venerdì 5 febbraio 2010

L’EURO FUMANTE

Nessun articolo è stato cosi’ attaccato come quello che ho scritto qualche mese fa sull’abbraccio soffocante dell’Euro e sugli irrazionali criteri di fondazione della moneta unica.
Mediante analogia con il Secondo Principio della Termodinamica avevo detto che l’Euro aveva creato una situazione di innaturale staticità realizzando un vincolo mortale per le economie dei vari Stati. L’Euro, non come idea di un sistema unico, bensi’ nella sua intrinseca rigidità ha rappresentato l’apice teorico dei dogmi neo-classici e dell’economia basata sull’equilibrio statico mortale, un organismo geneticamente modificato incapace di creare emozioni. Voleva nascere mettendo insieme l’allegria dei latini con l’efficienza teutonica, salvo poi ritrovarsi con l’allegria teutonica e l’efficienza dei latini.
Durante la fase di crescita dei mercati mondiali, pur se drogata dai consumatori americani che estraevano denaro dai propri immobili trasformati in slot machines, il sistema Euro è cresciuto molto meno rispetto agli altri attori (la crescita delle esportazioni della Germania è avvenuta a spese fondamentalmente dell’Italia la quale ha perso la sua ama fondamentale, ossia la possibilità di svalutare la moneta…è stata una ridistribuzione dell’energia disponibile interna al sistema Euro, non una crescita globale). Viceversa, in questi ultimi due anni di crisi, la zona Euro ha avuto i contraccolpi maggiori. Durante la crescita dell’economia mondiale la moneta unica ha vissuto di luce riflessa (e quindi soffusa), nell’inverno della crisi sta morendo di ghiaccio proprio.
La rigidità dogmatica dei sommi sacerdoti della BCE unita all’incapacità politica ha trasformato la zona Euro in valvola di sfogo degli squilibri mondiali. La moneta unica è sopravvalutata e le economie manifatturiere mediterranee hanno perso importanti quote di mercato.
Prima o poi la realtà si ribella alle teorie fallaci e le falsifica in maniera incontrovertibile. La pretesa di trattare la zona Euro come un corpo uniforme rende la moneta unica altamente sensibile nei punti di maggiore debolezza. La falsa ipotesi di simmetria crolla quando si scontra con shock asimmetrici poiché il vincolo rigido imposto non riesce a resistere alle fluttuazioni sempre crescenti (mentre i sacerdoti si dilettano in dichiarazioni barocche basate sul nulla)
I cosiddetti PIIGS (Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia, Spagna) sono i punti critici che, come birilli, hanno i propri destini intersecati. Non vi tedio con gli sviluppi continui della telenovela Grecia (che ormai prezza un rischio nei CDS comparabile più all’Islanda che alla Germania), ma proprio in questi ultimi giorni sono giunte drammatiche notizie dal fronte spagnolo (il governo Zapatero ha decretato una riduzione di 50 Miliardi di spesa pubblica..non so quanto conciliante con una disoccupazione che veleggia verso il 20%) e soprattutto dal Portogallo.
Il Tesoro portoghese è stato obbligato a ridurre l’ammontare dell’emissione di titoli di stato a 300 milioni di euro dai 500 prestabiliti (sembrano bazzecole ma il segnale d’allarme è evidente) per ridurre la salita dei rendimenti. Malgrado ciò i 300 milioni di titoli hanno presentato un rendimento lordo annuo dell' 1,379% rispetto allo 0,928% della precedente asta dello scorso 20 gennaio. Nel contempo i Cds per i bond a 5 anni sono passati da 147 punti a 197 punti e parimenti si è allargato lo spread tra i titoli decennali tedeschi, il paese a minor rischio dell'Eurozona, e quelli portoghesi (da 129 punti a 147).
Allorché cadesse uno dei PIIGS (uno qualsivoglia) automaticamente, nel giro di pochi mesi, tutti gli altri verrebbero giù trascinando nella polvere l’essere ibrido nato male e cresciuto peggio. Ma la Germania non pensi (tratterò questo tema quanto prima) che può impunemente abbandonare i paesi suddetti al proprio destino qualora non riuscisse ad imporre piani di lacrime e sangue per rientrare dai deficit. Ormai la frittata è fatta e le uova non possono essere rimesse nel proprio guscio.

6 commenti:

  1. Caro Dottore,
    ormai in molti la apprezzano. Guardi che su Cobraf si sta parlando di Lei:
    http://www.cobraf.com/forum/topic.php?topic_id=6303&reply_id=214025#214025
    Le sue analisi sono limpide e convincenti.
    J.P.

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  2. Et voila' come volevasi dimostrare: come sempre appena finito il megaraduno dei grandi a Davos iniziano a crollare borse, listini, la Fiat vuole espatriare, Trichet & company a far finta che tutto vada bene sia in Spagna che in Grecia ...ossia si mettono in pratica le decisioni prese. Copione gia' visto ...
    Non solo la frittata è fatta, come dice il Dott.Zingales, ma sta' incominciando a bruciare ...
    Si va avanti a colpi di 160 miliardi di perdite di euro alla volta!
    Domanda: pronti per la nuova moneta mondiale?
    Dopo tutto a Davos hanno parlato di come riformare ( radicalmente) l'economia mondiale.
    ... Ma forse sono solo mie elucubrazioni mentali...
    Cordialissimi saluti

    Jason B.

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  3. mi unisco anche io ai complimenti per il chiaro articolo. Veramente splendido

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  4. consoliamoci col polpettone usa avatar
    http://santaruina.splinder.com/post/22196790#comment

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  5. Credo che il problema di Eurolandia sia di aver fatto una area monetaria, senza unire i mercati del lavoro e fiscali...
    ciao

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