domenica 30 maggio 2010

POCHI ATTIMI DI RESPIRO (prima parte)

La manovra che il Governo si appresta ad approvare (25 Miliardi di Euro in due anni) sta suscitando un vespaio di polemiche. Sembra partito l’assalto alla diligenza per salvare i talvolta legittimi (ma più spesso vergognosi) interessi corporativi. Tra i miei colleghi di Scuola Superiore si mugugna, ci si lamenta, ci si indigna. All’Università, dove faccio ricerca, si protesta, si alzano barricate: il mondo dell’Istruzione è in fermento.
La solita questione: ci si focalizza sul particolare perdendo di vista il nocciolo della questione. Pochi sono veramente consapevoli di quanto sta accadendo: siamo tra gli sfortunati spettatori di un punto critico, di una discontinuità economica. La realtà si presenta con tutta la sua drammatica evidenza: non siamo di fronte ad una crisi usuale (ad una malattia esantematica di un bimbo che cresce), ma viceversa la crisi è di sistema (un cancro ormai in metastasi che divora il corpo con sempre crescente violenza).
Si ragiona come se fossimo in tempo di pace: in realtà siamo nel pieno di una guerra non dichiarata, ma non per questo meno violenta.
La manovra è sbagliata non perché colpisce con scarsa mira, ma perché non risolve nulla. Ho troppo stima per il Ministro Tremonti per pensare che anche lui non lo sappia (ne ho molto di meno per gli economisti accademici). Vi giuro che sarei ben felice di veder decurtato finanche del 20% il mio non lauto stipendio qualora servisse a qualcosa.
In parole povere la manovra è assimilabile alla richiesta di trattenere il respiro per sopravvivere sott’acqua: guadagneremmo soltanto pochi secondi di vita, non risolveremmo nulla

Il Debito pubblico Italiano è di circa 1750 Miliardi di Euro. Nella tremenda guerra dei titoli sovrani (guerra economica mondiale) è sufficiente che il mercato imponga un aumento dello 0.8% del tasso di interesse richiesto che automaticamente i 12 Miliardi di Euro della manovra verranno inghiottiti in un sol boccone. Ho apprezzato molto la tempistica (intelligente ed oculata) con la quale sono state emesse le obbligazioni italiane, ma il debito italiano è un pozzo senza fondo: rimangono ancora da piazzare per quest’anno 125 Miliardi di obbligazioni.
I primi segnali purtroppo sembrerebbero confermare questi timori: i CDS sull’Italia sono aumentati e contemporaneamente nell’asta BTp 2013 il rendimento è salito al 2.35% (dal precedente 2.07% dell’asta di Aprile) mentre il CcT a sette anni è stato piazzato con un tasso il tasso di interesse del 2.32% (rispetto al precedente 1.63%). Similmente, sul mercato secondario, il BTp decennale ha raggiunto il tasso dell’4.15% aumentando lo spread con il pari merito Bund germanico a 150 punti base.
Siamo in guerra e ben altre decisioni dovranno essere prese: non si può guarire usando aspirine, tra l’altro con un approccio omeopatico.

venerdì 28 maggio 2010

ANNUNCIO PUBBLICITARIO

OGGI VORREI FARE UN ANNUNCIO PUBBLICTARIO.
Vi invito ad acquistare il libro di Andrea Mazzalai, autore del sito icebergfinanza.
Collegandovi al suo sito, avrete tutte le indicazioni per prenotarlo.
Considerate questo invito come un'espressione di gratitudine nei confronti dell'ottimo lavoro di demistificazione che quotidianamente fa Andea.

mercoledì 26 maggio 2010

LA PIOGGIA PURIFICATRICE

A partire dal 1933 il regime nazional-socialista promosse roghi su larga scala per bruciare libri non consoni alla ideologia nazista. Il comunismo sovietico dimostrò una analoga violenza contro tutto quanto non fosse in perfetto accordo con l’ortodossia imperante (venivano censurati persino gli articoli di Fisica che non si conformavano al materialismo storico-dialettico).
Negli ultimi decenni tutte le posizioni di prestigio delle istituzioni internazionali sono state occupate dai seguaci della più folle e blasfema teoria economica mai esistita: il monetarismo. Tutti gli economisti (anche illustri) che non si sono adeguati al dogmatismo imposto sono stati sottoposti ad un accademico ludibrio. Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti; persino di chi, oscurando la luce dell’intelligenza, ha volontariamente indossato le bende.
Miei cari, i sistemi non vivono nell’equilibrio. Impostare politiche macro-economiche immaginando che tutto galleggi in uno stato di equilibrio è criminale. E’ come se venisse progettato un aereo ignorando la legge di gravità: quando l’aeromobile precipita pieno di passeggeri dovremmo sapere chi inseguire con i forconi.
La crisi sistemica che ci avvolge ha cause lontane: il dramma è che coloro che hanno appiccato il fuoco sono i medesimi che pretendono di fornirci le soluzioni. Sono una massa di truffaldini e filibustieri.
Si è compresso il sistema economico il quale reagisce con oscillazioni enormi all’opprimente vincolo imposto dai dogmi: stiamo vivendo in una transizione di fase rivelata da fluttuazioni sempre crescenti. Si è messa una bottiglia d’acqua nel freezer pensando che lo stato liquido fosse l’unico possibile: l’acqua si sta trasformando in ghiaccio e la bottiglia è in procinto di scoppiare sotto una pressione crescente.
Leggendo gli articoli scritti dai seguaci dell’ortodossia economica rimango esterrefatto dalla loro assenza di elasticità mentale. Fino a poco tempo fa credevo che fossero in malafede. Ora ho cambiato idea: la loro chiusura mentale è tale che essi credono veramente a quanto dicono e per questo sono ancora più pericolosi. Se ne fregano della evidenza sperimentale, delle sempre maggiori crepe che solcano la bottiglia: continuano a starnazzare che il ghiaccio non esiste, che trattasi di semplici oscillazioni compatibili con lo stato d’equilibrio.
Sono cantanti stonati, galline strozzate dalla realtà che sta, come una valanga, ricoprendo il loro fragile quanto insulso sistema di dogmi. Stanno in tutti i modi tentando di colorare di bianco tutti i cigni neri che si stanno presentando con sempre maggiore frequenza, ma la pioggia della realtà cade sempre più violenta.
Cosi’ come la tempesta della libertà spense i roghi nazisti e le violenze comuniste, alla stessa stregua l’acqua della verità sta sciogliendo il rassicurante colore che ricopriva i cigni: il nero sta emergendo sempre di più, il bianco è in procinto di essere completamente cancellato. Purtroppo è vana la soddisfazione di chi aveva previsto tutto: è un diluvio che farà annegare tutti quanti.

domenica 23 maggio 2010

LA STELLA POLARE

L’eccesso di informazioni, in assenza di un opportuno codice codificatore, è foriero di assoluta confusione. Si rischia di perdere il proprio tempo sul singolo albero, dimenticando un approccio olistico che consenta di orientarsi nell’evoluzione dell’intera foresta. Bisogna osservare la stella polare per ritrovare i punti cardinali.

E’ già da tempo che scrivo come la vera questione sia ormai la battaglia dei titoli sovrani, la necessità di foraggiare i deficit crescenti. La tremenda lotta delle aste titoli di Stato è sottoposta ad una semplice legge di domanda ed offerta. L’attore principale è rappresentato dagli USA per un duplice motivo: un deficit enorme, sia in termini assoluti che relativi, ed una potenza politica e militare insormontabile.
Semplificando, ipotizzando che gli attuali possessori di titoli siano disposti a rinnovare l’intero pacchetto in mano, consideriamo domanda la quantità dei TBills in scadenza e come offerta l’ammontare delle nuove emissioni (per comodità consideriamo un approccio settimanale).
Allorché l’offerta è superiore alla domanda (praticamente quasi sempre in virtù del deficit crescente) vi sono due strade percorribili: abbellire la propria torta (ossia aumentare di molto il rendimento) oppure aumentare il proprio potenziale di attrazione a scapito del competitore (la zona Euro) diffondendo notizie che la pasticceria vicina vende merce avariata (attraverso le agenzie di rating, ormai ridotti al rango di semplici esecutori degli ordini della FED).
Per ovvi motivi la prima alternativa è improponibile; viceversa la seconda strada, soprattutto per la debolezza politica della zona Euro, rappresenta un sentiero apparentemente privo di ostacoli. Tale sentiero viene percorso con pervicacia tanto più grande quanto più elevata è la duration dei titoli da piazzare.
La settimana appena passata ha registrato (caso più unico che raro) una eccedenza dell’ammontare in scadenza (99 Miliardi Di $ ) rispetto alle emissioni (81 Miliardi di $ tra l’altro a brevissima duration). Non a caso, malgrado le violente oscillazioni, si è registrato un aumento dell’Euro. Sembrerebbe quasi che il massimo relativo dell’Euro sia stato costruito ad hoc in occasione dello storno della settimana prossima, nella quale vi sarà un’elevata asimmetria tra domanda (soli 130 Miliardi in scadenza) ed offerta (192 Miliardi in Emissione di cui 42 con duration due anni, 41 con duration di 5 anni e 31 con duration 7 anni..durate elevate visti i tempi che corrono).
In parole povere, in base a questo semplice modello discusso, il minimo relativo dell’Euro dovrebbe essere raggiunto nella giornata di Giovedi’ 27 Maggio, allorché è prevista l’asta dei 31 Miliardi con duration 7 anni (magari con un parziale recupero il Venerdi’, giornata nella quale non sono previste aste USA). Giovedi’ prossimo dovremmo quindi avere un Euro più debole rispetto a 1.258 che rappresenta l’ultima quotazione.
Ovviamente non ci si aspetti un trend regolare; sarà probabilmente il punto d’arrivo di un percorso sottoposto a forti fluttuazioni. Il contesto è in rapidissima evoluzione, stiamo vivendo una transizione di fase dell’intero sistema economico ed i patterns di correlazione mutano in continuazione.
Quanto detto non tarderà ad avere una prima verifica sperimentale, basterà aspettare la fine della settimana prossima. Ai posteri l’ardua sentenza.

P.S. Vi ricordo che in nessun modo questo post vuole essere un consiglio d’investimento. Questo blog, come chiaramente indicato nel disclaimer, è semplicemente un luogo di discussione in cui esprimo le mie sempre opinabili osservazioni.

mercoledì 19 maggio 2010

L'ARMATA BRANCALEONE

Non capisco perché qualcuno si sorprenda di quanto stia accadendo oggi.
Immaginatevi un esercito nel quale tutti i soldati devono indossare il medesimo vestito e le stesse scarpe indipendentemente dalla propria taglia e dalle condizioni atmosferiche. Immaginatevi un armata nella quale i generali litigano tra di loro e parlano lingue differenti (nel senso sia letterale che figurato del termine). E’ proprio questa la situazione dell’armata della zona Euro nella guerra dei titoli sovrani. Un armata nella quale si raccolgono le migliori qualità dei paesi europei: la simpatia e la disponibilità inglese, la fantasia e l’allegria tedesca, la serietà italiana, il rigore greco, l’esterofilia francese.

Lo stato maggiore è diviso (si veda l’ultimo scontro tra Sarkozy e la Merkel raccontato, e poi ovviamente smentito, da Zapatero), incapace di pensare piani di battaglia a lungo termine; è costituito da comandanti che non riescono a rendersi conto della realtà e seguono dogmaticamente i comandamenti scritti sul manuale del perfetto generale (scritto da chi non ha mai vinto una battaglia nella propria vita). Il comandante in capo è un perfetto sconosciuto (alzi la mano chi riconoscerebbe il presidente del Consiglio Europeo Herman Van Rompuy) che non ha l’autorità neanche di far scattare sull’attenti un semplice soldato. I vari colonnelli si distinguono in dichiarazioni di puro disfattismo fiaccando del tutto il morale dell’esercito: diffondono panico annunciando che neanche loro credano alla possibilità di vincere le battaglie (le dichiarazioni, questa volta non smentite perché registrate, dell’Amministratore Delegato di Deutche Bank, Ackermann sui fondati dubbi che la Grecia non possa ripagare i debiti).
Mentre sul fronte ci si muove con la medesima sicumera di un pugile suonato e la rigidità dogmatica rischia di trasformarsi in tragedia, nelle retrovie si ha l’altra faccia della medaglia: la tragedia della mancanza di flessibilità si tramuta in farsa.
Si perpetua il folle cammino dell’apoteosi del burocratese, il fuoco d’artificio di assurde regolamentazioni..in altre parole si continua a legiferare sul nulla.
L’ultimo esempio: dal primo Giugno, grazie alla somma sapienza degli illuminati spiriti che hanno scritto le norme del Regolamento comunitario del Mediterraneo, sarà vietata la pesca con le draghe fino a 0,3 miglia dalle coste. A rischio spaghetti e bruschetta con le telline (che vengono pescate sotto costa tramite draghe), il cannolicchio e la vongola non allevata. In altre parole si è deciso di difendere le telline dai cattivi pescatori..dalle s-telline della bandiera si è passati alle telline. Perdonatemi la facile battuta: mi sembra che, aggiungendo una lettera levata in precedenza, invece dell’euro si stia ottenendo il n-euro. In fondo trattasi di battaglia fortemente significativa: non può sorprendere che un Europa senza spina dorsale venga ricordata essenzialmente per la difesa dei molluschi.

domenica 16 maggio 2010

LA FALANGE MACEDONE

La falange macedone, configurazione ritenuta invincibile, fu sconfitta organizzando un fulmineo attacco ai lati. Durante la Seconda guerra mondiale, le truppe naziste superarono la linea Maginot (che i francesi credevano fosse una resistenza invincibile nei confronti delle armate tedesche) semplicemente aggirandola con un blitz noto come Fall Gleb invadendo Belgio ed Olanda.

La Storia è piena di esempi di come il pensiero creativo e divergente distrugga l’ortodossia rigida che erige dighe che si pensano indistruttibili. La BCE ha stanziato 750 Miliardi di Euro per bloccare i cali dei prezzi (e quindi l’aumento dei rendimenti) dei titoli sovrani dei paesi della moneta unica sotto l’attacco degli speculatori credendo di erigere un fortino invincibile. Poveri illusi pervasi da un dogmatismo senza limiti: la barriera è in procinto di essere raggirata e si sta preparando un altro assalto (che potrebbe essere fatale) contro la moneta unica.
Piccole avanscoperte delle forze nemiche sono stati già individuate nei paesi dell’Europa Orientale; esploratori nemici si aggirano segnando nelle mappe i punti più deboli. In virtù della enorme quantità di prestiti effettuati dal sistema bancario della zona Euro, l’attacco ai paesi dell’Est Europa raggiungerebbe il medesimo scopo dell’assalto ai ventri molli della zona Euro evitando nel contempo le contromisure della BCE. Non a caso Venerdi’ scorso, mentre l’Euro raggiungeva il minimo degli ultimi due anni contro il Dollaro e perdeva terreno pure contro la Sterlina (praticamente un cadavere che cammina), le uniche valute nei confronti delle quali avanzava erano quelle dell’Europa Orientale. Ha infatti guadagnato lo 0.20% contro la Corona ceca, lo 0.1% contro il Leu romeno, lo 0.8% contro lo Zloty polacco e ben l’1.3% contro il Fiorino ungherese.
Gli squali stanno raggirando la barriera vanificando qualsiasi tentativo di resistenza di uno schieramento ondivago e diviso. Ho i miei dubbi che, qualora la situazione precipitasse nell’Est Europa (qualche avvisaglia è già presente in Romania), la variegata leadership che guida la moneta unica abbia la volontà, la compattezza e la forza per opporre una valida resistenza.
Amici cari, uno scontro non dichiarato ma mortale è in atto: la guerra dei titoli sovrani. Malgrado l’apparente concordia che sembra regnare tra le due sponde dell’Atlantico, una logorante guerra di nervi è in atto: un crescente flusso di debiti esce dagli stati ed, al fine di garantirsi gli acquirenti, tutti i metodi sono ammessi per l’accaparramento dello scarso ossigeno a disposizione. E’ uno scontro tattico e strategico che si presta a repentini cambiamenti di fronte: purtroppo la zona Euro, attore con minore elasticità, sarà destinato ad una sicura sconfitta malgrado i fondamentali non siano di certo i peggiori.

mercoledì 12 maggio 2010

I NOVELLI ICARO

L’articolo di Perotti “Rating e hedge falsi bersagli” sul Sole 24 Ore di Sabato scorso è un articolo esemplare: nel senso che dimostra come i principi di logica aristotelica siano considerati dai sommi economisti come quisquilie, inutili orpelli. I Nostri si librano come novelli Icaro nel cielo della libertà, slegati dalla logica, non più vincolati dal principio di non contraddizione: peccato che il sole della realtà alla fine sciolga le ali di cera.
Per chi non lo avesse letto (non sapete cosa vi siete persi), vi era una difesa ad oltranza delle agenzie di rating e dei fondi hedge. Il simpatico Perotti (era visibile una sua foto sorridente che suscitava sentimenti di cordialità), per liberare Moody’s, dalle vili accuse di aver scatenato speculazioni ribassiste scrive:” le informazioni necessarie per farsi un’idea sono accessibili a chiunque abbia una connessione internet..davvero i politici pensavano che migliaia di analisti di tutto il mondo aspettavano questo report per essere preoccupati per le banche europee?”. Perdonatemi se oso, indegno come sono per interpretare simili geniali asserzioni, tradurre per noi comuni mortali. In parole povere, è stato semplicemente un caso se dopo il report è partito l’attacco, perché l’opinione delle agenzie di rating vale molto poco.
Poiché le perle di saggezza si attraggano e si concatenano Perotti, commentando l’idea di introdurre un agenzia di rating Europea statale, si chiede con la fine retorica che caratterizza i grandi pensatori:”quale autorità una simile agenzia può avere nel valutare i Titoli di Stato dei paesi UE?”. Mi permetto di aggiungere che avrebbero la medesima autorità che hanno le agenzie di rating di giudicare i Titoli USA e UK, tuttora caratterizzati dal grado di massima affidabilità.
Mettendo da parte il ruolo di filosofo della logica libera da pregiudizi, Perotti riprende il ruolo di rinomato docente di economia spiegandoci che non è vero che gli hedge funds guidino con sapienza la manina del ribasso perchè:”Politici, media e purtroppo molti operatori di mercato si dimenticano anche che i prezzi degli asset possono scendere senza che nessuno speculi al ribasso, semplicemente perché molti decidono di vendere”..insomma quanto è accaduto è una semplice conseguenza di una offerta superiore alla domanda, un usuale mercato razionale Walrasiano.
Collegando le asserzioni precedenti abbiamo che l’autorevole Moody’s ha dato indipendenti giudizi che però nessuno ascolta. Casualmente è accaduto che, per semplice legge di mercato, i venditori hanno venduto, ma nessuno ha speculato.
Amici cari i tempi cambiano: è passata l’era dei sillogismi aristotelici, è giunta l’ora degli anti-sillogismi perottiani. Ciò che mi amareggia è che sono venuto soltanto per caso a conoscenza di simili rivoluzionari approcci alla logica. Essendo un docente moderno, mi piacerebbe che qualcuno di voi mi aiutasse a sistematizzare gli anti-sillogismi in modo tale da poter comunicare tale rivoluzionario concetto ai ragazzi. Un anti-sillogismo potrebbe essere:” E’ da una settimana che splende il sole. Ti ho fatto lo sgambetto e casualmente sei caduto. Ma la colpa è della pioggia”.


P.S. E’ da mesi che mi prodigo ad interpretare l’Economia mediante analogie con la Fisica. E’ bastato un articolo di carattere mistico-religioso ed ho subito raggiunto il record di 1163 visitatori e di 2242 pagine viste.

domenica 9 maggio 2010

ORDO AB CHAO

Qualsivoglia sia la reazione dei mercati alle difficili decisioni prese dal summit dei governi europei, sento la necessità di fare alcune considerazioni.
La Settimana scorsa sarà ricordata come l’incipit della fine, come l’inizio del conto alla rovescia. Un tornado ha attraversato con imprevedibile violenza i mercati borsistici trasformandoli in lande desolate: si è dimostrato come anche l’ultimo fortino possa essere violato a piacimento. Fluttuazioni enormi, oscillazioni mai viste hanno rivelato come il fragile equilibrio che si era stabilito dopo la prima ondata della crisi sistemica sia ormai in uno stato di totale decomposizione.
Come l’Estate del 1939, la Storia sta procedendo con rapido passo di fronte a noi, spettatori impotenti e spesso distratti dal circo mediatico. Cosi’ come accaduto ai passeggeri del Titanic poco prima dell’esiziale schianto, un freddo raggelante rivela che l’iceberg è quanto mai vicino. Il tempo sta accelerando e gli eventi si susseguono con sempre maggiore velocità.

Il segnale è stato lanciato forte e chiaro: è giunta l’ora del grande caos. Momenti di quiete si alterneranno ad uragani in un crescendo di fibrillazione, mentre il vortice del fallimento dei titoli sovrani ci attirerà con una intensità sempre maggiore.
Una battaglia cruenta si sta combattendo: due schiere di vampiri (prima in perfetta simbiosi) si affrontano senza esclusione di colpi lasciando cumuli di macerie e rovine fumanti. Da un lato chi preferisce continuare a succhiare il sangue da un corpo morente uccidendolo lentamente, dall’altro chi desidera distruggere il corpo ormai esanime in un apoteosi di cupio dissolvi. La lotta è tremenda e sotto i colpi inferti le autorità politiche si muovono dominate dalla paura, come impotenti marinai di una piccola barca trascinata da alti cavalloni. In ogni Stato funzionari prezzolati contribuiscono a gettare benzina sul fuoco fiaccando la resistenza; seminatori di zizzania e vili traditori, sotto la promessa di essere adeguatamente ricompensati, si sono trasformati in servili esecutori di ordini secondo il motto del divide et impera. Qualsivoglia schieramento vincerà, la morte del sistema è certa: resta da decidere se avverrà per lenta agonia o per eutanasia.
Si sta avvicinando l’ora dell’ombra più lunga ed i servi del principe di questo mondo si stanno scatenando. I draghi che hanno sputato fuoco infiammando il mondo sono in procinto di dipingere di bianco i loro cavalli neri: presto si trasformeranno in candidi cavalieri che verranno acclamati per ristabilire l’ordine. Le folle affamate, disorientate e spaurite preferiranno una schiavitù sulfurea rispetto all’anarchia che seguirà alla caduta del sistema. Il lupo famelico, dopo aver razziato una grande moltitudine di pecore, si travestirà da buon pastore ingannando le pecore superstiti che verranno a loro volta presto sbranate.
Di fronte al potere delle tenebre non ci si può affidare semplicemente agli uomini di buona volontà: il punto di non ritorno è stato ormai superato. L’unica salvezza è la Regina della Pace, la Rosa Mistica. Riprendiamo in mano la Coroncina del Santo Rosario recitando con Fede il Saluto dell’Angelo alla Vergine Immacolata.

giovedì 6 maggio 2010

FLUTTUAZIONI DEI MERCATI OBBLIGAZIONARI E PUNTO CRITICO

Questo articolo è stato pubblicato da Wall Street Italia. Riassumo alcuni concetti espressi in post precedenti al fine di evidenziare come il nuovo terreno di battaglia sia il mercato obbligazionario. Quanto scritto è la naturale continuazione della battaglia dei titoli sovrani.


La maggior parte degli osservatori reputa il mercato azionario l’indicatore privilegiato dello stato della crisi. Non e' cosi'.
In Fisica è noto come ogni particella debba essere rivelata con opportuni strumenti. Qualora cercassimo di acchiappare i neutrini usando retini per farfalle non osserveremmo nulla. Ciò non significa che i neutrini non esistono: si è semplicemente sbagliato lo strumento rivelatore.
I mercati azionari sono ormai completamente distaccati dal sistema reale e le fluttuazioni dei mercati obbligazionari sono semplici oscillazioni che servono a trasferire risorse dal parco buoi verso gli agenti informati. In questo senso i mercati azionari non sono più un indicatore della crisi. La FED è pesantemente intervenuta nel mercato azionario guidandolo con sapienza, mediante un classico effetto leva, onde consentire, mediante poche (si fa per dire) centinaia di miliardi di dollari, una adeguata ricapitalizzazione del sistema finanziario.
Il vero terreno di battaglia si è spostato nel mercato obbligazionario, in particolare nella guerra per l’acquisto delle bombole di ossigeno per gli stati: la battaglia dei titoli sovrani. Le fluttuazioni dei mercati obbligazionari sono ben più pericolose. L’attacco contro la Grecia è ormai un caso da manuale con un meccanismo ben oliato: si attaccano i punti deboli della zona Euro, si fanno volare i rendimenti obbligazionari, si gonfiano i CDS e, nel contempo, per contraltare, si impone il dollaro come moneta di rifugio.
Ma il troppo è troppo: sottoporre a sollecitazioni sempre più ampie un sistema rigido come l’euro sta celermente conducendo la moneta unica verso il punto di rottura. Continuare la speculazione contro l’euro onde consentire la vendita dei TBills USA è ormai divenuto rischioso come buttare un cerino acceso dentro una pompa di benzina.
Nel momento in cui la fluttuazione sui Titoli di Stato amplificata dagli speculatori raggiunge una soglia critica il sistema esibirà una transizione di fase. Un repentino flusso di informazioni si propagherà per l’intero sistema mutando il suo stato termodinamico. Non si creda di poter isolare il possibile default della Grecia in un compartimento stagno sterilizzando il resto del sistema Euro. L’eventuale fallimento determinerà un effetto domino che contagerà in modo repentino molti altri paesi della zona Euro (Portogallo, Irlanda e Spagna, detti PIIGS) e poi si espanderà come un virus inarrestabile fino ai pachidermi: Gran Bretagna ed USA in primis.
L’errore (e direi anche l’orrore) degli economisti classici è credere che in il tempo sia omogeneo. In prossimità di una transizione di fase il tempo corre: ghiacciata una porzione di sistema, l’intero sistema celermente congelerà.
Si sono lanciati generici allarmi sul deterioramento dei conti pubblici, credendo che il tempo giochi a proprio favore consentendo graduali e poco dolorosi aggiustamenti; ormai il tempo dell’economia non si misura più in anni, tutto sta accelerando. Gli eventi precipitano: il punto critico è vicino e nei prossimi mesi (se non addirittura settimane) si ballerà parecchio.

mercoledì 5 maggio 2010

IL VISPO ROMANO

Qualche giorno fa improvvisamente un abbiocco mi ha colpito. Ero convinto che il colpo di sonno fosse dovuto ad un qualche virus oppure ad una forma di stanchezza tipica nei periodi di cambiamento di stagione. Nulla di tutto ciò; in verità la causa scatenante del torpore era la voce mugugnante che di sottofondo sentivo dalla radio accesa: stavano intervistando Romano Prodi su Radio 24 a proposito della crisi che incombe sulla moneta unica.
Conscio dell’importanza dell’interlocutore mi sono sforzato di prestare attenzione alle sempre illuminanti parole del Professor Prodi che, con la usuale foga di un bradipo alla moviola, stava affermando “Non è l’Euro che è debole; è il caos che c’e’ dentro l’Euro che lo indebolisce”.
Si narra che per sembrare intelligente bisogna dire cose che nessuno capisce; dalla suddetta frase ho avuto la conferma come il Professore sia una delle menti più geniali mai partorite dal genere umano.

Non contento delle esoteriche parole, il Professore vaticinava (..almeno credo..poiché il sonno, come il velo d’oscurità che vince la luce dopo il tramonto, stava avvolgendo sempre più la mia mente nel torpore) che l’Euro era ormai una realtà irreversibile e che, passata la nuvola passeggera, il sole della moneta unica avrebbe continuato ad illuminarci. Un po’ come Hitler che muoveva le divisioni ormai distrutte dal suo bunker organizzando improbabili controffensive contro l’esercito sovietico ormai giunto alle porte di Berlino, Prodi ci ha assicurato che tutte le contromisure erano state prese e che l’Euro sarebbe tornato più forte di prima.
Non mi posso dimenticare quando, giulivo come non mai, alla fondazione della moneta unica, il Professore ne celebrava l’avvento dichiarando che, grazie all’Euro, non vi sarebbero state più guerre tra i paesi fondatori. Come dire che, per non litigare con il proprio vicinato, bisogna abbattere le pareti di casa per andare a vivere tutti insieme appassionatamente. In quel periodo contestare la sensatezza dell’Euro era quasi un atto di lesa maestà…da allora di acqua sotto i ponti ne è passata parecchio.
Vi giuro che non ho nulla di personale contro Prodi; provo anzi una istintiva simpatia per la sua paciosa faccia pacioccona da buon curato di campagna. Mi sembra pure una persona intelligente, come lo sono i suoi fratelli (il libro di Analisi Matematica scritto dal Giovanni Prodi è uno dei più belli in circolazione). Ma non c’è nulla di peggio di chi, come l’ultimo guerriero giapponese disperso nelle isole del Pacifico, non si rende conto (perché follemente innamorato delle proprie teorie) di ciò che sta accadendo: l’Euro sta fallendo perché non poteva essere diversamente in base ai suoi atti costitutivi. Trattasi di una creatura ibrida, innaturalmente rigida, termodinamicamente folle; è una camicia di forza, un cappio che sta impiccando le economie dei singoli paesi. Allorché si vuole imporre un dogma che non ha alcun fondamento, la realtà presenta presto il suo conto.
Quando siamo entrati nell’Euro gli illuminati fondatori ci hanno raccontato che un sogno era divenuto realtà; la verità è che la realtà si sta trasformando in un incubo.

lunedì 3 maggio 2010

CHAMPAGNE PER TUTTI

Come previsto la Grecia verrà salvata con i nostri soldi. Naturalmente ha promesso che la strada del risanamento pubblico verrà intrapresa, ma è un segreto di Pulcinella il fatto che non verrà mantenuto alcun impegno. Avanti fino alla successiva minaccia di default sovrano…
Purtroppo non siamo noi il prossimo della lista: prima vi sono quantomeno Portogallo, Spagna ed Irlanda. Rischiamo di arrivare tardi, dobbiamo sbrigarci perché i soldi stanno per terminare. Dobbiamo impegnarci, correre in uno sforzo all’unisono. In altre parole la parola d’ordine è una sola: dobbiamo farci salvare subito dopo la Grecia, dobbiamo superare la fila (..tra l’altro quando mai in Italia si sono rispettate le file).
Un paio di idee li ho: undici mesi di aspettativa obbligatoria per tutti (naturalmente pagati con uno stipendio doppio) ed un mese di ferie facoltative. Per chi non ha lavoro, nessun problema..la soluzione è a portata di mano. Basta far piovere pensioni di invalidità per tutti. Al fine di rimuovere le fastidiose pastoie burocratiche basterà autocertificare il proprio stato di invalidità onde ricevere subito il giusto dallo Stato (..siamo uomini di mondo, nessuno di noi si meraviglierebbe nel vedere ciechi che guidano e sordi che rispondono al telefono). Per chi non ha casa..anche qui presto detto: crociere a spese dello Stato, alloggi in residence di lusso in giro per il mondo e notti da sogno (allietate da bottiglie di Champagne delle migliori annate) nelle suite più lussuose.

Naturalmente non pretendo che le mie proposte siano le migliori per garantire un adeguato tenore di vita al nostro valoroso popolo, ma credo che possano essere un buon inizio.
Ad occhio basteranno tre mesi (forse un po’ meno) per sbragare definitivamente i conti dello Stato ed arrivare ad uno stato terminale come la Grecia: arriveremo ad un debito del 150% del PIL ed un deficit del 18%.
E qui inizia il divertimento: poiché non si è fatto fallire la Grecia (per evitare immense perdite delle banche), non potranno certo far fallire noi (con 600 Miliardi di nostro debito pubblico che danzano allegri per il mondo). Insomma i Crucchi lavoreranno per mantenerci. Certo..inizialmente tituberanno, mugugneranno, protesteranno, minacceranno ma poi finiranno con lo scucire.
Ovviamente anche noi, come la Grecia prometteremo un piano di lacrime e sangue: l’aspettativa dovrà essere ridotta a 10 mesi e 29 giorni (poiché siamo furbi ridurremo il mese di Febbraio e cosi’ li freghiamo), mentre, per rendere più difficile la pensione di invalidità, la certificazione dovrà essere controfirmata dal coniuge del richiedente. Ma, dopo aver ricevuto il generoso emolumento, continueremo a divertirci (come prima e più di prima) per qualche altro mese: come si suol dire, passata la festa gabbatu lu Santu.
Mettetevi nei panni di un passeggero sul Titanic. Qualora avesse saputo la fine che lo aspettava sicuramente non avrebbe fatto il taccagno litigando per il prezzo del caviale. Sia le cicale che le formiche annegheranno allorché arriverà il diluvio dei default sovrani: quanto vale cantare e suonare in attesa dell’inevitabile ed allora…Champagne per tutti.