mercoledì 21 aprile 2010

L'ULTIMO FORTINO

La maggior parte degli acuti osservatori reputa il mercato azionario l’indicatore privilegiato dello stato della crisi. Poiché in quest’ambito il barometro segna alta pressione ed il sole dell’avvenire splende la conclusione è ovvia: tutto va nella direzione giusta, la crisi è finita e chi parlava di fine di un sistema aveva torto marcio. In altre parole il corpo sta guarendo ed era stato colpito non da una malattia mortale, bensi’ da un periodico, per quanto grave, malanno di stagione.

Lo stesso scandalo della Goldman Sachs appare semplicemente un fastidioso strascico che annuvola un cielo altrimenti soleggiato, una banale scossa di assestamento, una semplice dispettosa ape che rovina la gioia di essere sfuggiti da un intero impazzito sciame (non a caso l’editoriale di Sabato scorso del Sole 24 Ore si intitola “La lunga ombra della crisi”).
In Fisica è noto come ogni particella debba essere rivelata con opportuni strumenti. Qualora cercassimo di acchiappare i neutrini usando retini per farfalle non osserveremmo nulla. Ciò non significa che i neutrini non esistono: si è semplicemente sbagliato lo strumento rivelatore.
I mercati azionari sono ormai completamente distaccati dal sistema reale e le fluttuazioni periodiche (come tratterò in un prossimo post) sono semplici oscillazioni che servono a trasferire risorse dai buoi verso gli agenti informati e le mani forti. In questo senso i mercati azionari non sono più un rivelatore della crisi. La FED è pesantemente intervenuta nel mercato azionario guidandolo con sapienza, mediante un classico effetto leva, onde consentire, mediante poche centinaia di Miliardi di Dollari, una adeguata ricapitalizzazione del sistema finanziario.
Il vero terreno di battaglia si è spostato nel mercato obbligazionario, in particolare nella guerra per l’acquisto delle bombole di ossigeno per gli stati: la battaglia dei titoli sovrani.
L’atmosfera sembra serena poiché non si vedono burrasche all’orizzonte, ma non ci accorgiamo dei raggi ultravioletti che ci bombardano. Le notizie sulle obbligazioni governative si accavallano con crescente minacciosità: il rendimento dei titoli decennali greci ha superato il muro dell’8% (si vocifera addirittura di un fallimento pilotato da parte della Grecia), i CDS volano, Spagna e Portogallo tremano e la perfida Albione non dorme certamente tra soffici guanciali. La stessa esistenza dell’Euro è messa seriamente in discussione.
In altri tempi i mercati sarebbero stati sottoposti a terremoti di intensità spaventosa all’apparire di simili eventualità. Ma ormai il mercato azionario vive in un’atmosfera evanescente, atarassicamente distaccato dal mondo reale e quindi isolato dalla trasmissione di oscillazioni che colpiscono i bilanci degli Stati.
In poche parole il mercato azionario è l’ultimo fortino della resistenza: quando dovrà arrendersi di fronte all’inesorabile avanzata della voragine dei debiti, ormai tutto intorno sarà coperto dalle macerie dei default degli Stati sovrani (sovrani per modo di dire).

9 commenti:

  1. Ciao Leon,
    è sempre un piacere leggere quello che scrivi!
    Credo che tu abbia centrato perfettamente il problema, ovvero i debiti degli stati sovrani.
    Per quanto ne ho capito io, finché c'è una qualche "fiducia" nella moneta locale, non ci saranno grossi problemi, per le economie più forti, nel piazzare i propri bond. Diverso sarà per i paesi più provati, siano essi coperti o meno dal mantello dell'euro.
    Dalla prossima settimana, le cose dovrebbero essere più chiare per tutti. Molti dovranno rifinanziarsi! Vedremo, come al solito.
    Lasciamo per ora che Zenone abbia ragione, ma continuiamo noi a sommare, sommare e ancora sommare.
    Mattacchiuz

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  2. analisi che condivido.
    vorrei solo aggiungere che grazie al cosidetto " salvataggio delle banche " messo a DEBITO di tutti noi ... il "fortino dei ricchi ( la borsa) capitolera' dopo il " fortino dei popoli " ( lo stato )

    e la questione di chi capitolava prima era la differenza cruciale nelle vecchie lotte ottocentesche contro i padroni...
    se capitolavano prima , i salariati dovevano tornare al lavoro decimati e a stipendio ridotto ...

    la conclusione quindi e' una sola ... diamo una occhiata nostalgica alla nostra vita di ieri .. perche domani ne avremo una peggiore...:-(

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  3. Ciao Leon,
    è sempre un piacerone leggerti!
    Come al solito vai dritto al nodo: i debiti sovrani.
    Ieri la Germania ha avuto difficoltà nel piazzare 3 miliardi di bund a 30 anni. Solo 2.5 circa sono stati piazzati.
    Ovviamente ci sono varie interpretazioni: c'è chi sostiene che questo faccia parte del normale meccanismo che si crea durante la ripresa, quando cioè gli investitori, fiduciosi nel futuro, preferiscono investire i propri fondi in settori più remunerativi ( o speculativi );
    c'è chi pensa che invece, a causa dei rischi sovrani in area euro e non solo, gli investitori avveduti siano restii a prestare denari a 30 anni;
    c'è chi invece chi pensa che la Germania sia stata punita per l'affare Goldman! :-)
    beh va, lasciamo per ora che sia Zenone ... a fare le somme, e vediamo dove arriveremo! :-)

    Mattacchiuz

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  4. Caro Mattcchiuz,
    io propendo per la seconda ipotesi. Persino per la Germania iniziano ad esservi problemi per i Bund con elevata duration. In realtà negli States, se non vi fosse l'assicurazione (per quanto vale) della FED che garantisce la liquidità del mercato obbligazionario, non si riuscirebbe a vendere neanche i TBills annuali.
    Con affetto ed in bocca al lupo per i convegno

    Leon

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  5. Per L'anonimo.
    Era proprio quello che sostenevo dicendo che, allorchè il fortino capitolerà, tutto intorno sarà un accumulo di macerie.
    Grazie

    Leon

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  6. ciao leon ottimo articolo.vorrei chiederti un 'opinione su quello che sto per dirti.l'italia presta se ho ben capito 5,5 miliardi di euro alla grecia al 5% quindi non male come investimento x lo stato italiano.anche perchè lo stato i soldi da prestare alla grecia li prende dal popolo italiano e il tasso di interesse che paga è molto più basso o no?? poi x quanto riguarda la solvibilità della grecia è un'altra cosa ciao buona domenica

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  7. Caro Mauro,
    il problema è prprio la solvibilità. Se la Grecia poi nonli restituisce tutti, il tasso d'nteresse conta poco.
    Ricambio la Buona Domenica

    Leon

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  8. Salve, e da mesi che continuo a leggere che ci sara il megacrack dovuto ai debiti, ma tralasciando l'europa e la Grecia, in cui tra l'altro vivo, e prendendo in considerazione principalmente gli stati Uniti, i dati mostrano una ripresa forte e al debito USA, almeno tra gli analisti piu importanti nessuno da retta.Non e che alla fine gli USA se la scampano tranquillamente, perche comunque possono svalutare il dollaro, mentre in Europa con l'euro avremo solo da soffire?

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  9. Che ne pensate delle ottimistiche affermazioni di Tremonti circa i conti italiani??

    demagogia???

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