venerdì 29 gennaio 2010

IL PUNTO DI SVOLTA

E’ da circa quattro mesi che ho iniziato il mio viaggio insieme a voi nei meandri misteriosi dell’economia cercando, da spirito curioso, di comprendere cosa stesse realmente accadendo. Il blog sta aumentando progressivamente il numero di visitatori ed ha raggiunto una media di 500 lettori giornalieri ma, sinceramente, non è che mi interessi molto: non ho alcuna ansia da prestazione. La cosa importante è che mi sto divertendo (se non fosse cosi’ cesserei immediatamente di scrivere) e mi sto appassionando: sto impiegando un po’ del mio tempo senza guadagnarci nulla di materiale (da oggi levo pure gli annunci pubblicitari…tanto nessuno ci cliccava e, detto tra di noi, facevate pure bene), ma molto di ricchezza spirituale. Ringrazio di cuore tutti coloro i quali sono intervenuti; purtroppo il tempo non è molto e mi scuso se ad alcuni commenti non ho mai risposto. Ho deciso di moderare gli interventi ma ho ridotto veramente al minimo la mia attività di censore: ho tagliato soltanto pochi particolarmente offensivi (…mai nei miei confronti ma concentrati, non credo stranamente, verso Padoa Schioppa e Mario Draghi in occasione dei miei post polemici su di essi…passi l’ironia ed un pò di sarcasmo ma mai l’offesa personale).
Come sapete provengo da un mondo diverso: sono un Fisico Teorico con i vantaggi e gli svantaggi che ciò comporta. Mi sono avvicinato con umiltà, consapevole della mia ignoranza ma privo di qualsivoglia pregiudizio che, volontariamente o no, viene inculcato nella lettura dei manuali universitari. Ho proceduto in maniera opposta di come viene fatto di solito: prima ho elaborato le idee procedendo per analogia con la Fisica dei sistemi complessi e poi mi sono prodigato a leggere le varie teorie economiche sviluppate dagli economisti.
Sono giunto, al di là delle varie analisi più o meno sensate che vi propongo, ad una fondamentale conclusione: stiamo attraversando un periodo che rimarrà per sempre impresso nei libri di storia economica. Probabilmente, immersi nel mare entropico di informazioni che ci bombardano, non riusciamo a comprendere il punto di svolta al quale siamo giunti. E’ ormai evidente che i modelli statici, basati sull’equilibrio, dogmaticamente legati a false teorie continuamente falsificate dall’esperienza stanno fallendo miseramente. Ho iniziato il nostro viaggio affermando che urgeva un mutamento di paradigma di riferimento per una corretta comprensione di ciò che stava accadendo; più passa il tempo e più mi convinco di tale urgenza. Nessuna valida soluzione può essere proposta se non parte da una corretta valutazione dei problemi esistenti. Il tempo sta scadendo e l’ora dei conti definitivi è sempre più vicina.
Gli esperti economisti dei blasonati istituti internazionali farfugliano previsioni come pugili suonati, danno numeri con la medesima competenza dei venditori di ambi certi al lotto. Sinceramente, vista la percentuale delle previsioni azzeccate, mi fido dei soloni sedicenti esperti come mi posso fidare del mago Otelma. L’unica differenza è che gli errori (orrori) degli economisti stanno costando infinitamente di più.

22 commenti:

  1. Grazie a Lei per la competenza ed il brio con cui affronta le questioni. Il suo punto di analisi, diverso ma complementare, ci aiuta a capire meglio. Continui cosi' e grazie.

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  2. Mi unisco alle congratulazioni per il bel lavoro svolto. Ad Majora Dott.Zingales

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  3. caro prof.,
    per me è ormai diventato un appuntamento quotidiano. Le sue analisi sono brillanti.
    JJ

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  4. E' un piacere leggerla.
    Davvero.
    Sarei contento di farla conoscere ai miei figli,alla mia famiglia.
    Leggerla è come sentire il parere di un amico nuovo.
    Grazie per quello che fà.
    Mirco

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  5. Grande ZING ti seguo sempre sia su WSI che a volte su COBRAF, la matematica ci può aiutare a capire meglio l'economia e le disgrazie che questa ci presenterà nel prossimo futuro e Tu ci aiuti tantissimo e di questo ti ringrtazio immensamente. Luibenat

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  6. Sono io che ringrazio tutti voi.
    Sono veramente commosso dei vostri attestati di stima ed affetto.

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  7. Io la leggo sempre con piacere. Mi può considerare un lettore abituale. Tuttavia già in passato ho espresso alcune riserve e, se permette, continuerei a farlo.
    Le critico un esposizione (volutamente) da fine del mondo. Guardi che io sono daccordo su tutto e riesco a seguirla sempre ma non riesco mai a "digerire" i finali.
    E' come se lei stesse sempre per lanciare il sasso e questo non lasciasse mai la sua mano. Crisi sistemica? si. Punto di svolta? anche. Decisioni importanti rimandate? certo.
    Ma, in soldoni: cosa sta per accadere? Roba tipo 2012 o tipo 1929? Cosa è in sostanza una crisi sistemica? cosa accade quando un sistema (il nostro) svolta? si salvano i soliti noti? c'è un cambio al vertice?
    Ecco, continui così, ma sia più chiaro, per carità, per noi assetati di sapere.

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  8. Nunzio Sfameni29 gennaio 2010 22:40

    Continua così ... SEI GRANDE !

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  9. Nunzio Sfameni29 gennaio 2010 22:44

    ... nel post ho dimenticato di aggiungere un motto che ti si addice:
    "Per aspera ad astra"
    P.S.: Gli "aspera" (sacrifici) sono finiti, adesso (meritatamente) ci sono gli astri, COMPLIMENTI VIVISSIMI !

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  10. Caro aleffederico,
    le sue critiche sono sempre benvenute. In privato altri miei amici mi dicono le stesse cose. Non ho la minima idea di cosa possa accadere. O meglio, razionalmente, mi aspetto una crisi tremenda, un crollo del sistema finanziario allagato da uno tsunami di debiti. D'altro canto non riesco ad essere un catastrofista per natura perchè ho Fede (non Emilio naturalmente) e quindi la Speranza che vi possa essere una qualche soluzione che la mia limitatissima intelligenza non riesce a vedere. Non so se sono riuscito a risponderle in qualche maniera (anche se sinceramente credo di no). Con grande affetto

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  11. Invece credo di si. Sa cos'è? che mi scoccia essere cosciente del problema e non riuscire a vedere la soluzione (quantomeno mitigante).

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  12. Bravo Cigno nero! I tuoi post le leggo sempre volentieri. Il tuo approccio alle questioni economico-finanziarie è interessantissimo!

    Daino

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  13. L'analisi non è facile ed ormai entrano in gioco anche fattori geopolitici. Ho apprezzato diversi articoli.
    ___

    "Google attacca la Cina mentre si intensifica l’ostilitra’tra Washington e Pechino"
    di Webster G. Tarpley
    http://www.voltairenet.org/article163779.html

    USA:produzione in ripresa col trucco
    http://santaruina.splinder.com/post/22143361/USA%3Aproduzione+in+ripresa+col+

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  14. Caro alefederico,
    La capisco. Pure io ho la stessa frustrazione. Riesco più o meno ad effettuare la diagnosi, ma non ho alcuna idea precisa di una cura che non sia tremenda (ossia riorganizzazione fallimentare del sistema e ritorno alla Bretton Woods).

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  15. Apprezzo enormemente lo stile e il contenuto dei suoi articoli.
    Approposito di quanto sta succedendo, forse è il caso anche di prendere in mano un libro, ingiustamente dileggiato a suo tempo, ma che riletto ad oggi si rivela quasi profetico
    http://it.wikipedia.org/wiki/Rapporto_sui_limiti_dello_sviluppo
    Paolo

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  16. Obama finge una svolta verso Glass-Steagall
    http://www.movisol.org/10news022.htm
    che ne pensi?

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  17. Penso che sia una mossa che è indice di disperazione, il ragazzo ha le idee confuse ed è privo di un piano di exit strategy. Ovviamente la separazione tra banche commerciali e merchant banks è corretta, ma il timing è sbagliato. Bisognava farlo l'anno scorso. Non è possibile riprendere i buoi..sono fuggiti quando si è lasciato la stalla aperta.

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  18. Grazie per la risposta: ed allora vie d'uscita non sembrano esserci...
    salvo trascinare anche noi nel disastro.

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  19. Caro Zingales, mi unisco in pieno a tutti gli attestati di stima.

    Approfitto di questo post anche per richiederti un commento. Il tema è salvatori e paradossi. Spiego meglio: vorrei focalizzare la tua attenzione su un elemento di spicco del contesto attuale, credo la persona con il più alto grado di intervento (nel bene e soprattutto nel male) nei parametri macroeconomici. Colui che definirà la futura exit strategy dalla crisi od entry strategy in una nuova fase di problemi... ovvero l'uomo dell'anno Ben Bernanke fresco di rielezione.

    Quello che mi domando è quanto l'approccio filosofico di Bernanke influenzerà in modo decisivo le prossime scelte economiche degli USA e del mondo. Il problema è che come tu ben sai dalla fisica, non è un bene che osservatori e osservati, controllori e controllati interagiscono in modo troppo serrato. Per cui l'idea di Bernanke sulla crisi e le sue conseguenze, diviene magicamente realtà anche se completamente errata solo perchè Bernanke stesso si muove in quella direzione. Il risultato è un immondo paradosso dove Bernake colora realmente di rosa o di nero il mondo che sta osservando attraverso un vetro rosa o nero.

    Allora forse non dobbiamo capire cosa sta succedendo, ma cosa Bernanke pensa che stia succedendo perchè quello sarà il futuro. E dire che i macroeconomisti la dovrebbero aver imparata già da tempo. Negli anni 70 si misero a giocare con formule che correlavano l'inflazione con la disoccupazione per ottenere un risultato brillante su entrambi i fronti e scoprirono invece che la formula non valeva più ed il vantaggio scompariva per il semplice fatto di essere intervenuti in modo massiccio.

    Ho letto qualcosa del Bernanke accademico e in un contesto attuale temo che la sua filosofia di vita sia tremendamente rischiosa. Da quello che ho capito Bernanke, da studioso delle grandi recessioni, teme enormemente scenari deflattivi mentre pensa che l'inflazione sia un parametro su cui non intervenire quasi mai direttamente. La crescita economica fungerà da auto-regolatore del sistema per cui il punto primo è mantenere spinto il gas ed evitare che il circo si fermi o rallenti. Secondo me il risultato è un pericoloso gioco dove i tassi resteranno bassi anche ai primi segni di inflazione che arriveranno nel corso dell'anno aumentando il rischio di una perdita totale di controllo... ovviamente sempre che prima non arrivino altre sorpresone (buchi neri o default).

    Saluti con stima

    JacK

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  20. Ripensandoci aggiungo un commento per spiegare meglio il post di prima: Bernanke non è che ignora i pericoli dell'inflazione, anzi, è uno dei fautori del targeting inflation da parte delle banche centrali. Ma valutando i rischi dei due scenari, inflattivo e deflattivo, preferisce agire favorendo il primo, sapendo che questo, sul lungo periodo, sarà più facilmente riportato al corretto target. Insomma la fed ha creato un'onda anomala per raddrizzare la nave che si dovrebbe appiattire prima di arrivare verso riva e distruggere tutto... sperem !

    JacK

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  21. Caro Jack, interesssante quello che dici..ma ci devo riflettere un poco. D'altro canto Berkeley affermava Esse est percipi.

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