mercoledì 10 febbraio 2010

MEDITAZIONI AL FREDDO ED AL GELO

Come una allegra compagnia di liceali, tra gare di slitta e scorpacciate di carne di foca cruda, i ministri del Tesoro del G7 ed i Governatori delle Banche Centrali dei corrispondenti paesi si sono riuniti a Iqaluit, a soli 300 chilometri dal Circolo Polare Artico.
Mentre i mercati erano attaccati dai pirati delle valute e dagli speculatori, il ministro delle Finanze canadese ha dichiarato “è una giornata bellissima” (..si sono divertiti i ragazzi), peccato che subito dopo gli è crollato addosso un igloo (..peccato per l’igloo naturalmente).

Tutti i partecipanti hanno concordato che sono necessarie alcune misure per risolvere i lievissimi problemi macroeconomici ma, per la presenza di divergenze sulla natura di tali misure (..non c’è mica fretta), tanto valeva cercare di socializzare con i cani da slitta e lanciarsi palle di neve. Si narra che il ministro Tremonti abbia tentato di lanciare un sasso ricoperto di neve a Mario Draghi chiedendo poi venia per l’involontario errore; in compenso, durante il lauto banchetto, Mario Draghi ha infilato una forchetta nella mano di Tremonti scusandosi per averlo scambiato per una foca. Ma nessun problema, tutti sanno che anche nelle migliori combriccole possono nascere piccole incomprensioni e lievi malintesi.

Chiunque di noi sa che con il freddo i muscoli si intirizziscono e difficilmente il pensiero raggiunge i vertici della propria intensità, ma noi siamo esseri umani normali. L’illustre Governatore della Banca d’Italia (a cui siamo tutti affezionati) Mario Draghi, portabandiera dell’orgoglio nazionale, viceversa ci ha illuminati con due frasi profonde ed intense (mica a caso è Governatore):”Le riforme sul capitale non pregiudicano la ripresa economica” e “le regole le elaborano tecnici e politici assieme”. Il Governatore riesce a primeggiare anche a 20 gradi sotto zero.
A questo punto è a tutti chiaro che i due anni di crisi passati sono stati utilizzati nel migliore dei modi possibili: hanno consentito il raggiungimento di una profonda consapevolezza del problema in questione. Magari fra un altro paio d’anni si riuscirà ad esprimere perle del tipo “gli speculatori sono birbanti” e “Goldman Sachs non è un ente di beneficienza”.
Il padrone di casa, il canadese Flaherty, dichiarando:”Le istituzioni finanziarie devono condividere i costi della crisi” ha indubbiamente fatto affermazioni leggermente fuori luogo (come parlare dell’Esame di Stato a liceali dell’ultimo anno in gita). Ma è stato subito perdonato: le incaute dichiarazioni sono state un tipico sintomo post traumatico; prova probante il bernoccolo in seguito all’incontro ravvicinato con il suddetto igloo.
In uno dei primi anni dell’insegnamento avevo un discente particolarmente meditabondo: alto, magro, con occhiali spessi e con aria perennemente perplessa. Rifletteva moltissimo durante i compiti in classe ed i profondi pensieri gli impedivano di scrivere qualsiasi cosa (..praticamente consegnava il compito in bianco, una volta si è persino dimenticato di scrivere il nome). All’epoca ero preoccupato sulla sua futura vita lavorativa; ora, a pensarci bene, mi sento rassicurato: potrà occupare posizioni di grande prestigio.
Ma le belle notizie non finiscono qua. Il numero uno della Goldman Sachs, Lloyd Blankfein, nella sua immensa modestia, ha limitato il suo bonus a soli 9 milioni di Dollari. Pare che in un eccesso di umiltà abbia altresi’ dichiarato:” Non è vero che noi lavoriamo per Dio..è Dio che lavora per noi”.

P.S. Colgo l’occasione per ringraziare il lettore che ha donato al blog 1,20 Euro. Grazie mille..è stato un simbolo di gentilezza che ho apprezzato molto.


7 commenti:

  1. Sempre simpatico, come al solito, per la scrittura e l'humor.
    Però nella sostanza non sono d'accordo con la tua rappresentazione del problema, che sembrerebbe essere legato agli speculatori, ai corsari o in generale a fenomeni riguardanti la rappresentazione monetaria o al più finanziaria dei fatti. Come per inciso anche nel post precedente dove parlando di capitalizzazione di borsa neghi la possibilità che questa cali (purtroppo non è un gioco a somma zero, come dire che se la mia attività, poniamo per esempio un frutteto, va a fuoco -> non darà più frutti -> non trovo nessuno che me lo compri oggi quanto valeva ieri, quello che perdo io lo guadagna qualcun altro).

    Alla base dei "dilemmi" dei nostri banchieri centrali, che ci sembrano così ridicoli visti oggi, non c'è la speculazione di qualche gnomo di zurigo ma il fatto di aver basato il nostro sistema economico sul paradigma della crestica continua, la quale giustifica l'aspettativa della plusvalenza che a sua volta rende sensato il debito; con l'aggiunta colpevole del comportamento della FED sul costo irrealistico del debito e dei debitori sulle aspettative future. E' evidente che se mi aspetto che l'uovo di oggi diventi una gallina domani potrò restituire l'uovo e tenermi una gallina di avanzo; ma se il mio capitale non è in grado di crescere, non solo non avrò la gallina ma non sarò neanche in grado di rendere l'uovo. E fuor di metafora: l'idea stessa della crescita della ricchezza basata sulla crescita di valore degli immobili è talmente insensata che è stupefacente che tutti noi fino a qualche anno fa ci potessimo credere. Nessuno si domandava quale genere di reddito, di prodotto, insomma che tipo di uova potesse dare i quatto muri di un edificio? E di esempi di cattiva allocazione del capitale ce ne sono tanti altri, passati e presenti.

    La situazione al punto in cui siamo non ammette alternative: ridurre il debito e il deficit (e guarda caso è quello a cui tendono i singoli e il mercato nel suo insieme). Lo si può fare in maniera ordinata, cioè tagliando le spese improduttive, chiudendo le attività in perdita in una parola riallocando il capitale in modo economicamente sensato oppure fingendo che stampare banconote serva a cambiare di una virgola la relatà fisica e aspettando che, quando la moneta avrà perso ogni valore, la natura faccia il suo corso.
    La seconda strada, su cui sono già lanciati gli USA e a cui sembra che si stia associando anche la UE, è la premessa di un danno peggiore in futuro, cioè una scelta criminale.

    Giorgio

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  2. Caro Giorgio,
    guardi che concordo al 100% con la Sua analisi.
    A prescindere dall'humour, nei miei post precedenti credo che sia chiaro che siamo nella medesima lunghezza d'onda.
    Non nego che la borsa possa scendere, ci mancherebbe altro..dico che non lo faranno fare, si sforzeranno in tutti i modi possibili..qualora vi fosse il big one tutto il castello di carte crollerebbe.

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  3. Il fuoco amico delle banche può far a pezzi l'Europa
    http://www.ilsussidiario.net/News/Economia-e-Finanza/2010/2/10/FINANZA-Il-fuoco-amico-delle-banche-puo-far-a-pezzi-l-Europa/66178/

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  4. Mi chiedo se esistono due Dott.Zingales. Il primo che scrive articoli umoristici brillanti ed il secondo che è un fior di tecnico con originali interpretazioni fisiche. Se siete la stessa persona, complimenti perchè deve essere speciale!!!
    Filippo

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  5. ZINGALES,
    COMPLIMENTI PER COME RIESCE AD ESPRIMERE CON DELICATEZZA ED IRONIA I SUOI ARTICOLI

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  6. "Gola Profonda" da Bruxelles
    http://lagrandecrisi2009.blogspot.com/2010/02/gola-profonda-da-bruxelles.html

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  7. per Filippo
    **************
    Il Dott.Zingales è uno solo...sono io soltanto. Sono un personaggio piuttosto eclettico..mica si può vivere solo studiando Matematica e Fisica. Semplicemente mi diverte dileggiare la combriccola.

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