lunedì 19 aprile 2010

LA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI

Dopo alcune settimane di relativa tranquillità i mercati hanno ballato una danza pericolosa. E’ stato sufficiente l’annuncio ufficiale da parte della SEC (l’analogo della Consob) dell’accusa di frode nei confronti della Goldman Sachs che le azioni delle banche sono precipitate. La SEC ha ufficialmente messo sotto accusa i banchieri di Dio per qualcosa che già da parecchi mesi (ne ero a conoscenza persino io) tutti sapevano: Goldman Sachs ha venduto vino contaminato dal metanolo (ossia 40 Miliardi di CDO, le note collateratized debt obligation) incassando nel frattempo l’assicurazione sulla vita dell’incauto bevitore (13 miliardi di CDS acquistati dalla AIG).
I grandi giornali e gli illustri commentatori hanno celebrato l’evento come una chiara evidenza della capacità degli USA di colpire tutti coloro che sbagliano, del limpido sistema di check e balance della avanzata democrazia americana. In altre parole, quanto accaduto evidenzia come la giustizia americana non sia prona all’interesse di Wall Street e come (anche se non ho capito la consequenzialità) l’amministrazione americana ci stia conducendo verso l’alba di un nuovo e rinnovato progresso economico.
Adolf Hitler, salito al potere, tra il 29 ed il 30 Giugno del 1934 (la sanguinaria notte dei lunghi coltelli), fece massacrare le sue poco controllabili (capitanate dal losco Rohm) squadre d’assalto SA estremamente utili durante la fase destruens. Durante l’opera di normalizzazione istituzionale, l’esagerazione delle SA era controproducente: le SA non servivano più, le ordinate e disciplinate SS erano molto più funzionali all’interesse del Fuhrer.

Goldman Sachs e la simpatica persona del suo CEO, il nostro amico Blankfein, avevano proprio esagerato: i metodi erano sostanzialmente simili a quelli delle altre banche d’affari (non è che le SA fossero più sanguinarie rispetto alle SS, anzi era vero il contrario), ma la forma e l’eleganza completamente diverse. Tra i ladri vi sono delle regole non scritte che devono essere scrupolosamente rispettate: si inganni il più possibile, si rubi pure tutto a tutti, ma si eviti di sghignazzare in faccia alle vittime annunciando di essere cherubini che operano per volontà divina: i derubati potrebbero persino perdere la pazienza e ribellarsi.
Con il massacro delle SA (capro espiatorio ideale delle passate violenze anche per i buffi quanto inquietanti personaggi che li guidavano) si giunse alla fase di dominio istituzionale assoluto da parte del regime nazista. Per fronteggiare la crisi sistemica è necessario una cappa grigia per impedire di squarciare il velo di Maya. Per mantenere intatto l’involucro protettivo basato sulla passiva accettazione da parte delle vittime non vi è più posto per personaggi poco raccomandabili capaci di suscitare sentimenti di profondo astio. Paradossalmente, la tempistica dell’attacco a Goldman Sachs rivela l’entrata in una opprimente fase di normalizzazione: l’ora dell’ombra più lunga si sta avvicinando.

2 commenti:

  1. Illustre dott. Zingales,
    ha scritto un articolo affascinante. Ma lo prendo come una semplice, quanto arguta, provocazione.
    Sono un suo collega di Roma, anche io ho un PhD in Matematica ed insegno a scuola e la seguo con attenzione

    Giuseppe

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  2. bellissimo parallelismo !!!! al chaos segue l'ordine del cosmo, cosi alle fase di violenza e terrore segue la fase dell'ordine e della disciplina ovvero della dittatura , si finge di uccidere il drago che si è appositamente creato affinche la gente invochi il cavaliere nero. E' tutta una farsa, Hitler fu più drastico, GS si è shortata guadagnandoci, ha fatto credere per un attimo alla gente che la giustizia sia uguale per tutti , Armstrong ne sa qualcosa della giustizia di GS....
    Luibenat

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