giovedì 7 gennaio 2010

L’INFLAZIONE: UNA INUTILE SCORCIATOIA

Inflazione elevata e deflazione sono due facce della medesima medaglia e si sono sempre alternate come la notte segue il giorno.
Attualmente sono un sostenitore della tesi deflazionista (o comunque inflazione molto basssa), ma non è impossibile che nel giro di qualche mese (non vedo però nessun particolare segnale rivelatore) possa scatenarsi un’elevata inflazione. Ciò potrebbe accadere qualora l’immensa quantità di liquidità conseguenza del Quantitative Easing venisse utilizzata per inondare l’economia reale, anziché, come fatto finora, neutralizzare gli asset tossici del morente sistema finanziario (si veda per maggiore approfondimento un articolo da me pubblicato http://economiaincrisi.blogspot.com/2009/12/nuovo-contributo-su-wallstreetitalia.html).
Pur non vedendo alcun preavviso della possibile ondata d’inflazione desidero commentare la frase di Siniscalco (il quale ha ovviamente maggiori informazioni rispetto a me e probabilmente vede i prodromi dei segnali premonitori) riferita nel post precedente: ”l’ondata di inflazione è sempre una soluzione..sottotraccia è la soluzione a cui molti pensano”.
In altre parole Siniscalco afferma (anche se indirettamente) che il rimedio meno drammatico per ridurre il peso dei debiti degli Stati sarebbe un’elevata inflazione. In realtà pensare di ridurre il fardello dei debiti sovrani attraverso un’elevata inflazione è pura follia di economisti neo-classici indottrinati da sommi maestri dogmaticamente legati a teorie continuamente falsificate dall’esperienza.
Ovviamente, considerando il punto di vista di un privato cittadino dipendente che abbia un debito a tasso fisso, l’inflazione riduce il debito considerando che il salario cresce, più o meno (in verità più meno che più), con un tasso comparabile all’inflazione (insomma l’inflazione consente di aumentare la velocità con cui scorre il tempo). Viceversa, la deflazione determina un rallentamento della scala temporale avvantaggiando il creditore ed aumentando il peso del debito.
Ma ciò che funziona per debiti a tasso fisso del privato cittadino non può funzionare per i debiti degli Stati per un duplice motivo: la differente duration dei titoli di Stato e l’enorme mole di debito estero con conseguente dipendenza dal rapporto valutario.
La duration dei titoli emessi in qualche modo è comparabile con un debito a tasso variabile strettamente connesso al valore dell’inflazione: di conseguenza (è una semplificazione di cui mi perdonerete) aumentando l’inflazione aumenta il valore del debito.
L’enorme dipendenza da investitori esteri deve inoltre tenere conto che ogni valuta funge da sistema di riferimento temporale diverso e quindi, onde continuare a garantire l’appetibilità dei titoli, bisogna prestare attenzione ai rapporti di cambio valutario. Di conseguenza, rispetto ai debiti esteri, ogni accelerazione temporale viene vanificata allorché la valuta interna perde repentinamente di valore.
Ecco un apparente paradosso: anche in presenza di un’iperinflazione i debiti sovrani fortemente esposti verso investitori esteri aumentano come se fossimo in deflazione . Tale paradosso è inspiegabile nell’ambito della visione neo-classica, ma è invece comprensibile considerando il confronto tra le diverse scale temporali (legate alle corrispondenti inflazioni) di sistemi di riferimento differenti (Stati) in moto relativo tra di loro (con velocità associata al rapporto di cambio valutario).
In altre parole l’elevata inflazione (o peggio l’iperinflazione), non solo funge da innaturale elemento acceleratore comparabile ad una vera e propria metastasi per i processi economici distruggendo il risparmio, ma paradossalmente non aiuta a diminuire i debiti sovrani spingendoli verso un triste default.

8 commenti:

  1. Bisogna vedere se alla fine del processo è prevista l'istaurazione di un potere (dittatura) sovranazionale e se l'iperinflazione è utile a mettere gli stati nazionali definitivamente in ginocchio (e quindi in funzione del loro superamento).
    "l’iperinflazione, quando la si lascia scatenare, azzera il debito pubblico ed il risparmio privato, ma soprattutto sradica ogni precedente struttura istituzionale"
    http://www.fattisentire.org/modules.php?name=News&file=print&sid=3346
    Il Siniscalco è molto vicino a certi poteri...
    Chiaramente si spera che tale analisi sia errata.

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  2. Articolo molto bello.
    L'unica questione da approfondire rimane il fatto che con l'inflazione si accentua il debito dello stato.

    La tua semplificazione è corretta, ma dal mio punto di vista rimane un punto centrale, quasi semplice da spiegare.
    Infatti, con l'inflazione lo stato avrà necessità di sempre maggiore liquidità.
    Ma se tutta la moneta è debito, questo non farà che far esplodere il debito.

    A quel punto, proprio per la sua forza intrinseca, lo stato sarà costretto a diventare di nuovo proprietario della moneta.

    Per questo motivo, le banche non cercano lo scontro con gli stati. E per questo motivo non credo che avremo inflazione, a breve. Le banche cercheranno di evitarla in ogni modo, togliendo la liquidità dal mercato.
    Così, invece di far fallire gli stati, falliranno le imprese.

    In fondo, l'inflazione avrebbe il merito di far vedere che la moneta, quando stampata da privati, non vale niente. E questo, le banche centrali, eviteranno di farlo vedere a tutti i costi.

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  3. La storia del XX secolo ci illustra molto bene come l'iperinflazione porti direttamente o a dei colpi di stato oppure alla guerra civile e allo smembramento dello stato medesimo. Il tutto accompagnato da una miseria generale.
    Bella lì, Siniscalco!

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  4. L'inflazione sara' generata da denaro usato per acquistare i titoli di Stato quindi alla fine le monete si svaluteranno ed i debiti degli Stati saliranno nominalmente ma scenderanno "realmente". Tra l'altro un po' tutte le materie prime stanno salendo moltissimo. Finira' come negli anni 70 con inflazione e recessione solo con conseguenze molto piu' gravi. Riusciranno a tenere le redini senza far esplodere l'inflazione? Non lo sappiamo. Si profilano anni interessanti....
    Tra le altre cose e' da ricordare che anche solo eliminare i debiti privati va bene poiche' questo farebbe aumentare i consumi con conseguenza che le persone sarebbero comunque meno scontente e lo Stato riuscirebbe ad aumentare le imposte senza cambiare alcuna legge solo grazie al drenaggio fiscale quindi anche le casse statali ne trarrebbero grande giovamento.

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  5. Per quello che ho capito il modello attuale definito morente forse non è proprio tale ma assomniglia ad un malato terminale che con "l'assistenza continuativa" continua a campare indefinitivamente,quindi scelte Keynesiane ? body scanner, vaccini a tutti, auto-incentivi ; i politici intervengono parlando di ripresa secondo percorsi pilotati! Alcuni spingono all'incetta dell'oro...lo Stato ondeggia fra un debito enorme, il furto dei riparmi ed il colpo di stato. Crediamo...! anche che possano esserci nuovi settori moderni di produzione , giovani in grado di fare scelte culturali nuove, impegnandosi sorprendentemente in nuove scoperte lasciandosi alle spalle un'era tremenda di solitudine, alla ricerca di accumuli di inutile e falsa ricchezza

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  6. Vedo che alcuni lettori parlano di iperinflazione; non voglio difendere Siniscalco (sulle cui competenze in campo economico non mi esprimo) ma non mi sembra che nell'intervista citata parli di iperinflazione, ma solo di inflazione.
    A parte la dichiarazione discutibile, aggiungo anche che bisogna considerare u'altra variabile qando si parla di inflazione: i tassi.
    Un inflazione più alta ha come conseguenza tassi a lunga più alti con ripercussioni negative per il debito degli Stati e per le aziende. E'questa la ragione per cui le Banche Centrali hanno paura di repentini rialzi dei tassi a lunga (che tra l'altro non possono pilotare direttamente come fanno con i tassi ufficiali).
    Financial Markets LAB

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  7. Leon leggi questo articolo credo che lo troverai molto interessante www.ilfinanziario.blogspot.com modera pure il commento se vuoi. Ciaooo

    Luca

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  8. Considerando la marcata asimmetria informativa , suggerirei di monitorare l’ evoluzione della struttura del debito delle grandi società fortemente indebitate: telecom ad esempio. Un vero leading indicator.
    Liv

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