a capire il ragionamento di Leon. Ma in una situazione di crisi se i bond saranno carta semi-straccia perche' espressione di debiti che nn potranno piu' venir pagati, la carta moneta - carta stampata in gran quantita' ect... perche' mai dovrebbero cadere anche i cosidetti beni rifugio tipo oro? Leon, mi sembrava abbastanza ottimista circa un avanzata dell'oro, tempo fa' che dava anche a 3500 dollari o sbaglio??
    La vera ricchezza tuttavia saranno tutti quei beni che servono per portare avanti una vita quotidiana, latte verdure, carne, ect... che si possono anche barattare.

    Faccio presente, che a mio avviso chi gia' da oggi puo' contare su un tale pilastro, puo' ritenersi ricco, xche' in fondo la sua vita professionale non dipende dal vento del pil, o dai capricci dei manager aziendali che spostano o delocalizzano le imprese in 5 minuti, o dal mobbing dei dirigenti pubblici se non hai fatto la tessera di partito giusta.

    Esempi concreti di comunita' semiautarchiche sono i monasteri.... forse sarebbe bello cercare di strutturarsi per tempo in realta' similari?

    Qualcuno puo parlere di tentativi di questo genere?

    Marc Faber, grande sponsor dell'oro in passato, ma anche nel presente, parla di questa ricchezza collegata alla attivita' primaria. Per i prossimi anni sono previsti di gia' forti aumenti di beni primari, riso, soya ect.....

    Prego Leon di deliziarci con un bell'articolo, se possibile, anche su questi risvolti.

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  18. Grazie a tutti per l'elevata qualità dei vostri interventi.
    Invito Giovanni a scrivere un post..lo pubblicherò sul blog.
    Sono perfettamente d'accordo con Luca..ma se non è collasso globale un sistema in cui si torni al baratto, non so cosa possa esserlo.
    Per quanto riguarda Jack mi riservo di trattare in un post il problema del riduzionismo illuminista e scientista che ha svalutato l'economia rendendola schiava del determinismo matematico (che tra l'altro è intrinsecamente falso)

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