Malgrado le affermazioni peregrine dei sostenitori dell’ipotesi di mercato efficiente (accademici tronfi incapaci di pensare), la speculazione non è un’entità astratta.
Esistono invece vili profittatori, parassiti pronti a succhiare il sangue delle prede più deboli, uomini grigi che stanno rubando il tempo delle economie ed il futuro delle generazioni. Simili loschi personaggi, dopo aver determinato la crisi sistemica, stanno imponendo tagli all’economia reale. Stanno succhiando energia dall’economia reale per far continuare a sopravvivere la dis-economia virtuale.
E’ l’ora delle decisioni irrevocabili: misure drastiche devono essere prese, radicali scelte devono essere compiute.
Allorché l’Italia entrò nella moneta unica e le monete nazionali vennero soppiantate, qualsiasi timida reazione all’esaltazione collettiva (guidata da potenti mani) venne messa al pubblico ludibrio. Anni particolari percorsi da eventi singolari precedettero quella decisione (vennero compiuti atti in confronto ai quali lo Yacht di Briatore e la casa di Scaiola rappresentano piccole monellerie di simpatici fanciulletti). In quel periodo affermare che l’Euro, cosi’ come era stato costruito, rappresentasse una camicia di forza, un’innaturale creatura rigida era considerato un attentato alla verità. Vigili controllori (poi adeguatamente ricompensati con onori, prestigio e potere) vennero piazzati affinché tutto procedesse come una parata festosa.
Tutti i nodi di quelle sciagurate decisioni sono ormai arrivati al pettine.
Di fronte alla tremenda guerra in atto non vi è altra strada che dichiarare default. Si preservino soltanto i titoli di Stato in mano ai piccoli risparmiatori italiani e si dichiari il default sugli altri (immantinente il debito verrebbe dimezzato). In fondo l’Italia è praticamente in pareggio di bilancio escludendo la voce del pagamento dell’interesse sul debito.
Mi rendo conto che una delle non secondarie conseguenze sarebbe la definitiva rottura dell’Euro: vi giuro che non piangerò lacrime di coccodrillo e non farò orazioni funebri di circostanza.
L’ideale, a quel punto, sarebbe nazionalizzare la Banca d’Italia acquistando il pieno controllo pubblico dell’emissione della moneta sovrana. La Storia insegna che fu proprio tale controllo uno dei principali motivi che permise all’Italia fascista di reggere l’onda d’urto della Grande Depressione che si diffuse a partire dal 1929.
Per mettere in atto simili decisioni servirebbe un governo di solidarietà nazionale costituito da patrioti; purtroppo i servi degli uomini grigi sono sempre molto numerosi.
Mi rendo conto che le precedenti affermazioni saranno considerate provocazioni di un buontempone. Fatelo pure, non mi opporrò certamente: d’altro canto, anche le mie critiche all’Euro inizialmente ricevettero un simile trattamento. Questa volta non passeranno anni per avere conferma della bontà di quanto detto: sarà sufficiente qualche mese, allorché altri sacrifici (sempre maggiori e sempre più inutili) verranno richiesti.
Purtroppo la guerra è ormai totale. Un default parziale è l’unica possibilità che ha l’Italia per emergere dall’acqua prima che i nostri polmoni brucino per assenza di ossigeno.
E’ l’ora delle decisioni irrevocabili: misure drastiche devono essere prese, radicali scelte devono essere compiute.Allorché l’Italia entrò nella moneta unica e le monete nazionali vennero soppiantate, qualsiasi timida reazione all’esaltazione collettiva (guidata da potenti mani) venne messa al pubblico ludibrio. Anni particolari percorsi da eventi singolari precedettero quella decisione (vennero compiuti atti in confronto ai quali lo Yacht di Briatore e la casa di Scaiola rappresentano piccole monellerie di simpatici fanciulletti). In quel periodo affermare che l’Euro, cosi’ come era stato costruito, rappresentasse una camicia di forza, un’innaturale creatura rigida era considerato un attentato alla verità. Vigili controllori (poi adeguatamente ricompensati con onori, prestigio e potere) vennero piazzati affinché tutto procedesse come una parata festosa.
Tutti i nodi di quelle sciagurate decisioni sono ormai arrivati al pettine.
Di fronte alla tremenda guerra in atto non vi è altra strada che dichiarare default. Si preservino soltanto i titoli di Stato in mano ai piccoli risparmiatori italiani e si dichiari il default sugli altri (immantinente il debito verrebbe dimezzato). In fondo l’Italia è praticamente in pareggio di bilancio escludendo la voce del pagamento dell’interesse sul debito.
Mi rendo conto che una delle non secondarie conseguenze sarebbe la definitiva rottura dell’Euro: vi giuro che non piangerò lacrime di coccodrillo e non farò orazioni funebri di circostanza.
L’ideale, a quel punto, sarebbe nazionalizzare la Banca d’Italia acquistando il pieno controllo pubblico dell’emissione della moneta sovrana. La Storia insegna che fu proprio tale controllo uno dei principali motivi che permise all’Italia fascista di reggere l’onda d’urto della Grande Depressione che si diffuse a partire dal 1929.
Per mettere in atto simili decisioni servirebbe un governo di solidarietà nazionale costituito da patrioti; purtroppo i servi degli uomini grigi sono sempre molto numerosi.
Mi rendo conto che le precedenti affermazioni saranno considerate provocazioni di un buontempone. Fatelo pure, non mi opporrò certamente: d’altro canto, anche le mie critiche all’Euro inizialmente ricevettero un simile trattamento. Questa volta non passeranno anni per avere conferma della bontà di quanto detto: sarà sufficiente qualche mese, allorché altri sacrifici (sempre maggiori e sempre più inutili) verranno richiesti.
Purtroppo la guerra è ormai totale. Un default parziale è l’unica possibilità che ha l’Italia per emergere dall’acqua prima che i nostri polmoni brucino per assenza di ossigeno.


Caro Leon
RispondiEliminai miei più sentiti complimenti per questo articolo in due tranche. Il tuo ragionamento è dolorosamente lampante.
L'Italia, con il suo immane debito in scadenza nei prossimi mesi, è in pole position per diventare la prima nazione euro-dipendente a dichiarare default. In positivo sarà questa la decisione che porrà fine al gioco, in negativo passeremo alla storia come il primo colpevole del default dell'economia globale. Sarà l'inizio di un cammino, sicuramente duro e povero per tutti, che però porterà forse a qualcosa di buono.
Non ho paura di faticare, non ho paura di perdere tanta della mia "qualità della vita" se questo è alla base di un nuovo inizio, piuttosto temo una lenta ed inesorabile sudamericanizzazione (per dirla alla BeatoTrader) della nostra economia con crescenti conflitti sociali.
Secondo me, messo alle strette Tremonti potrebbe cercare di optare per questa strada. Odia talmente le vie di mezzo che, previa opportuna campagna mediatica in cui la colpa del default non ricada sul governo, verrà bucato lo storno di un titolo del tesoro a qualche banca straniera innescando un default di fatto.
La gara a fare i finti virtuosi sarà presto sostituita dalla corsa al "trova la scusa per non pagare"... tutti i debitori cronici prima o poi ci passano.
Saluti
JacK
Non c'è comunque via d'uscita indolore da questa assurda situazione. Che si faccia default o meno il destino è purtroppo segnato. Qualora l'Italia dichiari default (anche parziale, ma sempre default...)la nuova valuta sovrana quanto varrebbe??? quante nuove lire "sovrane" ci vorrebbero per comprare un euro???? Una scelta del genere Lei pensa che "gli uomini grigi" che controllano il mercato e possono decidere i destini delle nazioni la prenderebbero bene???
RispondiEliminaL'Italia verrebbe distrutta dalla speculazione internazionale e sarebbe realmente la catastrofe! altro che austerity!!.....saremmo alla fame, come nel dopo guerra, uguale!
Prima di una scelta di questo tipo bisogna annullare tutti i derivati, e mettere in galera chi specula a certi livelli, rifondare completamente il casinò globale e trasformarlo da bisca criminale in qualcosa che sia al servizio dell'economia reale; allora sì la moneta "sovrana" potrebbe essere un idea.
P.S.: Non illudiamoci troppo sul miracolo della moneta sovrana o di stato, o del popolo, come la si voglia chiamare; perchè in passato non ha sempre funzionato, infatti quando questa è distaccata dall'etica del sistema politico non serve proprio a nulla! prima di tutto serve L'ETICA DEI GOVERNANTI, senza di quella non c'è moneta (sovrana, aurea,deperibile, ecc.ecc.) che tenga!
Saluti.
A.P.
Grazie ad entrambi per gli interventi assolutamente condivisibili. Apparentemente differenti, ma convergenti in caso di un rinnovamento etico.
RispondiEliminaCon stima
Io concotdo pienamente e mi compliemento per il coraggioso articolo. Ma la domanda rimane sempre nel vuoto. Dove trovare un gruppo dirigente con tali qualità?
RispondiEliminaConsiderando che oltre il 99% dei politici e delle figure di spicco sono burattini in mano proprio a quei burattinai e che... (tragedia!) il 70% della popolazione VUOLE PROPRIO essere presa per il naso...
CHI CI SALVERA'?
Quando il frigo sarà irrimediabilmente VUOTO sarà troppo tardi.
Come fare a mettersi un minimo al riparo?
Ancora complimenti e grazie.
Giacomo
per non essere considerato un buontempone servirebbe che argomentassi le tue affermazioni, ad esempio quelle sul supposto vantaggio di una nuova lira/dracma o quello che vuoi tu, con tanti zero e poco valore...
RispondiEliminasul piano dell'etica poi, sarebbe certo meglio che tu evitassi di "gridare all'untore", senza capire bene ciò di cui parli: le tue affermazioni sulla speculazione come male assoluto sono non meno tronfie e prive di fondamento di quelle degli accademici che tanto aborrisci, con l'aggravante che prima o poi qualcuno cominci a pensare che la ghigliottina sia lo strumento che ci vuole.
Sul fatto che siamo al punto in cui bisogna prendere decisioni politicamente e soprattutto elettoralmente "difficili" siamo d'accordo ma continuo a non capire in che modo una moneta virtualmente priva di valore sarebbe efficace nel sostenere una spesa pubblica e un debito fuori controllo.
@ A.P.: guarda che il problema non è convincere gli speculatori o gli "uomini grigi" ad accettare le nuove lire, ma tutte quelle persone nel mondo che ci vendono quello di cui abbiamo bisogno e vogliono in cambio qualcosa di tangibile, non carta e perline colorate.
Se abbiamo tanti bisogni e pochi soldi le alternative che vedo sono solo due:
- selezioniamo i bisogni ed eliminiamo quelli meno importanti
- ci prendiamo quello che ci conviene senza pagare ovvero rubiamo (si tratta poi di vedere come la prendono i derubati... )
Preferirei un rinnovamento etico rimanendo nell'euro...
RispondiEliminaPerche' a questo punto non si fa una bella secessione, con confine lazio molise umbria, magari con il nord ancora nell'euro....(ci terrebbero volentieri)
E' una provocazione...ma in molti lo pensano.
Saluti
ma, a proposito , della Grecia e del'Irlanda & Co non si sa piu' niente?
RispondiEliminaCordiali saluti
Geppetto
Gentile Katobleto,
RispondiEliminasi tenga l'Euro, gli speculatori, gli accademici economisti dell'equilibrio e viva felice e contento.
Amico caro, la svalutazione è un'arma che talvolta deve essere usata. Debitori che non controllono l'emissione di moneta sono spacciati per definizione.
Non dubito che lei sia molto intelligente, sono sicuro che Lei abbia studiato molto..purtroppo lo ha fatto sui libri sbagliati.
Con affetto e stima
Caro Giacomo,
RispondiEliminanon è una risposta facile. Purtroppo siamo entrati in un vortice che non può essere guardato da lontano.
grazie zingales per quello che scrivi vorrei solo aggiungere che di per se l'euro non è stata una cattiva idea ma andava perfezionata con l'unione federale dei debiti oltre a quella politica (ma fatta come è stata fatta non è servita ad unirci)
RispondiEliminacon simpatia
donato
ciao magnifico articolo........concordo in pieno
RispondiEliminasiamo sicuri che dopo una svalutazione o default che dir si voglia i nostri creditori
non ci farebbero sputare i soldi fino all'ultimo centesimo?!?
ricordo a tutti che dopo il 29 ebbe luogo la WWII.........;)
continua cosi'
sigfried
Prima i link a Movisol, ora le invettive contro i crudeli speculatori e l'elogio alla nazionalizzazione mussoliniana della Banca d'Italia. Mancano solo il signoraggio e il complotto demoplutogiudaicomassonico e questo blog finirà per assomigliare a quello di un Pascucci qualunque. Peccato, perchè i suoi riferimenti alla fisica sono sempre molto brillanti.
RispondiEliminaSignor K
Credo che si sia in piena "Legge di Murphy" e/o suoi corollari di cui accludo esempi presi da Wikiquote.
RispondiEliminaCari saluti
LF
* Teorema di Ginsberg:
1. Non puoi vincere.
2. Non puoi pareggiare.
3. Non puoi nemmeno abbandonare.
* Chiosa di Freeman al teorema di Ginsberg: Tutte le più importanti filosofie che cercano di dare un significato alla vita sono basate sulla negazione di una parte del teorema di Ginsberg. Per esempio:
1. Il capitalismo è basato sul presupposto che si possa vincere.
2. Il socialismo è basato sul presupposto che si possa pareggiare.
3. Il misticismo è basato sul presupposto che si possa abbandonare.
mah..secondo me la spirale è partita.
RispondiElimina2008 i dati dicono che siamo flat sulla curva di Hubbert, questa crisi economico finanziaria di proporzioni galattiche gli si è accodata.
Per qualche miracolo le economie potrebbero riprendersi e per qualche miracolo tornare ai tempi della milano da bere.
Questa situazione accelererebbe il cammino del mondo sul grafico del picco facendoci rotolare a rotta di collo indietro nel tempo di almeno 100 anni.
Ergo pontificare sulla attuale crisi è interessante ma non esaustivo della situazione generale odierna.
In ogni caso siamo di fronte ad un 'cambiamento sistemico' piu' che ad una crisi sistemica, un cambiamento che, purtroppo probabilmente, avverra' in maniera violenta..
Carissimo ZINGALES, bellissimo lavoro come al solito lei supera se setsso ogni volta. Di vampiri la finanza ne è piena ma ciò che amareggia maggiromente è che se l'euro crollerà e di cio ne sono convinto , il come sarà la germania la prima ad uscire tornando al NDM (nuovo marco) , le verfe vittime saranno tutti quei poveracci che magari 2 anni f aavevano le Lehman ed ora hanno dei fondi o bond quotati in euro. chi vincerà?? beh facile le solite banche che avendo i debiti in euro li vedranno quasi azzerati, le banceh con la loro valuta a sovranita nazionale (marco, franco francese..) potranno stampare a dismisura una propria moneta forte con cui ripagare debiti contratti in euro , un amonet adivenuta di poco valore rimasta in mano ai poveracci
RispondiEliminaLuibenat
Gentile Leon,
RispondiEliminagrazie per gli auguri di felicità che ricambio sentitamente.
Senz'altro la svalutazione è un arma: peccato che colpisce le persone più "lontane" dell'emittente (salariati, pensionati e i piccoli risparmiatori) e avvantaggia quelli più "vicini" (politici e banche) in quanto sono quelli che riescono a spendere la nuova moneta fresca di stampa prima che gli altri ne percepiscano il valore ridotto, questo fintanto che non si innnesca una iperinflazione. Eticamente è un'arma contraria ai valori di fratenità e solidarietà... vero?
Sulla seconda affermazione, che un debitore che non controlla l'emissione di moneta sia spacciato per forza, è del tutto priva di riscontro: sono milioni le persone al mondo che hanno un debito da pagare (per esempio il mutuo o le rate della macchina) e pur non avendo la zeccha in cantina se la cavano discretamente. Certo che se io, 1000 euro al mese, mi prendo la villa con piscina, la ferrari a rate e pure il tv color 99 pollici prima o poi mi ritrovo dei problemi. Ma anche in quel caso posso comunque decidere di rientrare nel tenore di vita che mi consente il mio reddito oppure non pagare i debiti e i conti in sospeso: in tal caso non mi stupirò se il salumiere non mi farà più credito e anche il fruttivendolo vorrà vedere moneta prima di dare cammello...
magari non ho capito io la definizione di "spacciato", ma se intendi dire che, potendo io stampare i miei soldi in proprio, i miei creditori ci metterebbero più di un paio di giorni ad accorgersi che li sto prendendo per il naso allora credo che ci sia qualche falla nel tuo ragionamento.
Piuttosto quello che succederebbe è che io salariato, pensionato o piccolo risparmiatore avrei i miei bei problemi a farmi aumentare lo stipendio/pensione/ecc. per star dietro all'inflazione, problemi che i petrolieri, le banche, i ricchi in genere non avrebbero: vuoi la benzina? la paghi con soldi veri, quelli con cui posso comprare il petrolio! Argentina a fine 2001: si faceva la spesa in dollari! e ti assicuro che i "patacones" non li voleva nessuno... sarà stato per il nome? ;-)
Ho studiato sui libri sbagliati? può darsi ma non ho mai detto "ipse dixit". Ho solo fatto dei ragionamenti che a me paiono sensati e che sono suscettibili di confutazione: è questione di metodo, non si arriva magari alla Verità ma si scartano tante falsità.
E comunque si fa per parlare: è un reciproco scambio (non sarai mica per i monologhi?). Ero curioso di sentire il tuo punto di vista sulle cause prime di questa crisi (limiti delle risorse, fallacia del capitalismo/socialismo, la cospirazione degli gnomi di zurigo) ma non riesco ad ingaggiarti sull'argomento: evidentemente 'sta storia dell'inflazione come ricetta magica per uscirne a costo zero ti appassiona maggiormente... pazienza.
Giorgio
egregio dottore,
RispondiEliminalei sa meglio di me che nell'eventualità di un default socio-economico dell'Italia, con la certa uscita dall'euro zona, molto probabilmente l'Italia in quanto tale sarebbe pervasa da spinte centrifughe istituzionali fortissime e quasi certamente ne uscirebbe a pezzi - nel senso letterale e non metaforico. Valle d'Aosta, Trentino, Friuli, Sicilia e Sardegna - senza parlare di quel Lombardo-Veneto in mano alla Lega non credo che vorranno ritornare ad essere comandati-bacchettati dal potere romano centrico. Quello che lei paventa sarà solo la strada verso la totale disgregazione dell'unità statuale così come la s'intende oggi. A pensare male forse ci s'azzecca e non vorrei che sia a Milano che a Palermo non stiano veramente sperando a tale opportunità-soluzione che lei stesso propone. Si ricorda il vecchio detto "da un'acquario si può fare uno stufato di pesce, ma da uno stufato di pesce non si può fare un'acquario"?
La vera scelta è e rimane solo quella storica da 130 anni a questa parte: Socialismo o barbarie.... ci aspetterà ancora un bel po di barbarie prima di capirlo.
saluti
M
Ma prima di far fallire l 'euro e decretare il default parziale ci saranno altri modi per ridurre interessi passivi etc , anche perche' far fallire la moneta unica decreterebbe grandissimi squilibri a livello mondiale , non credo sia una strada sicura! Io credo che di virtuoso in generazioni buttate in mezzo alla strada dalla disoccupazione e dalla speculazione edilizia ci sia ben poco
RispondiElimina- Si preservino soltanto i titoli di Stato in mano ai piccoli risparmiatori italiani e si dichiari il default sugli altri (immantinente il debito verrebbe dimezzato) -
RispondiEliminaAltro che dimezzato! Dalla tabella seguente http://www.interessesociale.it/site/images/PRIMIT/attivitafinanzfamiglie.png
(fonte: relazione annuale banca d'italia) i titoli di stato in mano alle famiglie italiane alla fine del 2009 erano soltanto 199,250 miliardi di euro contro un totale di quasi 1800 miliardi. In generale si dovrebbero preservare tutti i titoli di stato in mano ai risparmiatori, non solo italiani. Non ho idea a quanto corrisponda ma penso non ci sposteremo di tanto dai 199,250 miliardi.
R.M.
Per Donato,
RispondiEliminaho i miei dubbi che i paesi con meno debiti volessero accollarsi quelli più cicale..ma in fondo è ciò che è accaduto..non si creda che l'abbandono dell'Euro possa essere indolore.
grazie
Per il signor K,
RispondiEliminanon so chi sia il Signor Pascucci.
Non concordo in toto con il pensiero di La Rouche, ma lo reputo un grande economista.
E' libero di pensarla diversamente rispetto a me.
Con stima
Per l'anonimo 1 (perfavore mettete una sigla..),
RispondiEliminaforse faccio parte della visione mistica.
Per l'anonimo 2, bell'intervento che condivido.
Caro Katobleto,
RispondiEliminanon ho mai pensato che l'inflazione sia la via d'uscita. Accoglierei con piacere un suo intervento nel blog. Scriva un post con le sue idee, con l'eleganza e la preparazione che La contraddistingue. Lo pubblicherò volentieri. Con stima
Per R.M., avevo dati diversi (intorno al 45%)..se ha ragione Lei tanto meglio.
RispondiEliminaPer Luibenat, troppo gentile..non merito tanto
E se invece si facesse l'opposto? Garantiamo i debiti in mano estera e monetizziamo quelli interni rimborsando i creditori interni con "titoli al portatore" di taglio opportuno che avrebbero funzione di moneta parallela.
RispondiEliminaSi rimane nell'euro ma si introduce una moneta "sovrana" magari limitatamente convertibile in euro (nel limite di un tot al mese pro capite) con cui ridare un po' di liquidità all'economia "reale". Poi sicuramente una banca pubblica che agisse da calmieratore del mercato non guasterebbe.
la tabella - Attività e passività finanziarie delle famiglie'- indicante la quantità di titoli di stato in mano alle famiglie a fine 2009 è parte della relazione annuale 2009
RispondiEliminadella banca d'italia ( Tavola 14.3 pag. 168)
R.M.
@R.M. forse Zingales si riferiva ai titoli di Stato in mano a privati e a istituzioni residenti in Italia, insomma al debito non in mano straniera?
RispondiEliminaAlè siamo al solito default o non default,ma nella realtà nessuno stato potrebbe pagare il suo debito,il giappone ha i 227,3% d/p ,gli stati uniti hanno esaurito" i decimali" per l'U.K idem.Il mercato dei derivati over-the-counter "e' cresciuto notevolmente negli ultimi anni, e ora - si legge nel Global Financial Stability Report - ha un valore che supera i 600.000 miliardi di dollari"13 volte il pil mondiale, cifre ingestibili...ma forse..e spero.che l'alchimia finanziaria già foriera di disastri, trovi una soluzione"virtuale",visto che per ora, questo è il migliore dei mondi possibili,pecco di ottimismo? nò sono pragmatico.
RispondiEliminaCaro Luigi,
RispondiEliminanon si preoccupi che non saremo nè i primi nè gli ultimi a prodigarci in un default parziale. Comunque le sue idee sono condivisibili.
Ad R.M,
RispondiEliminanel 50% io consideravo anche i titoli in mano alle banche italiane. Grazie mille per la citazione.
Non serve avere studiato per porre le obiezioni di Katobleto, basta un minimo di ragionamento.
RispondiEliminaI suoi sono pensieri privi di logica, se non quella di un bieco populismo.
E poi ci spiega cosa c'entra la barca di Briatore??
perfettamente vero
RispondiEliminama mi sembra che le " decisioni irrevocabili" siano gia' state prese .Solo una elite DAVVERO superiore potrebbe bloccare questa macchina infernale .
Ma questa elite dove e' ? abbiamo alle spalle due secoli di " selezione artificiale della specie " e anche se ne esistesse una "naturale" sopravvissuta da qualche parte dove sarebbero i mezzi con cui questi " eroi" potrebbero agire o anche soltanto portare i loro progettie modelli a conoscenza di questo greggie di pecore che siamo tutti diventati ? .
mica crederemo anche qui ancora alla favola delle " rivoluzioni spontanee"?
quindi i "tempi" si stanno per compiere. alla affermazione assoluta e trionfante di questa aristocrazia di vampiri manca soltanta l' acquisizione ad essa della elite cinese..(ma forse anche questa e' gia' avvenuta anche se noi non ne abbiamo avuto ancora sentore ? )
o un miracolo .. naturalamente
ws
@katobleto
RispondiEliminaSu ebay si trovano banconote greche degli anni quaranta da 5 milioni di dracme.
E sono poca cosa rispetto ai marchi della Repubblica di Weimar degli anni venti, con banconote che arrivano a tagli da 20 miliardi.
Forse la fobia tedesca nel voler difendere il patto di stabilità e l'irrazionalità greca nel non voler tornare subito alle dracme un qualche fondamento storico lo hanno.
Il debito e il denaro non sono problemi primari, ma derivati.
Il vero problema è la scarsità di risorse di ogni tipo cui sta andando incontro il pianeta, da quelle rigenerabili come il frumento, il grano, persino il pesce (il Mediterraneo sta diventando un mare morto, il Mare del Nord lo è già) a quelle non rinnovabili tipo petrolio, carbone (in Europa è quasi scomparso quello di origine minerale).
Non parliamo dei metalli, oro, argento, rame, eccetera, pure il nickel a quanto si legge in queste settimane.
Il debito crea denaro, il denaro compra energia, materie prime, prodotti agricoli, eccetera; carta (anzi da qualche tempo nemmeno quella ma un click su di un computer) in cambio di cose concrete.
Geniale, ma il giochino sta saltando perchè stanno venendo meno queste ultime.
E per mascherare la cosa oggi si grida che non ci sono più soldi.
Caro Zingales, non sono io ad esser gentile, è Lei che si merita tutta la stima e l'ammirazione per la sua intelligenza che le fa comprendere cosi bene l'economia con un bagaglio culturale di natura fisico-matematico. tale elasticita mentale è tipica delle persone fuori dall'ordinario.Complimenti ancora
RispondiEliminaLuibenat
Caro Simon,
RispondiEliminase per logica intende l'impostazione dogmatica che ci sta conducendo verso la dissoluzione..allora sono privo di logica.
Per quanto concerne Briatore, intendevo dire che l'opinione pubblica viene guidata verso il capro espiatorio di turno ignorando i veri punti cruciali ( ad es. privatizzazioni come svendite dei beni pubblici).
Con stima
@Mario B.
RispondiEliminaSottoscrivo in pieno le tue affermazioni. Anni fa ho letto "oltre i limiti dello sviluppo": mi ha aperto la mente su problemi fondamentali di cui si parla pochissimo nel mainstream.
E infatti la domanda che andrebbe posta è: la crisi che vediamo è causata dal raggiungimento di limiti materiali? e se sì, che evoluzione possiamo prevedere? decrescita controllata, oscillazioni tra recessione e piccole riprese in un trend discendente o collasso economico/finanziario/sociale?
@Leon
veramente difficile da capire (per me): "l'impostazione dogmatica che ci sta conducendo verso la dissoluzione"... ovvero va tutto bene se solo impostiamo diversamente la rappresentazione della realtà? come dire che se la mia merce sulla bilancia pesa troppo poco in kg, passo alle once che così il numero che leggo è più alto? sarà dogmatico, ma la roba sul piatto resta la stessa... o no?
punti cruciali: privatizzazioni come svendite. Ok, sul piano morale/etico è una cosa brutta davvero (magari prima bisognerebbe domandare se è giusto che lo stato disponga di beni da svendere... mica li ha creati lo stato!) ma da un punto di vista del sistema è uno scambio a somma zero: avvantaggia qualcuno a danno della collettività. Come anche il discorso: "se tutti pagassero le tasse"... non cambierebbe niente, ovvero le risorse di cui usufruiscono gli evasori passerebbero nelle mani virtuose dello stato (ed è tutto da dimostrare che sarebbe un bene!) ma resterebbero quelle che erano, non un grammo in più.
Saluti,
Giorgio
ma per coloro che possiedono euro secondo te verrebbero trasformati nella nuova moneta o sparirebbero dalle banche saluti claudio
RispondiEliminaSono perfettamente d'accordo su tutto. Cosa aspettiamo ad uscire dall'Euro? E' molto meglio farlo noi che essere cacciati dagli altri!
RispondiEliminaPer Claudio,
RispondiEliminadovrebbero trasformarsi nella nuova moneta.
Ricambio i saluti