giovedì 6 maggio 2010

FLUTTUAZIONI DEI MERCATI OBBLIGAZIONARI E PUNTO CRITICO

Questo articolo è stato pubblicato da Wall Street Italia. Riassumo alcuni concetti espressi in post precedenti al fine di evidenziare come il nuovo terreno di battaglia sia il mercato obbligazionario. Quanto scritto è la naturale continuazione della battaglia dei titoli sovrani.


La maggior parte degli osservatori reputa il mercato azionario l’indicatore privilegiato dello stato della crisi. Non e' cosi'.
In Fisica è noto come ogni particella debba essere rivelata con opportuni strumenti. Qualora cercassimo di acchiappare i neutrini usando retini per farfalle non osserveremmo nulla. Ciò non significa che i neutrini non esistono: si è semplicemente sbagliato lo strumento rivelatore.
I mercati azionari sono ormai completamente distaccati dal sistema reale e le fluttuazioni dei mercati obbligazionari sono semplici oscillazioni che servono a trasferire risorse dal parco buoi verso gli agenti informati. In questo senso i mercati azionari non sono più un indicatore della crisi. La FED è pesantemente intervenuta nel mercato azionario guidandolo con sapienza, mediante un classico effetto leva, onde consentire, mediante poche (si fa per dire) centinaia di miliardi di dollari, una adeguata ricapitalizzazione del sistema finanziario.
Il vero terreno di battaglia si è spostato nel mercato obbligazionario, in particolare nella guerra per l’acquisto delle bombole di ossigeno per gli stati: la battaglia dei titoli sovrani. Le fluttuazioni dei mercati obbligazionari sono ben più pericolose. L’attacco contro la Grecia è ormai un caso da manuale con un meccanismo ben oliato: si attaccano i punti deboli della zona Euro, si fanno volare i rendimenti obbligazionari, si gonfiano i CDS e, nel contempo, per contraltare, si impone il dollaro come moneta di rifugio.
Ma il troppo è troppo: sottoporre a sollecitazioni sempre più ampie un sistema rigido come l’euro sta celermente conducendo la moneta unica verso il punto di rottura. Continuare la speculazione contro l’euro onde consentire la vendita dei TBills USA è ormai divenuto rischioso come buttare un cerino acceso dentro una pompa di benzina.
Nel momento in cui la fluttuazione sui Titoli di Stato amplificata dagli speculatori raggiunge una soglia critica il sistema esibirà una transizione di fase. Un repentino flusso di informazioni si propagherà per l’intero sistema mutando il suo stato termodinamico. Non si creda di poter isolare il possibile default della Grecia in un compartimento stagno sterilizzando il resto del sistema Euro. L’eventuale fallimento determinerà un effetto domino che contagerà in modo repentino molti altri paesi della zona Euro (Portogallo, Irlanda e Spagna, detti PIIGS) e poi si espanderà come un virus inarrestabile fino ai pachidermi: Gran Bretagna ed USA in primis.
L’errore (e direi anche l’orrore) degli economisti classici è credere che in il tempo sia omogeneo. In prossimità di una transizione di fase il tempo corre: ghiacciata una porzione di sistema, l’intero sistema celermente congelerà.
Si sono lanciati generici allarmi sul deterioramento dei conti pubblici, credendo che il tempo giochi a proprio favore consentendo graduali e poco dolorosi aggiustamenti; ormai il tempo dell’economia non si misura più in anni, tutto sta accelerando. Gli eventi precipitano: il punto critico è vicino e nei prossimi mesi (se non addirittura settimane) si ballerà parecchio.

16 commenti:

  1. Attenzione: attack to Italy
    http://lagrandecrisi2009.blogspot.com/2010/05/attenzione-attack-to-italy.html

    M

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  2. penso che nella storia dell'uomo nessuna generazione abbia visto il trascorrere del 'suo' periodo in tutta tranquillita'.
    Noi ci eravamo vicini..peccato.
    Gianpi

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  3. Ciao Leon

    ho letto di un cds sulla regione Sicilia (saremmo al 22,8 % di probabilità di default).
    Ma cosa vuol dire, siamo quotati anche noi? Nessuno ne ha mai parlato, almeno credo.

    http://www.cmavision.com/market-data

    F. dalla Sicilia

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  4. Caro amico siculo,
    noi in Sicilia ce ne freghiamo dei CDS...
    abbiamo agrumi, granite, sole, mare, pesce e bella gente..i CDS sono problemi nordici.
    Scherzi a parte, io non prenderei bond emessi dalla Sicilia neanche se me li regalassero.
    Comunque si, lo sapevo che esistevano.

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  5. Il problema non è: se comprare o meno emissioni sicule, ma restituire il debito già contratto dalla nostra cara Regione.

    vedi
    http://thecynicaleconomist.com/?p=14015

    Però, che onore, siamo l'unica regione, in mezzo a tanti stati nazionali.

    F.

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  6. Anonimo delle 11.42.
    Applichiamo l'articolo quinto: chi ha i soldi in mano vince!
    r.

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  7. buongiorno Leon,
    non mi è chiara l'evoluzione che prevedi per i corsi obbligazionari.

    grazie per il tuo prezioso lavoro

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  8. Caro Leon

    dopo qualche mese di elucubrazioni sono giunto alla conclusione che il tuo ragionamento di fondo sull'Euro è corretto. Sono sempre stato un grande sostenitore dei concetti fondamentali che hanno portato alla "moneta unica" (come ho scritto in tanti post anche in questo blog) ma effettivamente la realtà dei fatti non lascia che una conclusione: esperimento fallito.

    Da bravo scienziato va riconosciuto che, nonostante mi sia sempre piaciuta l'idea dell'europa monetaria, di una moneta forte comune, della stabilità dei cambi, i dati di fatto e la realtà delle cose non vanno come la teoria aveva postulato.

    Ci siamo incatenati e abbiamo lasciato sfumare i brevi vantaggi (quello che succederà adesso all'Italia sarebbe successo prima fuori dall'Euro) ottenuti nella partecipazione al progetto Euro lasciando il campo a egosmi nazionali, a trucchi contabili ed ai soliti poteri forti. Per quanto possa valere, per me rappresenta una triste e dura presa di consapevolezza (non sono mai stato un idealista, ma speravo ancora che il progetto Euro avesse un futuro).

    Anche il comunismo poteva vantare bellissime idee di fondo ma è sempre fallita miserabilmente la sua applicazione pratica.E' successa la stessa cosa con l'Euro e purtroppo il conto sarà salato.

    Ora lascio spazio a nuove idee per capire come possa la situazione assestarsi senza causare un impatto sulla qualità della vita di tutti... ma sinceramente non vedo grandi vie di fuga, a parte stringere la cinghia e lottare dal basso per creare nuovo valore in modo sano e durevole.

    Un cordiale saluto con stima

    JacK

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  9. siyuazione si fa preoccupante... m
    http://ilpunto-borsainvestimenti.blogspot.com/2010/05/il-crollo-del-mercati-americani-non-e.html

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  10. anche perchè la Germania non starà a guardare passivamente mentre le rompono il giocattolo. Il crollo di due giorni fa del DJ mostra chiaramente che ci sono altre forze in campo, e che anche gli USA devono stare attenti ad attacchi distruttivi nei loro possedimenti.
    Anche perchè la risposta tedesca alla crisi greca sarà una ristrutturazione del suo debito pubblico accollandone una parte consistente alle banche. E sappiamo bene chi è ad avere il sistema finanziario più sviluppato.

    Arsan

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  11. Caro Jack,
    le Tue osservazioni in qualche modo riproducono la mia evoluzione. Anche io non ero pregiudizialmente contrario all'Euro..anzi.Che lavoro fai?
    Con affetto
    Leon

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  12. Per Arsan,
    darò una mia interpretazione Lunedi'
    Grazie

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  13. Caro Yuma,
    è in atto la guerra dei titoli sovrani. L'ossigeno è poco e tutti boccheggiano. Alcuni stati in breve avranno seri problemi nella vendita dei Bond.
    Una Santa Domenica

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  14. Buon Domenica

    la mia distanza emozionale sia dall'ue, che dall'euro, a partire dal referendum dell' 89 se nn ricordo male, mi riempie di una tardiva "gioia" in questi giorni.
    Mi anche un po' di coraggio a me stesso dicendomi, dai Carlo, in fondo due occhi ce li hai anche tu......

    Caro Leon, mi piacerebbe avere presto (magari anche per questo pom.) un suo articolo sulle conseguenze delle scelte BCE per la gente comune.
    Mi pare eviteranno i default, monetizzando il debito.
    Forse ci sara' a breve deflazione e poi iperinflazione?
    E i tempi??

    Grazie dell'attenzione,

    CC - CH

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  15. Caro Leon

    sono socio in uno studio romagnolo di progettazione focalizzato principalmente sull'automazione industriale ed industrializzazione di prodotto. In pratica un imprenditore/tecnico/tuttofare che spesso viene messo a valutare le idee pazze nostre o di qualche cliente. Insomma faccio lo "scienziato" del gruppo e mi capita non di rado di smorzare gli entusiasmi davanti a potenziali rivoluzioni industriali che potroppo alla prova dei fatti... non vanno.

    La mia presa di consapevolezza sull'Euro è stata dura. Sono un fan dei "passi in avanti", delle "conquiste del mondo civilizzato", guardo con intensi sospiri al limite della lacrima i documentari che descrivono i progressi dell'uomo, le sue scoperte e le sue innovazioni. Sono un feticista di Discovery Channel.

    Purtroppo mi sento schiacciato da questa realtà dove la cosa migliore che possa succedere è che rimanga tutto uguale. Non sopporto che gli eventi che potrò raccontare ai miei figli con un "io l'ho visto" o "io ero presente" sono atti di pura devastazione, tragedie naturali o crolli economici. Possibile che la nostra vita sia scandita solo in questo modo ?

    Non pretendo che il mondo sia un nuovo eden, lasciamo stare l'inesorabile crescita di degrado, lasciamo stare le diseguaglianze sociali... ma uno, almeno un evento, che possa renderci orgogliosi di averlo visto e vissuto lo vorrei.

    Non pretendo neanche molto, mi attacco alle piccole cose: ultimamente ho seguito l'entrata in servizio dell'LHC, una macchina che può dirsi un grande traguardo del mondo. un successo di tutti nonostante i sudori e le fatiche per metterla in moto (ti prego, se non sei un fisico delle particelle potresti giustamente odiarla dato i soldi che risucchia togliendoli al resto della ricerca... concedimi però di tenerla come esempio positivo, altrimenti cado in depressione).

    L'Euro per me era l'equivalente economico dell'LHC, un passo in avanti di tutti, un "grande evento" che potevo ricordare con orgoglio... per questo mi è costato molto caro rinunciarci !

    Scusa lo sfogo nel tuo blog.

    Saluti

    Jack

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  16. Caro Jack,
    una sola obiezione..
    il blog non è mio; è un luogo di discussione aperto alle libere (purchè espresse con cortesia ed educazione) di tutti.
    Ricambio i saluti

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