lunedì 22 marzo 2010

LE SMARGIASSATE TEDESCHE

Alcuni lettori hanno espresso la propria simpatia nei confronti del Ministro delle Finanze tedesco Schäuble, considerandolo come custode dell’ordine fiscale e ultimo baluardo rispetto ai conti pubblici fuori controllo. E’ nato un mito: il politico oculato che deve essere posto in contrapposizione con i politici greci, allegri e giocosi spendaccioni. Messo in questi termini è difficile non esprimere il proprio appoggio a Schäuble, ma i fatti sono leggermente diversi.
La nascita dell’Euro ha implicato uno spostamento di risorse dai paesi europei verso la Germania di proporzioni mai viste: neanche durante l’occupazione nazista i paesi mediterranei sono stati depauperati in maniera cosi’ massiccia. I numeri parlano chiaro: malgrado la zona UE abbia mantenuto praticamente costante la propria quota di esportazioni mondiali dalla nascita dell’Euro (intorno al 16,5% delle esportazioni mondiali), la quota individuale della Germania è cresciuta dall’8% fino al 9.7% e le esportazioni tedesche sono raddoppiate in termini nominali. In pratica la torta globale del sistema Euro è rimasta eguale, ma la fetta tedesca si è ingrandita notevolmente.
L’Euro è stata la macchina di guerra della Germania per incrementare le proprie esportazioni: non a caso la percentuale dei beni esportati rispetto a quelli prodotti dal 2002 al 2008 è passata dal 36.6% a quasi il 50%. Questo dato, forse il più significativo, evidenzia come, dalla nascita della moneta unica, sia progressivamente cresciuta la competitività tedesca. Tale crescita è stata essenzialmente determinata dall’indebolimento degli altri paesi concorrenti della zona Euro che sono stati obbligati a marciare con ritmi tedeschi senza possedere i medesimi fondamentali.
Nella guerra delle competitività gli eserciti dei paesi dell’Euro sono stati mandati al fronte indossando divise tarate per l’esercito germanico: per alcune armate, per somiglianza strutturale, non è stato un grande problema; viceversa, per altre ha rappresentato una difficoltà insormontabile. Il generale tedesco a questo punto ha gioco facile nell’accusare di inaffidabilità l’esercito greco che, male armato e già di suo non particolarmente agguerrito, è stato mandato al macello.

Se si aggiunge la concorrenza di alcuni paesi ove i lavoratori sono trattati come bestie da soma si comprende come il sentiero per esportare i propri prodotti è sempre più stretto, schiacciato tra le montagne tedesche ed il burrone cinese. Non ho grande stima per i politici greci (ancor meno per quelli spagnoli), ma non reputo facile mantenere il controllo, senza poter usare l’arma abituale della svalutazione della moneta, di un’economia che, per cause esogene, perde repentinamente di competitività. Questo è il fiume dentro il quale nuota il mio sarcasmo espresso nei confronti delle affermazioni di Schäuble che considero delle vere e proprie smargiassate.
Negli ultimi tempi nel blog mi diverto facendo leva sull’ironia e raccontando barzellette. Ma vi prego di non dimenticarvi che ho anche una qualche dimestichezza con i numeri (..in fondo ho a che fare con essi per la maggior parte della mia giornata): se proprio mi costringete ve li devo citare.

13 commenti:

  1. bel post, però.
    Però nessuno obbligaza i greci e gli spagnoli ad avere un costo del lavoro così alto, nessuno obbligava i greci e gli spagnoli ad avere produttività più basse rispetto ai tedeschi nessuno li obbligava a "sprecare" i bassi tassi non investendo in produzioni più paganti. Ancora, nessuno obbligava i greci ad aderire all'euro (hanno truccato i conti per farlo), e non mi sembra d'aver sentito lamenti quando grazie all'euro il reddito pro capite greco a parità potere d'acquisto superava quello italiano.

    Del resto i tedeschi erano ben contenti di finanziare il debito del club med, visto che grazie a questo compravano loro prodotti.

    siamo rimasti a metà del guado e purtrippo in Europa non vedo giganti come Kohl in giro.
    a Berlino c'è la Merkel e la differenza si vede tutta.

    spike

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  2. Non sono un grande fan degli attuali governatori, anzi, li reputo tutti cugini del mio anti-eroe della FED. Però questo paradigma "Euro" = "Solo Guadagno Tedesco" non riesco a farlo passare.

    E' vero, è innegabile che la Germania ne abbia tratto un vantaggio. Ma lo scambio era reciproco. Infilarsi dentro l'euro significava vincolare i risparmi della gente ad una moneta forte meno suscettibile alle svalutazioni. E di danni ne avremmo subiti se ne fossimo stati fuori (a partire dai costi dell'energia e delle materie prime). Certo la svalutazione competitiva è un'arma fondamentale, ma si viveva nella sana illusione che la competitività nascesse dall'innovazione e dall'efficienza aziendale... non da giochi monetari. Se l'italia non è stata in grado di farlo non me la sento di riversare sulla germania le sorti di tutti i paesi che non hanno saputo raggiungere gli standard scritti e firmati con le proprie mani solo qualche anno fa.

    Anzi, i politici italiani sapevano che vincolare la moneta allo strapotere tedesco significava avere uno scudo al potere di acquisto ed ai risparmi immediato, ma rischiare il collo sul lato competitivo. Ora che la svalutazione salverebbe tante ditte ci possiamo anche lamentare, ma quello che abbiamo ottenuto è che la germania ha conquistato quote di mercato... ed a noi è stato regalato un tenore di vita più alto, ma temporaneo, fatto di servizi sociali e bassi costi delle merci importate che in teoria non ci saremmo potuti permettere.

    Ora che abbiamo tolto il velo al quadro e ci scopriamo piu' invecchiati e malconci di quello che pensavamo, è inutile prendersela con il cattivo tedesco che ci ha proposto un patto pensato per le proprie esigenze, ma chiaro nelle sue implicazioni.

    Insomma continuo a vedere l'Euro come una risorsa che non abbiamo saputo sfruttare, non come un cappio al collo.

    Con stima

    JacK

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  3. aggiungo, che le svalutazioni competitive nel quadro attuale, non servono un granchè.Vedi Svezia e Uk.

    spike

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  4. io credo che l'Italia e gli altri paesi del mediterraneo siano stati fatti entrare nell'euro per far cessare le svalutazioni competitive.
    Pertanto, la ns classe politica avrebbe dovuto riformare il sistema (sociale, infrastrutturale, scolastico, giuridico...) per renderci all'altezza dell'Europa.
    Purtroppo, giudico che nessun ns politico ne abbia la forza e la possibilità. Non a caso, per la prima volta in vita mia, non voterò.

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  5. Quando venne creata l'UE e l'euro, mi ricordo di un economista francese, che dichiarava che tale progetto era il piu' grandioso progetto statalista dopo quello dell'unione sovietica (defunto!!!!!).

    Se tale economista avesse ragione, prima o poi si andra' analogamente verso l'implosione della moneta e poi dell'unione.

    Stasera leggo che il numero 1 della BCE Trichet dichiara che la Grecia nn puo' abbandonare l'euro, perche' nn sarebbe legale.

    Direi che e' un altra spacconata.

    Forse potrai condizionare la vita di terzi per un po', ma nn all'infinito.

    Ne deduco che per Trichet la Grecia nn e' piu' un paese sovrano, ma un pupazzo. Sara' davvero cosi?

    Questi personaggi hanno infine la faccia tosta di presentarsi come democratici e liberali. A quando la storia dara' loro una sonora lezione di vita??

    Spero il piu' presto possibile.

    W la Grecia libera.



    CC

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  6. signori
    chi oggi si lamenta del "cappio" euro...
    ieri era convinto di averci preso i tedeschi per il collo..:-)

    ma la semplice realta' e' che, la germania "vinceva" con il marco , "vince" con l'euro e vincera' anche il "dopo euro "...

    perche' la germania ha un "vantaggio di sistema" ... lavora di piu'e meglio..;-)

    la volete fermare ?.. "tocca sparaje" per le terza volta ...
    ... ma non e' detto che stavolta sia fessa come le altre due..
    ...forse qualcosa avranno imparato?.:-)

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  7. Oggi il giornali del Ticino, Corriere del Ticino, (ch), danno la notizia dell'imminente uscita della Germania dal'euro. Secondo loro e' l'unica cosa che questo paese puo' fare.
    Sta succedendo qualcosa.
    Leon, concretamente verso cosa si andra'???

    Penso comq che il nostro paese e' un paese che nn vuole crescere e migliorarsi sotto tutti i profili, con o senza l'euro sara' sempre una pena.

    La germania fara' sempre meglio, perche' sa' produrre e probabilmente ha una amministrazione pubblica meno mafiosa.


    CC

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  8. l'ironia è piacevole e non mi dimentico che hai a che fare con i numeri (e non sei il solo!): quello che mi sembra che manchi è il nesso causale tra euro e andamento dell'economia in Germania e in Grecia in questi ultimi anni.
    L'assioma che la svalutazione della moneta conduce al miglioramento dell'economia reale necessita di essere dimostrato: con una relazione di cuasa/effetto o almeno dimostrando la correlazione tra svalutazione e sviluppo in situazioni storiche analoghe. Inoltre dovresti spiegare perchè un comportamento che produce benefici per la Grecia non dovrebbe avvantaggiare anche, per esempio, la Germania: e allora via tutti a svalutare!
    Di base mi pare di capire che sostieni la tesi per cui dalla fluttuazione dei cambi si generi un beneficio per l'economia e di converso dalla stabilità dei cambi derivi un danno. L'idea potrebbe anche essere curiosa ma sarebbe utile che spiegassi più in dettaglio perchè ritieni che la fluttuazione rappresenti "energia" (ovvero aumento netto di ricchezza) anzichè pura redistribuzione (assai poco egualitaria, giacchè l'inflazione colpisce notoriamente in modo assai selettivo...)

    giorgio

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  9. Caro Giorgio,
    il Suo è un invito a nozze. Ho già scritto qualche post sull'inflazione e sull'equilibrio statico ma cercherò di spiegarlo meglio in qualche altro post. Cercherò di chiarire anche la svalutazione competitiva.
    Dico semplicemente che la fluttuazione non è energia, rappresenta semplicemente un canale di scambio dell'energia.

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  10. All'anonimo che non vota..
    neanche io voto, ma solo perchè in Sicilia non si vota. Personalmente continuo a credere nell'importanza del voto.

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  11. Per favore, puoi spiegare la svalutazione argentina del 2001, grazie alla quale il paese torno competitivo con disagi sociali incommensurabili, il paese ha cresciuto negli ultimi 7 anni a tassi stellari e anche la povertá, dunque dove stato il vantaggio?
    Grazie se lo puoi spiegare.

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  12. La soluzione della crisi attuale, la troveremo quando l'Italia uscirà dall'euro, oppure quando i ns governanti inizieranno a spendere meno e ridurranno le tasse.

    Stiamo parlando di provvedimenti estremi, l'alternativa è quella di un "sequestro" di stato di risorse private, come fece Prodi sui conti correnti tanto per capirci.

    Finchè avremo minore efficienza a livello di paese, generalmente parlando, la soluzione più
    semplice è quella monetaria.
    Produciamo peggio, ma costa meno. Come è stato fino all'entrata nell'euro.

    La questione interessante sarebbe capire in base a qualche calcolo il punto di rottura del deficit, oltre il quale il governo sarà costretto ad intervenire con misure drastiche.

    Propongo il 120% del PIL come quando intervenì Prodi. Cosa ne pensa Leon ?

    Massimo

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