mercoledì 10 marzo 2010

UN MARE DI RISATE

Un lettore mi ha inviato un e-mail nel quale si chiedeva il perché negli ultimi tempi mi dedicassi frequentemente a post (facendomi tra l’altro immeritati complimenti per lo stile) nei quali ironizzo sui sommi sacerdoti delle folli teorie dogmaticamente accettate. Ho deciso di rispondergli pubblicamente.
In uno dei primissimi anni d’insegnamento (ovviamente ogni riferimento a fatti realmente accaduti è puramente casuale) avevo un collega alquanto originale. Barbuto, con camminatura non proprio elegante, si autoproclamava sostenitore di Trotsky e fautore della rivoluzione proletaria nell’ambito della Quarta Internazionale. Era sempre serio e, di qualsiasi cosa si parlasse, dal tempo al colore delle pareti appena imbiancate, rispondeva seriosamente “Compagno, l’ora della rivoluzione si avvicina e la gloriosa classe lavoratrice risorgerà”.
Inutile dirvi cosa accadeva nelle classi durante le sue ore. I ragazzi, filibustieri per natura, lo provocavano in continuazione con saluti fascisti. Quando meditabondo rifletteva in cattedra, si avvicinavano di soppiatto e gli sussurravano “Taci..il nemico ci ascolta” mostrandogli una figurina del Duce. Come risposta vi erano urla sconnesse e note che sembravano comunicati politici con frasi del tipo “si deplora la classe che non rispetta i valori dei lavoratori ed è eterodiretta dalla propaganda borghese”.
Vi era uno studente particolarmente furbo che aveva precocemente capito come andasse il mondo proclamandosi nelle sue ore comunista lavoratore proletario (..nel contempo con un altro collega, notoriamente di destra, si proclamava nostalgico dei tempi andati) e, per risposta, aveva avuto 11 sul registro personale. L’unico collega che riusciva ad andare d’accordo con il docente rivoluzionario ero io perché, di natura piuttosto empatica, riuscivo a prenderlo sempre per il verso giusto (..in fondo era facile, bastava dargli sempre ragione). Il preside, un sant’uomo dalla pazienza infinita, all’ultimo anno prima del pensionamento e quindi non particolarmente propenso ad avere grane, mi mandò come ambasciatore, in occasione degli scrutini, onde convincerlo di eliminare l’insostenibile 11 dal registro. Mi avvicinai con aria prudente consigliandolo umilmente (dopo averlo naturalmente salutato con il pugno chiuso) “Compagno..non si potrebbe mettere 10 invece di 11, sai… ti capisco premiare chi ha le idee chiare..ma purtroppo il voto massimo è 10”. Ebbi come risposta, con aria seriosa“…Compagno, la matematica non può mettersi di traverso ai diritti dei lavoratori” ed a quel punto mi arresi persino io sciogliendomi in un mare di risate che si propagò velocemente in tutto il consiglio di classe.

Mutatis mutandis il serioso Governatore Draghi, in occasione del piano di rientro dal deficit del governo greco ha con aria seria commentato:”sono misure molto serie”, proprio mentre giocosamente i manifestanti greci avevano occupato il Ministero del Tesoro. Di fronte a chi continua a difendere dogmi economici insostenibili (con conseguenze purtroppo ben più drammatiche del comportamento del guardiano dell'alba della rivoluzione che in fondo non faceva male a nessuno) volendo violentare la realtà strafregandosene persino dei numeri, non è possibile rispondere in nessun altra maniera che con l’ironia.
Immaginatevi un serio discorso di Draghi (o di uno qualsivoglia degli altri sommi economisti che vivono di luce propria) abituato ad essere sempre ossequiato e riverito ed, alla conclusione di esso, come risposta, anziché un composto applauso, un sonoro mare di risate. Forse sarebbe il modo migliore per annunciare al mondo che ormai il re è nudo.

3 commenti:

  1. Ciao Leon... ne approfitto per raccontarti un brevissimo estratto della mia vita. Ma più che un estratto è una ragione: la ragione per cui sono diventato ingegnere invece che filosofo.
    ... Beh, semplicemente la ragione per cui sono ingegnere è proprio per i miei professori di filosofia :-)

    Mattacchiuz

    RispondiElimina
  2. "Immaginatevi un serio discorso di Draghi (o di uno qualsivoglia ...) abituato ad essere sempre ossequiato e riverito ed, alla conclusione di esso, come risposta, anziché un composto applauso, un sonoro mare di risate."

    "Compagno" ... tu hai una sana immaginazione.

    R.

    RispondiElimina
  3. Grande LEON, bellissimo articolo
    la realtà verra fuori un giorno in tutta la sua ecclatante disperazione ma alla fine a pagare saranno sempre i più, saranno sempre i soliti
    Luibenat

    RispondiElimina