lunedì 11 gennaio 2010

Contributo di un lettore sulla NATURA DELLA MONETA (Terza Parte)

Ricevo da parte del Dott. Giovanni Passali, che ha criticato il mio articolo sull'energia monetaria, la terza parte del suo originale contributo. I commenti sono aperti. Il Dott. Passali cura il sito monetacomplementare

Abbiamo visto negli articoli precedenti che la moneta, come è generata oggi dal sistema delle banche centrali, è tutta debito.
È chiaro che, in questa situazione, tale sistema economico non ha i numeri per potersi sostenere, per poter sostenere adeguatamente una economia di libero mercato. Comunque sia regolato il "libero mercato", questo sarà sempre schiavo del sistema di potere che decide autonomamente se e come regolare il flusso dei prestiti e finanziamenti, cioè il flusso della liquidità.
Infatti, il semplice mancato rinnovo dei prestiti, il mancato continuo accrescimento della massa monetaria, non farà altro che provocare la sua costante diminuzione, a causa del pagamento dei soli interessi: il debito rimarrà costante, mentre gli interessi continueranno ad erodere la quantità di moneta circolante.
Con il calo della moneta circolante, si ha ovviamente il collasso economico. Iniziano a fallire le aziende finanziariamente più deboli, inizia quindi a salire la disoccupazione, iniziano a peggiorare TUTTI gli indicatori economici, a causa di questo le banche iniziano a stringere i vincoli per ottenere nuovi finanziamenti; quindi sempre più aziende si trovano in difficoltà, sia per i minori finanziamenti, sia perché diminuisce il potere di spesa generale per l'aumento della disoccupazione; quindi nuovi fallimenti, nuovi licenziamenti, nuova stretta creditizia; iniziano a fallire le prime banche: allora intervengono i governi per evitare che si diffonda il panico; ma gli stati già si trovano in difficoltà, poiché, già gravati dal debito, a causa del maggiore numero di disoccupati, sono aumentate le spese sociali e sono diminuite le entrate fiscali.
La fase terminale si ha quando, con il fallimento di una grossa banca, lo stato si trova nella impossibilità di tappare la falla, poiché le dimensioni dell'ammanco finanziario eccedono le possibilità dello stato. A quel punto, succede l'unica cosa che può politicamente succedere: per evitare la guerra civile, lo stato si accolla il debito e va in default sui suoi titoli.
Cioè passa la fregatura agli stranieri che hanno investito nello stato medesimo.
Sembra di parlare di una ipotesi lontana. Ma è esattamente quello che è già successo all'Argentina nel 2001 e all'Islanda nel 2009.
Con la sostanziale differenza che durante la crisi Argentina il resto del mondo cresceva, mentre l'attuale crisi è mondiale, non c'è nessuno che possa appoggiarsi su qualcun'altro.
Posto dunque che il sistema monetario con la moneta debito non può funzionare a lungo, ci domandiamo: quale potrebbe essere un sistema monetario alternativo? Come potrebbe o dovrebbe funzionare?
E qui ritorna di prepotenza la domanda posta alla fine del mio primo intervento: COSA È LA MONETA?
Iniziamo dalle definizioni che sono reperibili nella corrente letteratura economica.
Secondo la dottrina economica odierna, per moneta si intende ogni oggetto materiale o entità che svolga le tre funzioni monetarie di base:
1. unità di misura
2. mezzo di scambio
3. riserva di valore
Attenzione: ancora non abbiamo definito nulla. Nel definire la moneta come "strumento", abbiamo soltanto esplicitato una sua precisa funzionalità, ma non abbiamo detto nulla sull'oggetto medesimo.
Rileviamo subito qui il primo punto critico di tale definizione: non è stabilito da nessuna parte che un UNICO strumento monetario debba assolvere SIMULTANEAMENTE a tutte e tre le funzioni monetarie di base: queste potrebbero essere assolte da strumenti monetari diversi, come già accaduto in passato.
Alle indicazioni di cui sopra ne aggiungiamo altre tre di importanza capitale.
La prima: la moneta ha valore e acquisisce valore in funzione della sua capacità di CIRCOLAZIONE; una banconota chiusa in un cassetto, sarebbe solo un pezzo di carta.
La seconda: come brillantemente illustrato da Massimo Amato nel suo libro "Le radici di una fede", la moneta viene storicamente introdotta per rendere il rapporto tra debitore e creditore stabile nel tempo e meno soggetto al fattore rischio: "La moneta, semplicemente per poter essere ACCETTATA, e quindi per poter svolgere il suo ruolo di pagatore del debito, esige FIDUCIA" (pag. 17).
La scomparsa della FIDUCIA tra le banche implicate nella raccolta e diffusione dei mutui subprime è proprio ciò che ha dato inizio al crollo delle borse mondiali e alla crisi finanziaria nell'agosto del 2007.
La diminuzione della FIDUCIA ha comportato immediatamente la diminuzione del VALORE DELLA MONETA, quella scritta nei bilanci delle banche. Da qui il blocco del prestito interbancario, che ha portato rapidamente al fallimento della inglese Nothern Rock.
Terza indicazione: proprio per il suo carattere di strumento di stabilizzazione del rapporto tra debitore e creditore, la moneta basa la sua efficacia, cioè la sua forza, sulla LEGGE che la sostiene. Ogni strumento monetario basa la sua forza su un atto legislativo, che determina nella forma la moneta e la stabilisce come strumento di pagamento.
Proprio la visione giuridica dello strumento monetario ha permesso al giurista Giacinto Auriti di approfondire lo studio sulla moneta e di definirne con chiarezza il contenuto.
Riportiamo qui il brano centrale alla interessantissima intervista ad Auriti, riportata recentemente sul mio sito www.monetacomplementare.it:
*****
La novità della nostra scuola è che noi abbiamo completato la definizione di Aristotele.
Aristotele è stato il primo a dare una definizione di moneta: “La moneta è la misura del valore”. Dopo 2300 anni a quelle tre parole ne abbiamo aggiunte altre tre. La moneta non è solo misura del valore, ma anche valore della misura. Ogni unità di misura ha la qualità corrispondente a quello che deve misurare. Il metro ha la qualità della lunghezza. La moneta ha la qualità del valore perché misura il valore. Ed il valore della misura è il potere di acquisto.
*****
LA MONETA È MISURA DEL VALORE E VALORE DELLA MISURA.
Anche qui abbiamo una prima parte che definisce soltanto il "tipo" di strumento, quindi il tipo di funzionalità, mentre nella seconda parte si definisce precisamente la natura dell'oggetto.
Proprio per quanto sopra abbiamo specificato, ci sentiamo di completare la definizione nella seguente maniera.
LA MONETA È MISURA DEL VALORE E VALORE DELLA MISURA, RICONOSCIUTA (=principio e ragione di accettazione) DA UNA PRECISA COMUNITÀ SOCIALE (=principio e luogo di circolazione) E FORMALMENTE DEFINITA DA UNA LEGGE (=principio e fondamento della fiducia).
Poiché la funzionalità principale della moneta è quella di essere misura del valore, la moneta deve misurare la realtà del beni presenti sulla terra e a disposizione del genere umano.
Tra questi beni, ve ne sono alcuni (aria, acqua, vento, sole, l'alternarsi delle stagioni) le quali sono sempre disponibili per tutti, per cui il fatto che qualcuno ne usufruisca non costituisce una situazione di mancanza per qualcun altro.
Se io respiro, non tolgo il respiro a qualcun altro.
La moneta dovrà rappresentare precisamente anche questa situazione: quindi la moneta corrispondente dovrà essere creata e distribuita senza che questo sia sorgente di debito nei confronti di qualcun altro.
Ancor di più, la presenza di ogni uomo costituisce una ricchezza assolutamente singolare per l'intero genere umano. Il riconoscimento di questa realtà è il fondamento del cosiddetto REDDITO DI CITTADINANZA, ossia il principio per cui è doveroso distribuire ad ogni essere umano il denaro necessario e sufficiente alla sua esistenza in vita.
Solo così si REALIZZA PIENAMENTE quanto richiesto nella preghiera del Padre Nostro:
"... dacci oggi il NOSTRO pane quotidiano...".
Il pane che che chiediamo è NOSTRO, quindi abbiamo diritto di riceverlo. Nella preghiera chiediamo che venga realizzato il diritto connesso alla nostra esistenza in vita, quindi connesso alle nostre esigenze quotidiane. Il diritto è precisamente la sorgente formale della moneta.
Con la distribuzione gratuita di una quantità certa, limitata e uguale per tutti, tramite il Reddito da Cittadinanza", noi affermiamo e rendiamo efficace il diritto, realizzando quanto chiesto dal Padre Nostro, dando a ciascuno la libertà di comprarsi il pane che più gli piace.
Scusate la lunghezza, mi pareva ne valesse la pena.
Alcune di queste cose sono quelle che cercherò di spiegare e far spiegare al PRIMO MEETING DI ECONOMIA E MONETA, da me organizzato presso il teatro del Duomo di Albano Laziale (Roma), parrocchia di S. Pancrazio, giovedì 14 gennaio 2010, dalle ore 17,30 in poi.
Interverranno l'economista Nino Galloni ("Il grande mutuo", "La Moneta Copernicana") e Luca Peotta (Coordinatore Nazionale di ImpreseCheResistono, ICR - www.impresecheresistono.org).

5 commenti:

  1. Caro Giovanni

    grazie ai tuoi interventi ho trovato la voglia di riprendere in mano alcuni testi di riferimento, alla ricerca del modo migliore per capire e valutare le tue teorie. Per la cronaca e per chiunque fosse interessato consiglio la lettura di

    Macroeconomia, di O. BLANCHARD

    Ascesa e declino del denaro, LIANN FERGUSON

    Storia economica del mondo, RONDO CAMERON

    con questi testi alla mano sono giunto alla conclusione che non posso condividere le tue idee. Non è tanto la visione ed il significato della moneta, su cui può anche valere la tua interpretazione filosofica, ma quanto la visione del debito ed il significato dell'interesse. Nella tua disserzione il debito viene completemente associato al problema della creazione della moneta, ma il debito è in parte derivante dal fenomeno della creazione ed in parte è debito in quanto prestito coperto da interessi. Solo al primo livello di debito, ovvero quello che riguarda la banca centrale e le entità che con essa scambiano moneta, vale il tuo ragionamento. Dal secondo livello in avanti, ovvero fra le banche che prestano denaro al povero cristo, gli interessi non rientrano nel "costo del signoraggio" poichè la banca richiede un interesse, per coprire i suoi costi reali e di rischio, compresi quelli verso la banca centrale. Per cui solo la banca centrale dovrebbe vedere un forte utile dalla creazione del denaro. Quando citi il debito pubblico italiano e mi indichi 80 mld di euro come "costo dell'attuale sistema", che quasi sparirebbe se le cose fossero configurate diversamente, dimentichi di escludere da questo costo tutti i debiti contratti dallo stato nei confronti delle altre entità oltre la banca centrale.

    Siano questi individui, paesi esteri o costi sommersi (vedi prestito dal fondo TFR che l'attuale manovra finanziaria a messo a bilancio) questo debito ed i relativi interessi non rientrano nel tuo discorso. Cosa rimane, rimane il costo di tipografia e di sistema "banca centrale" (che non costa poco). Se invece di una banca centrale avessimo un "ministero per la creazione del denaro" il cittadino non sarebbe più ricco... forse si eviterebbero delle dispersioni di denaro, ma non cambierebbe la sostanta. Se mi citi le grosse banche in quanto socie della banca centrale c'e' sicuramente da spaventarsi, poichè questi soggetti mettono mano alle regole del gioco in cui sono giocatori e non in quanto destinatari finali degli utili del sistema debito-interesse come tu hai descritto.

    Purtroppo i debiti pubblici non sparirebbero se il sistema funzionasse sulla tua logica. Anzi la tua parte conclusiva è un modo più elegante di affermanre che tutti in pratica hanno diritto ad avere un reddito a prescindere, poichè tutti hanno un valore intrinseco. Purtroppo il principio è buono, ma la sua applicazione ha sempre fatto grossi danni nella storia umana. Quando viene svincolata la ricchezza dalla reale capacità di produrla non accade mai nulla di buono. E su questo punto per cui non posso che dissentire.

    Spero di aver fatto una critica costruttiva.

    Saluti

    Jack

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  2. Caro Jack,
    interventi come i tuoi elegenti, intelligenti e rispettosi danno un senso all'esistenza di questo blog...a prescindere da ciò che dici e che tra l'altro mi trova in buon accordo.
    Con stima

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  3. Caro Jack,
    trovo la tua critica estremamente costruttiva, oltreché intelligente.
    Tutta la tua impostazione, tutto il tuo discorso mi pare sottintendono comunque il principio che LA MONETA DEVE RAPPRESENTARE UNA RICCHEZZA.

    Sono certo che, tenendo questo come un principio fondante, troveremo assai più argomenti su cui essere d'accordo, che non argomenti su cui dissentire.

    Sullo specifico poi, confermo e approfondisco la mia posizione.

    La tua tesi, se ho ben capito, è che il debito della moneta non riguardi interamente il debito pubblico.
    La tua puntualizzazione mi sembra scarsamente efficace, poiché i titoli di stato o sono acquistati dalle banche centrali, o sono acquistati da banche commerciali a cui la banca centrale ha prestato i soldi, o da singoli investitori che hanno ricevuto i soldi dalle banche commerciali.

    Mi pare che la tua distinzione, sia solo formale, ma sostanzialmente non cambia nulla.

    Venendo invece ai prestiti, la frase "le banche che prestano denaro al povero cristo" lascia sottintendere che le banche prestino denaro proprio!
    Nel mondo reale, infatti, a parte i truffatori, ciascuno di noi presta solo ciò che è suo.
    Le banche commerciali al contrario, a parte la riserva frazionaria che ora è al 2%, creano il denaro per il prestito.

    Questa volta si tratta di denaro elettronico, non cartaceo, ma la sostanza è la stessa. Non alimentano il debito pubblico, ma solo quello privato, e lo aumentano inevitabilmente, poiché al momento del prestito/mutuo/finanziamento, la banca commerciale crea la somma corrispondente, mentre nessuno crea mai LA MONETA CORRISPONENTE AGLI INTERESSI.

    Quando il debito viene saldato con gli interessi da un singolo soggetto, il sistema economico ha una reale diminuzione di liquidità (è sparita una somma pari agli interessi) che può essere soppiantata dal prestito di qualcun altro.

    La dinamica della riserva frazionaria al 2% è perversa anche per un altro motivo: se la banca mette in riserva frazionaria 2000 euro, allora può creare denaro per 100.000 euro. Ma chi chiede denaro, lo fa per una spesa: cioè acquista un bene/servizio da un venditore, che ricevuto il denaro, lo deposita in banca, dando nuova linfa alla creazione di denaro tramite la riserva frazionaria.

    In ogni caso, debito pubblico o privato che sia, il risultato finale è un debito dalla dinamica in crescita esponenziale (interessi che si cumulano agli interessi precedenti).

    Per concludere, io non spero in un mondo utopico dove basta stampare denaro per ogni necessità o per ogni voglia: ma che si stampi e si distribuisca il denaro necessario e sufficiente alla sopravvivenza in vita.

    Non una illusoria rivoluzione, ma un riorientamento del sistema monetario in funzione del bene comune.

    Non sono un fanatico che lotta per la sparizione del sistema bancario, ma spero che le banche sempre più diventino delle sane agenzie di sviluppo per il bene socioeconomico di un paese.
    Spero che un giorno le banche facciano i loro onesti guadagni non sul denaro creato dal nulla, ma sul lavoro svolto: e quindi non in percentuale sul capitale prestato, perché equivale a prendere una percentuale sul lavoro altrui.

    Sicuramente desidero costruire una società che riconosca che una parte della ricchezza occorre costruirla, mentre una parte è già presente in natura ed è disponibile a tutti, senza essere debito per nessuno.
    Non mi sembra di essere utopico se chiedo che la vera moneta rispecchi questo dato della realtà.

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  4. Caro Giovanni

    leggo con piacere la tua risposta. La discussione è molto stimolante e sicuramente potremmo andare avanti per parecchi post. Su alcuni punti difficilmente potremmo convergere, ma su uno sicuramente siamo daccordo: il sistema attuale non è sostenibile.

    Con gli stati chiamati in causa a parare il colpo al sistema finanziario globale ci troviamo a subire le conseguenze di un mondo che non ha più un efficace deterrente all'azzardo morale. Almeno una volta, quando il default era una eventualità eccezionale (vedi Argentina) la comunità di "virtuosi" aveva qualche mezzo per costringere ad un rientro (lento e doloroso). Ma se diversi paesi, compreso qualche grosso nome, rischiano di andare in default in pratica il deterrente non esiste dato che l'economia mondiale non offre gli spunti incentivanti e non esiste più una leadership credibile in grado di infliggere delle sanzioni.

    Il risultato è che tutto è possibile, compreso falsificare i bilanci dello stato (Grecia), non rimborsare concorrentisti stranieri (Islanda) o tenere forzatamente basso il valore della propria moneta (Cina). Senza contare che qualsiasi regola scritta in precedenza (Maastricht) vale quanto il due di briscola. Per cui un altro punto fondamentale su cui mi vedo completamente daccordo con te è che sia necessaria una totale riscrittura delle regole ed un cambio concettuale di filosofia... alla faccia dei modelli IS-LM e della capacità di infilare il mondo economico attuale in 4 equazioni lineari.

    http://www.imf.org/external/pubs/ft/weo/2003/02/index.htm

    Nel lontano 2003 il Fondo Monetario Internazionale sosteneva che sopra al 60% del rapporto debito/PIL, fosse troppo alto il rischio di insostenibilità finanziaria di un paese. Guarda caso Maastricht fissa a questa soglia il rapporto debito/PIL per i membri dell'unione.... Insomma qualche problemino di fondo nel mondo attuale c'e'.

    Con stima

    Jack

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  5. Sono pienamente daccordo con l'articolo. Aggiungo che l'unico problema connesso alla creazione di moneta "sovrana" da parte dello stato sarebbe la salvaguardia del bilancio commerciale con l'estero. Se vosse perennemente passivo, lo stato dovrebbe creare continuamente nuova moneta e questa si svaluterebbe e subirebbe una perdita di valore. In tal caso il politico che amministra sarebbe facilmente giudicabile da tutti in modo molto semplice. Aggiungo, se lo stato costruisce un opera pubblica che crea valore, per quale motivo dovrebbe indebitarsi? visto che l'opera che ha creato, comporterà una maggior attività economica che per potersi manifestare necessita di una quantità aggiuntiva di moneta rispetto alla precedente.
    Mi sembra quindi plausibile che lo stato possa manifestare la sua "sovranità" creando senza debito la moneta di cui necessita.
    gjovi

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