mercoledì 7 aprile 2010

LA GRANDE BATTAGLIA: L'ASTA DEI TITOLI SOVRANI

Questo articolo è nato da uno scambio di idee con la Docente con la quale svolgo la mia attività di Ricerca, Carmen Vitanza, Professore ordinario di Analisi Matematica presso l'Università di Messina ed è stato pubblicato da Wall Street Italia



La fase di apparente normalizzazione dei mercati finanziari è semplicemente l’occhio del ciclone; una nuova crisi nel giro di non molto tempo ci avvolgerà con conseguenze economiche e geopolitiche imprevedibili: la crisi dei debiti sovrani.
E’ partita una guerra all’accaparramento dell’ultimo risparmio e gli stati stanno utilizzando tutte le armi a disposizioni, convenzionali e non, per procurarsi l’ossigeno necessario per continuare a respirare.
Il salvataggio del sistema finanziario boccheggiante ha necessitato di uno sforzo immane: la nave dei debiti sovrani è stata colmata all’inverosimile, ben oltre la capacità della stiva, ed è in procinto di essere inghiottita dal mare dei debiti. E’ una lotta all’ultimo sangue: come prigionieri in un relitto i singoli contendenti si stanno contendendo il poco cibo e la poca acqua a disposizione in una guerra che non ammette prigionieri. Chi vi scrive ha più volte espresso le proprie critiche su come è stato concepita la moneta unica attaccandone la rigidità dogmatica e la mortale staticità. Ma il repentino precipitarsi della crisi del sistema Euro deve essere vista come conseguenza di questa battaglia finale per la sopravvivenza.
Il Debito sovrano USA raggiunge i 12700 Miliardi di Dollari (quasi il 90% del PIL) ed, aggiungendo i debiti delle agenzie nazionalizzate (Fannie Mae e Freddie Mac) si perviene a 18800 Miliardi (il 130% del PIL). Nel contempo le entrate fiscali crollano e 48 dei 50 degli stati USA sono in deficit (la California ha un budget gap del 56%, l’Arizona del 51% e l’Illinois del 41%); il sistema USA divora il proprio futuro in maniera sempre più vorace: un report della Pension Modernization Task Force, commentando il buco pensionistico dell’Illinois di 90 Miliardi di Dollari, ha evidenziato come il sistema pensionistico sia ormai usato come carta di credito per mantenere i servizi essenziali in uno stato in cui si spendono 3$ per ogni 2$ effettivamente incassati. Il mercato immobiliare continua ad essere in profonda sofferenza (considerando anche che le banche USA hanno messo in vendita solo il 30% delle case pignorate onde evitare di segnare subito le perdite nei rispettivi bilanci) e la nuova ondata di svalutazioni ARMS è in prossimo arrivo. Con questi fondamentali si comprende come l’affidabilità finanziaria degli USA sia sempre più minata e, pur di assicurarsi l’ossigeno (gli USA hanno tra l’altro il respiro corto perché la duration media del proprio debito è 4.5 anni, due anni in meno della media europea) della vendita dei TBills, qualsiasi arma diviene lecita.
L’enfasi delle strutturali debolezze del Sistema Euro è attualmente lo strumento più utile per consentire un rafforzamento del Dollaro. Convincere dell’ineluttabilità del fallimento della moneta unica (tra l’altro non mentendo del tutto) è l’unico modo per continuare ad essere attrattivi nei confronti dei risparmi stranieri.
Ma, malgrado tutto, l’ultima asta settennale da 32 Miliardi di Dollari dei titoli USA ha evidenziato tempo nuvoloso e nel contempo il titolo decennale ha raggiunto il massimo rendimento dall’Ottobre 2007 (epoca preistorica nell’attuale evoluzione della crisi sistemica), ossia il 3.89%. Aspettiamoci dunque ulteriori scombussolamenti e tremende sollecitazioni al rigido sistema Euro: gli USA non possono permettersi di perdere la guerra dei titoli sovrani.

6 commenti:

  1. Non capisco una cosa: questa mattina nelle news della NHK giapponese dicevano che la Banca del Giappone ha avuto un'improvviso rialzo facendo ben sperare gli economisti nipponici.
    Inoltre il giornalista evidenziava il fatto che da oggi si può sperare di poter uscire dalla condizione deflattiva in corso.
    Ti giuro che non ci stò capendo più nulla!!

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  2. Carissimo e stimatissimo prof, direi che le mele sono mature per quanto riguarda i mutui ARMS, non crede?
    Suvvia, facciamo una previsione temporale? Io dico che già da domani potrebbe partire la danza....vabbè facciamo Maggio? :-)

    Secondo lei?

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  3. Caro Corcas,
    appena possibile scriverò un post sulle scadenze temporali. Credo che si possa concordare che, appena scappa la prima pietra, tutto crolla. Personalmente penso che riusciranno a reggere almeno fino all'estate, ma non escludo che abbia ragione.
    Con affetto

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  4. Caro Leon,
    Un saluto dalla Confederazione!!!!
    Il Corriere del Ticino di Giovedi (ieri) riportava nella pagina economica, le riflessioni di Paolo Palmini, econonomista il quale dice in sostanza che la via di uscita sara' l'iperinflazione, nel momento che gli Stati saranno difronte al default.
    Tale via permetterebbe ai governi di salvarsi la faccia (facendo scivolare le colpe dalla loro incompetenza alla speculazione internazionale.)

    Insomma sarebbe molto meglio cosi' (per loro), che dire i popoli abbiamo sbagliato tutto e chiudiamo il banco.

    Glielo segnalo, per i suoi studi.

    Davvero ci dia un suggerimento temporale, e qualche dritta per evitare di prendere in pieno le prossime ondate...

    Grazie

    CC

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  5. secondo Lei questa previsione di crollo sarebbe la temuta W che potrebbe trascinare i mercati ai livelli visti qualche mese fa? Grazie

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