lunedì 4 gennaio 2010

IL 2010: TUTTI I NODI VENGONO AL PETTINE

In queste vacanze mi sono riposato ed ho evitato di proposito articoli di Economia e Matematica. Ma casualmente mi è capitato di leggere un articolo pubblicato sul Corriere della Sera il 30 Dicembre nel quale si riportava un intervista a Domenico Siniscalco, ex Ministro dell’Economia ed ora vicepresidente di Morgan Stanley (lasciamo stare, per questa volta, i commenti sulla stretta correlazione tra governi e banche d’affari).
Siniscalco si è fatto scappare la seguente frase: ”l’ondata di inflazione è sempre una soluzione..pessimo rimedio ma sempre meglio degli altri due possibili: insolvenza o il prelievo di fatto forzoso”. Insomma, buon anno a tutti….
Personalmente sono convinto che l’iperinflazione non è affatto una soluzione (spiegherò il perché nel prossimo post) e di conseguenza non rimangono che le altre due alternative.
Nel 2009 la crisi apocalittica si è evitata in virtù della socializzazione delle perdite private (letteralmente l’opposto della compartecipazione dei profitti privati cui dovrebbe tendere ogni buon governo) con conseguente esplosione dei debiti pubblici.
Il debito pubblico rappresenta un’ ipoteca molto gravosa, un prestito di energia dal futuro che, se non associato ad una sana politica d’investimenti (come chiaramente non è stato fatto) è un fardello tremendo per la crescita economica. Non è un caso che l’Italia, in seguito all’entrata dell’Euro ed alla impossibilità di giocare sulla svalutazione della moneta, è cresciuta (a prescindere dal colore politico del governo) sempre e comunque con percentuali da prefisso telefonico (il che è già un indice di stato di grazia, tenendo conto dei privilegi di alcune corporazioni che assurgono al ruolo di parassiti).
Le grandi potenze economiche si stanno italianizzando: in USA il debito pubblico ha raggiunto il 98%, in Giappone ha superato il 220%. Inoltre essi, insieme a Gran Bretagna e Spagna hanno deficit correnti superiori al 10%. Non dimentichiamo che, escluso il Giappone, tutti i suddetti paesi hanno debiti privati enormi. Ho paura che pensare di tornare a crescere con debiti cosi’ grandi è come sperare di spingere alla massima velocità una macchina con sopra un elefante. E’ già molto che l’automobile non venga schiacciata.
I mercati azionari sono stati drogati dalla gigantesca immissione di liquidità e sono attualmente guidati dalle banche d’affari..basti considerare la percentuale di volumi spostati dal trading ad alta frequenza. E’ dunque insulso considerare i mercati finanziari come indicatore dello stato dell’economia reale o peggio ancora come leading indicator del futuro dell’economia reale(…intendo la vera economia reale a cui si sottragga l’enorme mole degli incentivi). Mercati finanziari e sistema reale sono ormai in assoluta divergenza e la possibilità di un improvviso squarcio del velo di Maya è sempre crescente.
L’acquisto degli asset tossici da parte delle Banche centrali ha nel contempo determinato un accoppiamento tra sistema finanziario e valutario. Ormai le monete gareggiano in una gara di debolezza. La domanda non è chi è la più forte, bensi’ la meno debole e l’apertura di questo nuovo fronte sarà sorgente di turbolenze sempre maggiori. Vi è un serio rischio che talune importanti valute letteralmente si dissolvano nel corso dell’anno e rimangano nei libri di storia. In particolare le isole britanniche rischiano di essere inghiottite dalle onde causate dal maremoto valutario prossimo venturo.
Ulteriori giochi di prestigio verranno fatti da parte delle banche centrali, ma con il nuovo anno i margini di manovra si assottiglieranno sempre di più…la battaglia è sempre più cruenta, il fronte è sempre più ampio e le truppe sempre più stanche.

16 commenti:

  1. Caro Leon.

    io la ringrazio per la sua gioia di condividere con noi utenti le sue riflessioni, del tutto gratuite. Non ci suggerisce infatti ne' direttamente ne' indirettamente nulla. E questo e' davvero bello e prezioso.
    La prego tuttavia qual'ora le cose diventassero piu' serie (gia' lo sono) di aiutarci a capire cosa potrebbe servire a evitare il peggio. Se l'iperiflazione sara' la soluzione (eviterebbe a lor sigori di sporcarsi le mani con confische o prelievi forzati) e magari di ripresentarsi indenni alle prossime tornate elettorali, cosa fare?

    Terra, case, oro o argento???

    Piu' concretamente mio zio vorrebbe ristrutturare la casa di famiglia in questo anno. Io temo di trovarmi travolto dall'inflazione a meta' lavori e fare bancarotta. Cosa ne pensa??? Avviare i lavori o posticiparli. Tenedo conto che non e' ancora stato redatto il progetto ne' e' stato presentato in Comune.

    Ecco un esempio di paralisi socio economica per fattori esterni.

    Buon anno ancora

    CC

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  2. Concordo con l'analisi, ti chiedo cosa ne pensi di questa considerazione: i grandi capitali dopo aver abusato del mercato azionario per guadagnare e riparare (in modo fittizio) ai danni causati-subiti, saranno costretti a spostare le risorse sui titoli di stato per evitare un super-default generale nel corso di questo anno.

    In sintesi ci troveremo con la borsa in forte calo, ma con il sistema in grado di sopravvivere grazie ai poveretti che si troveranno con il cerino in mano sull'azionario... ed in pratica avranno finanziato l'acquisto di bond in varie parti del mondo.

    Una nota da aggiungere. Quando parli di svalutazione competitiva, come avrebbe potuto fare un italia fuori dall'euro, va detto che sicuramente sarebbe stata una manna per il contesto produttivo, ma avrebbe portato ad una devastante povertà sul profilo del potere di acquisto della gente comune. Ovviamente vale sempre il principio di conservazione dell'energia, l'Euro para il colpo, ma la cosa ha un costo che si paga comunque. Per cui il risultato finale è che l'italiano medio viaggia su profili di consumi e di servizi non sostenibili e l'Euro ha solo ammortizzato il costo sulla competitività italiana e sugli stati membri "virtuosi".

    La domanda allora diventa: quante "Italie" può permettersi l'europa ?

    Saluti e buon anno !

    Jack

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  3. Gentile CC,
    guardi che per ora io non credo che saremo investiti da un'ondata di iperinflazione (che tra l'altro non sarebbe neanche una soluzione del problema).
    Ho scritto parecchi post per dire che attualmente siamo in deflazione, non in inflazione.
    Non oso dare consigli, ma viva tutto in maniera serena..non ha senso bloccare l'economia, soprattutto quella sana basata sul lavoro. Siamo dentro una crisi sistemica, ma non è la fine del mondo.

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  4. Caro Jack,
    mi hai distrutto un post con i tuoi commenti..hai anticipato molti concetti che volevo esprimere..ottime osservazioni.
    Per l'Europa l'Italia non è il problema principale..basti guardare ad Irlanda, Spagna, Grecia..la finanza distruttrice in quei paesi ha raggiunto uno stato di metastasi

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  5. Ho trovato molto interessante quell’accoppiamento del mercato finanziario e del mercato valutario.
    Vorrei scindere quel vocabolo finanziario in diversi tronconi.
    Oltre il mercato azionario, componente molto importante e mostro da sbattere in prima pagina istante dopo istante, c’è quel altro turbolento mercato chiamato, obbligazionario.
    Una volta era quieto e silenzioso ma da quando è stato inquinato da sostanze tossiche è diventato agitato e fonte insaziabile di capitali anche con tassi zero. Per non parlare del fatto che lì dentro si agitano prima di chiunque altro non solo le maggiori istituzioni finanziarie ma prevalentemente le maggiori banche centrali.
    E’ l’apoteosi della manipolazione da parte dei maggiori organi costituzionali di ogni paese ed angolo del mondo.
    Sono triangolazioni che tendono all’infinito pur di offrire una parvenza di ripresa finanziaria ancor prima che economica.
    Se la complicità delle èlites ha raggiunto un tale grado di raffinatezza da mollare schiaffi ai governi che per lo meno un briciolo di moralità esteriore lo cercano disperatamente, significa che anche l’apporto di pochi è più che sufficiente per la sopravvivenza e prosperità delle èlites.
    Questi sono fatti quotidiani, accadono sotto gli occhi di tutti.
    Il resto sono chiacchiere sociologiche di quello che si dovrebbe……
    Del resto l’umanità è vaccinata alla sopravvivenza anche in condizioni estreme.
    Eonia.

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  6. Salve JacK,
    quando dice che "i grandi capitali saranno costretti a spostari sui titoli degli stati, per evitare un default generale", lei da per scontata una cosa che non lo è: che la massa dei grandi capitali sia sufficiente a ripianare o tenere sotto controllo i debiti degli stati.
    Per fare un esempio, le banche austriache sono esposte nei confronti dei paesi dell'est europa per una somma pari al 70% del Pil dell'Austria.

    In caso di fallimento di una banca austriaca, lo stato sarebbe costretto a intervenire (pena il crollo dell'intero sistema), ma in seguito, con un debito del genere, chi acquisterebbe più i titoli di stato austriaci?

    Nel caso degli stati, l'ombrello europeo non servirebbe a niente.
    Infatti le emissioni di titoli sono solo a livello nazionale.
    E la Bce per definizione non ha la funzione di "prestatore di ultima istanza", la funzione che hanno sempre svolto le banche centrali nazionali.
    Un bel casino.

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  7. Nunzio Sfameni5 gennaio 2010 11:19

    E' da poco tempo che ho scoperto, per caso, il tuo blog. E' stato un onore, constatare che la (anche mia) provincia di Messina ha dato i natali a persone come te ... . Complimenti vivissimi e sinceri anche in considerazione della tua giovane età.

    P.S.: Sono originario di Villafranca Tirrena

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  8. Nunzio Sfameni5 gennaio 2010 13:38

    x : Giovanni:

    in merito alle frase "le banche austriache sono esposte nei confronti dei paesi dell'est europa per una somma pari al 70% del Pil dell'Austria".

    Non sono addentrato nell'argomento al Vostro livello ma sono a conoscenza del fatto certo che almeno il 60% delle quote azionarie delle principali banche austriache sia targato "Unicredit" (Italia) ... .

    In caso di fallimento di una o più banche "austriache" (esposte nei confronti di paesi dell'est europa), quale/quali/quanti Stati dovranno e/o potranno intervenire ???

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  9. riguardo Unicredit i suoi crediti sono al 180% del PIL Italia !!!! come esposto da Zibordi nel suo Cobraf, non so se rendo l'idea !!! e domani un altro aumento di capitale !! io ho convertito molti euro in corone norvegesi sapendo che l'euro dovra collassare a causa dei debiti sovrani di tanti stati europei a partire dalla grecia e spagna! ed il dollaro si salverà con una bella guerra in medioriente. Grandissimo Zingales, la matematica è la giusta metodica per l'analisi dell'economia , una economia che molti governanti e banchieri vorrebbero trasformare in alchimia e magia dei numeri !!!
    luibenat

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  10. l'anonimo 8 o ha scritto un commento ironico semi-serio simpaticamnete provocatorio...o altrimenti se l'intenzione era didattica, con tutto il rispetto x la sua intelligenza e capacità di analisi...è un disatro di risposta frivola a dir poco demenziale!!! che trascende di una realtà ben disegnata dallo zio.

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  11. Condivido il Suo articolo.
    Aggiungo che questo anno dovremo confrontarci (e non solo) con il problema del debito sovrano. Come ho scritto nella Newsletter che curo dal mio blog(www.financialmarketslab.blogspot,com), non potremo permetterci più di considerare come titoli sicuri i titoli di uno Stato; sarà importante possedere quelli dei Governi meno indebitati e che attuano politiche fiscali sane.
    Cordiali saluti

    Financial Markets LAB

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  12. Ottimo post, volevo solo aggiungere una precisazione, il debito pubblico USA è oltre il 300% sul pil, ricordo d'averlo visto a una conferenza video di Benetazzo, probabilmente gli USA espongono dei dati non chiari, per esempio, hanno reso segreto da qualche anno la quantità di dollari stampati e immessi nel mercato

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  13. Per ChriX..
    giusto per la precisione, oltre il 300% si ottiene sommando al GDP anche i debiti privati..il debito pubblico è circa il 100%..

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  14. Scusate l'errore..volevo dire ovviamente sommare al debito pubblico (non al GDP) il debito privato per raggiungere il rapporto del 300% circa..

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  15. giustissimo CriX da alcuni anni si tiene nascosta la massa monetaria e in piu la Fed acquista i propri Tbond (come fa King per i gilt)per non far alzare i tassi, e questa la chiamano TRIPLA A !!!!con vari stati americani da chapter 11 e 40 milioni di food stamps !!
    luibenat

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  16. rosanna montecchi8 gennaio 2010 09:00

    mi complimento anch'io per l'analisi del dott. Leon Zingales e mi permetterei di segnalare, per chi volesse mettere "al sicuro" almeno una parte dei propri risparmi in terreno agricolo, l'iniziativa del GAT Gruppo Acquisto Terreni
    www.gruppoacquistoterreni.it
    Tale progetto di investimento collettivo permette infatti l'accesso ad un bene costoso come il terreno anche al piccolo risparmiatore, con il vantaggio di averne il controllo reale e produttivo. Il fondo agricolo verrà infatti coltivato in modo professionale e con metodi esclusivamente biologici soddisfacendo nel contempo esigenze finanziarie, etiche, ecologiche, ambientali e sociali.

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