domenica 23 maggio 2010

LA STELLA POLARE

L’eccesso di informazioni, in assenza di un opportuno codice codificatore, è foriero di assoluta confusione. Si rischia di perdere il proprio tempo sul singolo albero, dimenticando un approccio olistico che consenta di orientarsi nell’evoluzione dell’intera foresta. Bisogna osservare la stella polare per ritrovare i punti cardinali.

E’ già da tempo che scrivo come la vera questione sia ormai la battaglia dei titoli sovrani, la necessità di foraggiare i deficit crescenti. La tremenda lotta delle aste titoli di Stato è sottoposta ad una semplice legge di domanda ed offerta. L’attore principale è rappresentato dagli USA per un duplice motivo: un deficit enorme, sia in termini assoluti che relativi, ed una potenza politica e militare insormontabile.
Semplificando, ipotizzando che gli attuali possessori di titoli siano disposti a rinnovare l’intero pacchetto in mano, consideriamo domanda la quantità dei TBills in scadenza e come offerta l’ammontare delle nuove emissioni (per comodità consideriamo un approccio settimanale).
Allorché l’offerta è superiore alla domanda (praticamente quasi sempre in virtù del deficit crescente) vi sono due strade percorribili: abbellire la propria torta (ossia aumentare di molto il rendimento) oppure aumentare il proprio potenziale di attrazione a scapito del competitore (la zona Euro) diffondendo notizie che la pasticceria vicina vende merce avariata (attraverso le agenzie di rating, ormai ridotti al rango di semplici esecutori degli ordini della FED).
Per ovvi motivi la prima alternativa è improponibile; viceversa la seconda strada, soprattutto per la debolezza politica della zona Euro, rappresenta un sentiero apparentemente privo di ostacoli. Tale sentiero viene percorso con pervicacia tanto più grande quanto più elevata è la duration dei titoli da piazzare.
La settimana appena passata ha registrato (caso più unico che raro) una eccedenza dell’ammontare in scadenza (99 Miliardi Di $ ) rispetto alle emissioni (81 Miliardi di $ tra l’altro a brevissima duration). Non a caso, malgrado le violente oscillazioni, si è registrato un aumento dell’Euro. Sembrerebbe quasi che il massimo relativo dell’Euro sia stato costruito ad hoc in occasione dello storno della settimana prossima, nella quale vi sarà un’elevata asimmetria tra domanda (soli 130 Miliardi in scadenza) ed offerta (192 Miliardi in Emissione di cui 42 con duration due anni, 41 con duration di 5 anni e 31 con duration 7 anni..durate elevate visti i tempi che corrono).
In parole povere, in base a questo semplice modello discusso, il minimo relativo dell’Euro dovrebbe essere raggiunto nella giornata di Giovedi’ 27 Maggio, allorché è prevista l’asta dei 31 Miliardi con duration 7 anni (magari con un parziale recupero il Venerdi’, giornata nella quale non sono previste aste USA). Giovedi’ prossimo dovremmo quindi avere un Euro più debole rispetto a 1.258 che rappresenta l’ultima quotazione.
Ovviamente non ci si aspetti un trend regolare; sarà probabilmente il punto d’arrivo di un percorso sottoposto a forti fluttuazioni. Il contesto è in rapidissima evoluzione, stiamo vivendo una transizione di fase dell’intero sistema economico ed i patterns di correlazione mutano in continuazione.
Quanto detto non tarderà ad avere una prima verifica sperimentale, basterà aspettare la fine della settimana prossima. Ai posteri l’ardua sentenza.

P.S. Vi ricordo che in nessun modo questo post vuole essere un consiglio d’investimento. Questo blog, come chiaramente indicato nel disclaimer, è semplicemente un luogo di discussione in cui esprimo le mie sempre opinabili osservazioni.

10 commenti:

  1. Ma il punto di arrivo finale di tutto cio' che cosa sara'?? lo scoppio della bolla delle obbligazioni statali e non??
    che fare concretamente? stare a guardare? rincorrere debiti piu' sostenibili??? valute piu' serie? X lei l'euro mi pare senza via di scampo dato il differenziale politico-militare tra le due aree. Il gioco e' evidentemente nn ad armi pari...

    Grazie

    CC

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  2. Carissimo ZING hai centrato in pieno come sempre il nocciolo della questione base, ovvero la forza relativa delle 2 valute USD ed EUR e la sostenibilita del rispettivo debito.Gli USA hanno la necessita che qualcuno sostenga i treasuries in un momento di QE massiva, al cotrario l'euro una non moneta ha come sottostante dei titoli di stato di uno stato che non esiste, e se l'euro si svalutasse del 50-60% ? se la germania e la francia tornassero alla loro vecchia moneta ? i debiti contratti dalle proprie banche su questa valuta inesistente si svaluterebbe di conseguenza fregando i possessori di tali titoli ma alleggerendo il debito, e gli americani ? beh loro avrebbero la certezza di avere tutte le aste piene senza che la FED si debba comprare con dollari creati come al solito dal nulla. I rumors sul ritorno del marco e del franco non sono poi cosi campati in aria, le dichiarazioni della Merkel e la chiusura degli short anche sui bund in germania di mercoledi scorso sono un avvisaglia della prossimam Lehman dell'euro
    Luibenat

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  3. Per Luibenat,
    gentile come al solito.
    Grazie mille

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  4. Per CC,
    temo che sia una lotta, come correttamente dice, impari. Tanto più sarà difficile per gli USA foraggiare il crescente debito, tanto più l'Euro verà sollecitato. Per una creatura rigida, le sollecitazioni, alla lunga sono distruttive.

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  5. Mi scusi ma stando così le cose bisogna dedurre che dal Novembre 2001 al Maggio 2008, periodo in cui l'euro è passato da 0.9 a 1.6 contro il dollaro, non ci sono state aste di titoli di stato degli U.S.A.!!! Grazie, Marco.

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  6. gentile Leon,

    grazie per il suo intervento.
    Se la prospettiva dello scontro tra il rompighiaccio usa e il peschereccio euro, nn lascia ombra di dubbio, nn riesco a cogliere il risultato di insieme e finale di questa situazione.

    Una nuova stagione imperiale usa e del dollaro?? Fittizzia? per quanto tempo???

    Alcuni parlano di esplosione della bolla dei debiti statali e nn, altri di un deprezzamento delle valute contro beni concreti e nn zavorrati da debito come oro o argento o beni fisici.

    Altri di deflazione distruttiva. altri di iperinflazione...

    Capisco che e' complesso spingersi in certe prospettive, ma credo che lei una idea chiara l'abbia.

    Potrebbe essere l'occasione di un post??

    Nn ho gli strumenti scietifici e di analisi che lei dispone, tuttavia nn posso nn esprimerle solidarieta' per quei post nei quali introduceva anche una certa visione di fede negli scenari economici e monetari da lei analizzati.

    In fondo pagheremo per aver snaturato il senso del lavoro e del giusto e onesto guadagno.

    Cordialita' e saluti dalla Cofederazione.

    CC

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  7. Solo un dubbio: quanta moneta possono emettere gli Usa a fronte delle mancate sottoscrizioni in asta? Quello e' il limite della guerra!
    Non c'e' valore nell'euro e neppure nel dollaro ....

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  8. Caro Marco non ho mai detto che il cambio è sempre dipeso dalle aste dei Titoli. Ma ora, purtroppo si.

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  9. Per l'Anonimo,
    effettivamente la FED (si guardi il balance sheet) ha finora compensato il mancato acquisto degli indirect bidders. Ma a tutto c'e' un limite. Quale sia non lo so, ma temo che non sia lontano.

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  10. Per CC
    ricambio con affetto i saluti alla Confederazione.
    Paradossalmente deflazione ed iperinflazione sono due facce della stessa medaglia. Attualmente siamo in deflazione, in futuro non lo so. Uno tsunami è sempre preceduto da un ritiro delle acque. Scriverò un post appena posso.

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